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Dai box all’auto di serie: la strategia UFI in Formula 1

Dai box all’auto di serie: la strategia UFI in Formula 1

UFI fornirà sistemi di filtrazione a tutti gli 11 team F1 2026: tecnologia italiana tra motorsport, industria e automotive.

UFI fornirà sistemi avanzati di filtrazione a tutti gli 11 team di Formula 1 nella stagione 2026. La notizia conta perché riguarda uno degli elementi meno visibili ma più critici della monoposto: la protezione dei circuiti motore, idraulici e di raffreddamento. In un campionato dove affidabilità, peso e rapidità di sviluppo incidono direttamente sulla prestazione, la presenza trasversale di un fornitore italiano su tutta la griglia racconta anche il ruolo crescente della componentistica specializzata nella filiera automotive globale.

Il gruppo, attivo nella filtrazione, nella gestione termica e nelle tecnologie per l’idrogeno verde, porta in pista soluzioni sviluppate dall’Advanced Applications Division nello stabilimento di Marcaria, in provincia di Mantova. Non si tratta di componenti standardizzati, ma di sistemi realizzati su specifica per ogni squadra, con geometrie, materiali, superfici filtranti e fibre definite in base alle esigenze progettuali dei singoli team. È qui che il motorsport diventa un banco prova industriale: tempi stretti, condizioni estreme e necessità di risposte immediate obbligano fornitori e scuderie a un livello di integrazione tecnica molto alto.

Secondo i dati diffusi dall’azienda, ogni monoposto può utilizzare fino a 15 elementi filtranti UFI. I dispositivi sono destinati sia all’area del motore termico, sia alla parte telaio, dove intervengono nei circuiti di raffreddamento del powertrain, della componente ibrida e nei circuiti idraulici. A ogni Gran Premio sarebbero quindi presenti almeno 110 filtri UFI sulla griglia, per un totale superiore a 6.000 filtri nel corso della stagione. Numeri che spiegano quanto anche una tecnologia apparentemente marginale sia in realtà parte strutturale del funzionamento di una vettura da competizione.

Il tema centrale è il compromesso tra affidabilità, leggerezza e capacità filtrante. Per i supporti vengono impiegati materiali come alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, mentre i media filtranti della famiglia FormulaUFI utilizzano fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Anche gli incollaggi derivano da applicazioni aeronautiche, un dettaglio che conferma il livello di contaminazione tecnologica tra settori ad alta prestazione. In Formula 1, soprattutto con il nuovo quadro tecnico 2026 e la riduzione del peso minimo delle monoposto, ogni grammo diventa una variabile di progetto.

La fornitura non si esaurisce nella consegna dei componenti. UFI garantisce assistenza continuativa ai team, con supporto 24 ore su 24 e analisi dei filtri dopo l’utilizzo in gara. Questo passaggio ha un valore tecnico rilevante: lo stato di un filtro può indicare condizioni anomale del motore o l’insorgere di problemi nei circuiti, offrendo agli ingegneri informazioni utili per prevenire guasti o adattare la configurazione della vettura. Durante la stagione, inoltre, le squadre possono richiedere modifiche legate agli sviluppi della monoposto o alle caratteristiche dei diversi circuiti, imponendo cicli rapidi di progettazione e produzione.

La Formula 1, in questo senso, non è soltanto una vetrina. Per UFI rappresenta un laboratorio accelerato, dove si sviluppano processi, materiali e competenze che possono tornare utili nella produzione di serie. Il trasferimento tecnologico è bidirezionale: alcune soluzioni nate per l’automotive vengono adattate al motorsport, mentre le metodologie maturate nelle competizioni possono migliorare assemblaggio, controllo qualità e sviluppo dei componenti destinati ai veicoli stradali. È un meccanismo sempre più importante in una fase in cui l’industria dell’auto deve gestire motorizzazioni tradizionali, ibride, elettriche e nuove tecnologie energetiche.

La presenza di UFI non si limita alla Formula 1. I suoi filtri sono impiegati anche in Formula 2Formula 3IndyCarWECIMSADTM, Dakar e nelle competizioni motociclistiche, incluse MotoGPMoto2 e Moto3. Questa ampiezza conferma una strategia industriale fondata su applicazioni ad alta complessità, dove il costo del singolo componente pesa meno rispetto alla qualità, alla continuità prestazionale e alla capacità di rispondere rapidamente alle richieste dei clienti.

Per il gruppo italiano, fondato nel 1971, il motorsport resta quindi una piattaforma tecnica e reputazionale. UFI dichiara oltre 4.300 professionisti in 21 Paesi22 siti produttivi57 uffici commerciali, più di 360 brevetti e un reinvestimento del 5% del fatturato in Ricerca e Sviluppo. L’80% dei nuovi progetti è orientato alle tecnologie verdi, un dato che colloca la filtrazione sportiva dentro una strategia più ampia: non solo competizione, ma sviluppo di soluzioni per mobilità, industria, energia e transizione tecnologica. Fonte: comunicato stampa UFI. 

IN BREVE 

Azienda: UFI Filters
Settore: filtrazione, gestione termica, idrogeno verde
Fornitura: sistemi di filtrazione per tutti gli 11 team di Formula 1 2026
Produzione motorsport: Advanced Applications Division, Marcaria
Filtri per monoposto: fino a 15 unità
Filtri a ogni GP: almeno 110 sulla griglia
Totale stagionale stimato: oltre 6.000 filtri
Materiali: Ergal, acciaio inox, titanio, fibra di vetro, fibre polimeriche, acciaio sinterizzato
Altre categorie: F2, F3, IndyCar, WEC, IMSA, DTM, Dakar, MotoGP, Moto2, Moto3
Gruppo UFI: 4.300 professionisti, 21 Paesi, 22 siti produttivi, 57 uffici commerciali, oltre 360 brevetti