Dazi UE sulle elettriche cinesi: arriva la regola del “prezzo minimo” - Affaritaliani.it

Auto e Motori

Ultimo aggiornamento: 09:01

Dazi UE sulle elettriche cinesi: arriva la regola del “prezzo minimo”

La Commissione UE fissa paletti per accordi a “prezzo minimo” che possono sostituire i dazi sulle elettriche cinesi: cosa cambia davvero.

La Commissione europea ha messo nero su bianco una “guidance” operativa: un vademecum su come i produttori cinesi di BEV

possono proporre impegni di prezzo minimo (price undertaking) per evitare o sostituire i dazi compensativi entrati in scena nel 2024. Non è un dettaglio burocratico: è la cornice che decide se la disputa si trasforma in muro contro muro oppure in un compromesso regolato, con regole verificabili.

Il punto tecnico: dazi in cambio di un “prezzo minimo” controllabile

In pratica, l’UE non sta dicendo “liberi tutti”: sta dicendo “se volete un’alternativa ai dazi, dovete accettare un prezzo minimo d’importazione e condizioni che rendano l’accordo controllabile”. Il documento entra anche in aspetti concreti come canali di vendita, rischio di compensazioni tra modelli e persino l’orizzonte di investimenti futuri nell’Unioneche Bruxelles dice di considerare nella valutazione complessiva delle offerte.

I paletti: neutralizzare i sussidi e impedire i “giochi di sponda”

Il cuore della guida è nei criteri: l’impegno deve annullare l’impatto ritenuto dannoso dei sussidi, avere un effetto equivalente ai dazi, essere fattibile e ridurre la cosiddetta cross-compensation (l’idea di “aggiustare” il prezzo su un modello e recuperare margini altrove, magari su altre categorie di veicoli). È un modo per dire ai costruttori: non basta alzare un listino qua e là, serve un meccanismo che regga alla prova dei numeri e delle verifiche.

Perché arriva adesso: la coda lunga dei dazi 2024

Il contesto è quello dei dazi compensativi decisi nel 2024 dopo un’indagine anti-sussidi: misure che, secondo varie ricostruzioni, arrivano fino al 35,3% (oltre al dazio standard UE del 10% sull’auto), con aliquote differenziate per gruppo. La “guidance” è il segnale più chiaro finora che Bruxelles vuole una porta negoziale, ma con una serratura robusta: condizioni, controlli e — soprattutto — un risultato che, sulla carta, deve valere quanto i dazi.

Cosa racconta la stampa estera: de-escalation sì, ma alzando l’asticella

La lettura prevalente fuori dall’Italia è prudente: la guida è vista come un passo per disinnescare la tensione commerciale UE-Cina senza far saltare del tutto la logica “anti-sussidi”. Ma l’effetto collaterale è evidente: se il prezzo minimo diventa stringente, una parte del vantaggio competitivo delle elettriche cinesi (soprattutto nella fascia value) si assottiglia. E in un mercato dove l’elasticità al prezzo è tornata centrale — incentivi a singhiozzo, consumatori più attenti alla rata, flotte che rinegoziano — la differenza tra “accessibile” e “quasi” pesa.

Le prime reazioni: Nio rilancia sull’Europa, Pechino prende atto

Tra i segnali più immediati, Nio ha ribadito che continuerà a spingere sulle attività in Europa, salutando i progressi nel dialogo tra le due sponde. Dal lato cinese, il ministero del Commercio ha inquadrato la mossa UE come un passaggio verso un quadro più strutturato per presentare i piani di prezzo minimo. Tradotto: il dossier resta politico, ma adesso ha un binario tecnico su cui far correre proposte (e controdeduzioni).

La partita vera: quote di mercato, catene di fornitura e fabbriche in UE

Dietro le formule, c’è un equilibrio industriale. Secondo AP, le elettriche cinesi valgono oggi circa il 6% del mercato UEe potrebbero salire al 10% entro il 2030: numeri sufficienti a spostare margini e strategie, senza essere ancora “dominanti”. Nel frattempo, l’Europa continua a dipendere da componenti chiave (batterie, materiali, elettronica): ecco perché Bruxelles prova a stringere sui prezzi senza far esplodere il rapporto. Anche il riferimento agli investimenti in UEsuona come un messaggio: produrre (o almeno assemblare) in Europa potrebbe diventare parte della soluzione, non solo una scelta industriale.