“Chi ben incomincia è a metà dell’opera” recita un famoso detto e così, se tanto mi da’ tanto, quello che si svolge a Detroit (12-25 gennaio), essendo il primo Salone dell’automobile dell’anno, è destinato, come sempre, ad anticipare quelle che saranno le grandi novità dei prossimi mesi.
L’edizione 2015, tuttavia, sarà archiviata come quella che, di fatto, sancisce la fine di quella “onerosa” vicenda dei prestiti statali alle case automobilistiche, iniziata alla fine del 2008 e terminata, dopo sei lungi ed estenuanti anni, nello stesso mese del 2014. Per salvare i produttori di automobili gli States hanno messo sul piatto una valanga di dollari destinati alla rinascita di questo settore perdendo – come dichiarato dal Dipartimento del Tesoro americano – “solo” 9,26 miliardi. Dei 79,69 miliardi di dollari prestati alla General Motors, alla Chrysler e alle società creditizie loro connesse, infatti, ne sono rientrati solo 70,43 mld, attraverso vendite di azioni, restituzioni di presiti, dividendi e pagamenti di interessi. L’ammanco è da imputare principalmente a General Motors, che ha restituito solo 39 miliardi su 49,5 e secondariamente a Chrysler, che ne ha ripagati 10,67 su 11,96; il passivo, quindi, sarebbe stato maggiore se il Tesoro non avesse riavuto 19,6 miliardi da Ally, a fronte di 17,2 prestati. Grazie a questa “leggera” perdita, a Detroit si respira un’aria positiva e le Case automobilistiche sono pronte a ripartire in pompa magna lasciandosi alle spalle – forse – questa dannata crisi. E si sa che, se “gira” il settore dell’automobile, gira tutta l’economia americana. E non solo.
Ed eccoci a queste “benedette” novità che hanno il compito di fra partire l’economia. Audi presenta la nuova Q7 alleggerita di ben 325 kg, la cui gamma sarà arricchita grazie all’arrivo della versione ibrido plug-in diesel. Il Gruppo BMW si affida soprattutto alla rinnovata Serie 6 (nelle versioni coupé, cabrio e gran coupé) e alla nuova MINI John Cooper Works, equipaggiata, per la prima volta, con un motore a quattro cilindri due litri turbo a benzina da 231 cv e 320 Nm. Grande movimento anche in Casa MERCEDES dove, sotto i riflettori, troviamo la nuova CLA Shooting Brake proposta anche nella versione SW la CLE Coupé che andrà a “infastidire” la BMW X6. Rimanendo nel lusso, da ricordare la concept Infiniti Q60, la nuova Lexus GSF equipaggiata con un “cattivissimo” V8 da 5.0l e ben 473 CV e la NSX che nel mercato americano verrà lanciata come Acura NSX e la Chevrolet Volt aggiornata nello stile, nelle tecnologie e nell’autonomia complessiva. Il “Biscione” mette in esposizione la Alfa Romeo 4C in versione spider, piacciono la nuova Cadillac CTS-V, la Ford Focus RS e soprattutto la versione Cross Country della berlina media S60 di VOLVO .
La lista della spesa continua con la nuova Chrysler 200 (per il mercato americano una… city car), che dovrà vedersela con importanti vetture come come la Chevrolet Malibu, la Ford Fusion, la Honda Accord, la Nissan Altima, la Toyota Camry e la Volkswagen Passat, oltre che con le coreane Hyundai Sonata e Kia Optima. Il suo punto di forza? Ovviamente il cambio automatico a 9 rapporti sviluppato in collaborazione con ZF. Toyota sfida la mitica Ford F-Series proponendo la nuova Tacoma, Volkswagen cercherà di conquistare il mercato americano con un nuovo SUV (al momento in cui scriviamo non se ne sa nulla ma pare sia una sorta di Crossblue a cinque posti mentre Honda presenta l’erede della leggendaria Honda NSX degli anni ’90 ovviamente in versione ibrida con un V6 biturbo abbinato a tre motori elettrici.
Da Detroit, tuttavia, non solo novità di prodotto ma anche nuove tendenze come quella che vuole l’auto sempre più… connessa. Dopo avere avuto la propria passerella esclusiva al CES di Las Vegas le nuove applicazioni high-tech sono sbarcate a Detroit, promettendo molti nuovi modi di usare internet, dall’intrattenimento, alla sicurezza e alla prevenzione degli incidenti. Primi passi sulla strada della guida autonoma che è ancora lontana ma su cui alcuni costruttori come Mercedes ed Audi, per esempio, sono già molto avanti.
E per concludere, una considerazione (nel salone di Detroit non c’è spazio per le vetture compatte e per le city car) e una semplice domanda: dove sono andate a finire le vetture elettriche? E pensare che sono state elette Car of The Year nel 2011 (Nissan Leaf) e nel 2012 (Opel Ampera/Chevrolet Volt).
@mredaelli
























