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Dongfeng cerca una fabbrica in Europa: Italia ancora in gioco

Dongfeng cerca una fabbrica in Europa: Italia ancora in gioco

DF Motor Italia smentisce l’addio al progetto europeo: Dongfeng tratta con diversi governi UE per un possibile impianto produttivo.

Dongfeng non ha abbandonato il progetto di uno stabilimento in Europa e continua a valutare possibili insediamenti produttivi nell’Unione europea, mentre in Italia prosegue l’espansione commerciale del marchio. È questo il punto centrale della nota diffusa da DF Motor Italia S.r.l., rappresentante esclusivo del Gruppo Dongfeng nel nostro Paese, in risposta a un articolo pubblicato da Milano Finanza il 18 agosto 2026.

La precisazione è rilevante perché riguarda uno dei dossier più delicati dell’attuale trasformazione dell’industria automobilistica europea: l’eventuale localizzazione produttiva dei costruttori cinesi all’interno dell’UE. Per Dongfeng Motor Corporation, produrre in Europa significherebbe accorciare la supply chain, ridurre l’esposizione alle barriere commerciali, aumentare la vicinanza ai mercati finali e costruire una presenza industriale più stabile in un continente dove la concorrenza sull’elettrico è sempre più intensa.

Secondo DF Motor Italia, non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva sulla localizzazione del futuro impianto europeo. Il gruppo sarebbe però impegnato in interlocuzioni avanzate con diversi governi dell’Unione europea per individuare la soluzione più conveniente sotto il profilo industriale e strategico. La società respinge quindi l’ipotesi di un prossimo abbandono del progetto.

Il nodo dell’impianto resta importante anche per l’Italia. Un eventuale insediamento produttivo avrebbe infatti ricadute su occupazione, componentistica, logistica, rete dei fornitori e capitale industriale, oltre a rafforzare la posizione del marchio sul mercato. La competizione tra Paesi europei per attrarre nuovi investimenti automotive sta diventando sempre più serrata, soprattutto quando si tratta di gruppi cinesi dotati di tecnologie elettriche, piattaforme dedicate e capacità produttiva su larga scala.

Nel frattempo, DF Motor Italia sottolinea che il progetto commerciale italiano procede regolarmente. La società segnala l’espansione della rete dei concessionari, il rafforzamento delle attività commerciali e post-vendita e l’aumento dei servizi destinati ai partner già operativi. In una fase in cui la presenza dei costruttori cinesi in Europa non si gioca più soltanto sul prezzo del prodotto, ma anche su assistenza, distribuzione e disponibilità dei ricambi, la costruzione di una rete capillare rappresenta un elemento essenziale per conquistare fiducia e quota di mercato.

La nota interviene anche per chiarire la struttura societaria italiana e i rapporti con soggetti che in passato hanno partecipato alle prime fasi del progetto. DF Motor Italia S.r.l. ribadisce di essere l’unica società autorizzata a rappresentare Dongfeng in Italia e precisa che altre società con denominazioni simili non fanno parte della struttura del gruppo cinese e non sono autorizzate a utilizzare il marchio o ad agire in suo nome.

Una parte significativa della comunicazione riguarda le dichiarazioni attribuite a un ex interlocutore del progetto, il sig. Mafrici. DF Motor Italia contesta la ricostruzione secondo cui soggetti legati a Dongfeng avrebbero avviato attività parallele a suo danno e sostiene che il rapporto sarebbe stato interrotto nel marzo 2025 dopo il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti per negoziare un contratto di distribuzione con la casa madre.

La società richiama inoltre vicende giudiziarie successive relative a Car Mobility S.r.l., riconducibile allo stesso soggetto, specificando che la società è stata posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di Milano nell’ottobre 2025. Le ulteriori controversie civili vengono ricostruite da DF Motor Italia come già concluse o rigettate. Si tratta, comunque, di aspetti che la nota utilizza soprattutto per separare le vicende societarie pregresse dall’attuale strategia industriale e commerciale del gruppo.

Dal punto di vista automotive, il passaggio più importante resta quindi quello sulla continuità del progetto europeo. Dongfeng si muove in un contesto in cui diversi costruttori cinesi stanno cercando di localizzare una parte della produzione nell’UE per consolidare la propria presenza e ridurre i rischi derivanti da dazi, costi logistici e crescente pressione normativa.

Per il gruppo, una fabbrica europea potrebbe diventare un passaggio decisivo anche nella costruzione di una catena del valore più integrata, coinvolgendo fornitori locali, logistica, distribuzione e servizi. Allo stesso tempo, la scelta del Paese ospitante dovrà tenere conto di costo dell’energia, incentivi, disponibilità di manodopera, infrastrutture, vicinanza ai mercati e capacità della filiera.

DF Motor Italia insiste quindi su due messaggi: il progetto commerciale italiano continua e il dossier industriale europeo resta aperto. La società afferma che la rete nazionale è in crescita e che l’organizzazione post-vendita viene progressivamente rafforzata, mentre Dongfeng Motor Corporation prosegue il confronto con più governi europei.

La partita, dunque, non è chiusa. Al contrario, l’eventuale scelta di un sito produttivo europeo resta uno dei passaggi che potrebbe determinare il peso futuro di Dongfeng in Europa, sia in termini di volumi sia di radicamento industriale.