Auto e Motori
Due ruote Italia: il 2025 chiude in rosso, pesa l'effetto Euro 5+
Il 2025 delle due ruote chiude con un calo complessivo del 7,5%. Crollano le moto (-19%), mentre gli scooter crescono del 5,5% confermandosi re della città.

Il settore delle due ruote in Italia archivia il 2025 con un bilancio in chiaroscuro, disegnando una mappa della mobilità nazionale che appare sempre più polarizzata.
I dati definitivi dell'anno appena concluso restituiscono la fotografia di un mercato a doppia velocità, dove le esigenze di spostamento urbano trainano la domanda, mentre il segmento più passionale e ricreativo subisce una battuta d'arresto significativa. Il totale delle immatricolazioni di ciclomotori, scooter e moto si ferma a quota 345.287 unità, segnando una flessione complessiva del 7,52% rispetto ai dodici mesi precedenti.
Tuttavia, fermarsi al dato macroscopico del segno meno sarebbe riduttivo. Dietro questa contrazione si nascondono dinamiche industriali e normative complesse, che hanno influenzato pesantemente i flussi di vendita. Se da un lato il volume totale è in calo rispetto al record del 2024, il confronto con il 2023 – un'annata considerata più "normale" e priva di drogaggi statistici – mostra un saldo ancora positivo del 2,2%. Questo suggerisce che, al netto delle oscillazioni tecniche, la voglia di due ruote in Italia rimane strutturalmente solida, pur cambiando pelle nelle preferenze dei consumatori.
Il trionfo degli scooter e la mobilità urbana
Il vero protagonista positivo del 2025 è senza dubbio lo scooter. Questo segmento si è dimostrato impermeabile alle difficoltà generali, registrando una crescita del 5,57% con ben 197.043 veicoli targati. Il dato conferma una tendenza ormai consolidata: lo scooter non è più solo un mezzo di trasporto, ma una necessità logistica imprescindibile per affrontare il traffico delle grandi aree metropolitane italiane.
La praticità, i costi di gestione contenuti e l'evoluzione tecnologica dei nuovi modelli hanno reso gli scooter la risposta più concreta alla domanda di mobilità urbana sostenibile ed efficiente. Mentre l'auto soffre nelle città congestionate, lo scooter guadagna quote di mercato, diventando lo strumento preferito per il commuting quotidiano. Questo successo, che spicca ancora di più se confrontato con il 2023 (+13,5% sul biennio), dimostra che l'utenza italiana cerca innanzitutto pragmatismo e funzionalità.
Il crollo delle moto e l'analisi delle cause
Di segno opposto è l'andamento del comparto moto, che chiude l'anno con una preoccupante contrazione del 19,22%, fermandosi a 134.480 unità vendute. Sebbene una parte di questo calo possa essere fisiologica dopo l'exploit degli anni passati, la dimensione della flessione impone riflessioni approfondite.
Gli analisti del settore sottolineano come il confronto con il 2024 sia viziato dall'introduzione dello standard omologativo Euro 5+. La fine del 2024 aveva infatti visto una corsa alle immatricolazioni dei modelli di fine serie (Euro 5), gonfiando artificialmente i numeri di quell'anno e svuotando parzialmente il bacino di utenza dei primi mesi del 2025. Tuttavia, questo "effetto tecnico" non basta da solo a spiegare un calo di quasi venti punti percentuali. Fattori macroeconomici, l'inflazione che ha eroso il potere d'acquisto per i beni non di prima necessità e un clima di incertezza geopolitica hanno probabilmente raffreddato la passione dei motociclisti, spingendo molti a rimandare l'acquisto di veicoli destinati prevalentemente al tempo libero e al turismo.
La lettura di ANCMA: cautela sulle moto, certezza sugli scooter
A fornire una chiave di lettura istituzionale sui numeri del 2025 interviene Mariano Roman, presidente di ANCMA, che invita a distinguere tra i fattori tecnici transitori e i segnali di mercato più profondi. Secondo il vertice dell'Associazione, sul risultato complessivo «hanno inciso in modo significativo gli effetti del surplus di immatricolazioni di fine serie registrato a fine 2024, legato all’entrata in vigore dello standard Euro 5+». Una dinamica tecnica, dunque, che ha "drogato" il confronto con l'anno precedente.
Tuttavia, l'analisi si fa più severa quando si guarda al segmento più passionale. Roman, infatti, avverte che «il calo delle moto appare meno riconducibile a un fenomeno episodico», sottolineando come sarà necessario «approfondirne attentamente dinamiche e cause nei primi mesi del nuovo anno». Nonostante le «distorsioni legate all’Euro 5+» e i «condizionamenti geopolitici e macroeconomici» che hanno inevitabilmente inciso sulla fiducia dei consumatori, il presidente ribadisce comunque la centralità delle due ruote nelle scelte di svago, turismo e sport degli italiani.
Una nota di ottimismo arriva infine dalla mobilità urbana e dal mercato secondario. Il successo degli scooter, spiega Roman, è la prova di come «questi veicoli rappresentino oggi una risposta concreta, fruibile ed efficiente alle esigenze di mobilità urbana sostenibile». A completare il quadro, il presidente segnala anche un interessante «discreto dinamismo dell’usato», che conferma la vitalità del settore al di là del mercato del nuovo.
Dicembre e l'effetto "fine serie"
Per comprendere appieno la dinamica del 2025, è fondamentale analizzare l'anomalia statistica registrata nell'ultimo mese dell'anno. Dicembre 2025 ha segnato un crollo verticale del 62,10% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, con appena 11.213 unità vendute. Un dato che, letto isolatamente, potrebbe sembrare catastrofico, ma che in realtà è figlio del confronto impietoso con il dicembre 2024.
Dodici mesi fa, infatti, il mercato aveva toccato un record storico (oltre 373mila unità nell'anno) proprio grazie alla spinta delle auto-immatricolazioni e delle vendite forzate per smaltire gli stock pre-Euro 5+. Venuto meno questo stimolo normativo, il mercato è tornato ai suoi volumi naturali invernali, rendendo il paragone anno su anno estremamente penalizzante per tutti i segmenti: i ciclomotori sono crollati del 74%, le moto del 73% e gli scooter, pur resistendo meglio durante l'anno, hanno ceduto a dicembre quasi il 40%.
Ciclomotori in via di estinzione ed elettrico al palo
Continua inesorabile la crisi dei ciclomotori (i "cinquantini"), che sembrano ormai destinati a una nicchia sempre più marginale. Con un calo del 31,93% e solo 13.764 pezzi venduti in dodici mesi, questo segmento storico paga il prezzo di un cambiamento generazionale e delle alternative di mobilità dolce (come monopattini ed e-bike) che hanno cannibalizzato la fascia di utenza più giovane.
Note dolenti arrivano anche dal fronte della transizione ecologica. Il mercato delle due ruote a trazione elettrica non riesce a decollare e chiude il 2025 in territorio negativo con un -15,82% (8.561 veicoli totali). La domanda appare ancora debole e strettamente legata alla presenza di incentivi statali strutturali. Particolarmente sofferenti i ciclomotori elettrici (-27%), mentre gli scooter a batteria limitano i danni con un calo del 14%. Senza una spinta decisa sul fronte dei sussidi e delle infrastrutture, l'elettrico su due ruote fatica a convincere il grande pubblico, rimanendo un'opzione per pochi o relegata a specifici servizi di sharing.
Quadricicli: tiene solo l'elettrico
Un ultimo sguardo va al mercato dei quadricicli, i veicoli leggeri a quattro ruote che spesso rappresentano l'alternativa allo scooter per i giovanissimi o per la mobilità urbana protetta. Il settore cala complessivamente del 17%, ma con una spaccatura netta interna. I modelli a motore termico sono letteralmente crollati (-46%) a causa delle normative sulle emissioni e dello stop ai vecchi modelli, mentre i quadricicli elettrici hanno mostrato una sostanziale tenuta (-1,3%). In questo specifico comparto, la trazione elettrica sembra aver trovato una sua dimensione funzionale, sostenuta anche dagli incentivi erogati nella primavera scorsa, dimostrando che per la micro-mobilità cittadina a quattro ruote il futuro è già orientato verso le batterie.
In conclusione, il 2025 consegna agli archivi un settore vitale ma in trasformazione, dove la componente utilitaristica (scooter) vince su quella passionale (moto) e dove l'elettrico attende ancora la sua definitiva consacrazione.
