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Ferrari, trimestrale 2026: utile +13% e ricavi +7%, stime al rialzo

Ferrari, trimestrale 2026: utile +13% e ricavi +7%, stime al rialzo
benedetto vigna

Ferrari cresce con 3.368 consegne: nel terzo trimestre 2026 ricavi a 1,896 miliardi e utile netto a 431 milioni, guidance al rialzo.

Ferrari chiude il terzo trimestre 2026 con ricavi netti di 1,896 miliardi di euro, in crescita del 7% sullo stesso periodo del 2025 e un utile netto di 431 milioni, in aumento del 13%. A sostenere i conti di Maranello non è l’espansione dei volumi: le vetture consegnate sono state 3.368, contro le 3.401 di un anno prima. Il risultato riflette soprattutto un mix di prodotto più ricco e il maggiore peso delle personalizzazioni, due leve che permettono al costruttore di aumentare la redditività anche con consegne sostanzialmente stabili.

L’utile operativo (EBIT) sale del 12% a 563 milioni di euro, con un margine del 29,7%, dal 28,4% del terzo trimestre 2025. L’EBITDA raggiunge 753 milioni, anch’esso in progresso del 12%, e il margine passa dal 37,9% al 39,7%. A cambi costanti, secondo il comunicato sui risultati preliminari non revisionati diffuso il 3 novembre, l’incremento dei ricavi sarebbe stato del 10% e quello dell’EBIT del 23%. Il confronto evidenzia l’effetto sfavorevole dei tassi di cambio.

F80 e personalizzazioni rafforzano il mix commerciale

Nel trimestre la maggiore contribuzione dei modelli ad alto valore, in particolare della F80, ha accompagnato la crescita delle personalizzazioni, sostenute dalla famiglia 296 Speciale. Ferrari segnala l’aumento delle consegne di Amalfi, 296 Speciale, 12Cilindri Spider e Purosangue, mentre hanno accelerato quelle di 849 Testarossa e 296 Speciale Aperta. Sono iniziate anche le consegne della 849 Testarossa Spider. Il progressivo rinnovo della gamma ha coinciso con l’uscita di produzione di Roma Spider, 296 GTS e famiglia SF90 XX.

La composizione delle vendite incide sui margini più del numero assoluto di automobili consegnate. I ricavi di automobili e parti di ricambio, che includono anche il contributo delle personalizzazioni, ammontano a 1,586 miliardi, il 7% in più rispetto al 2025. Il gruppo segnala tuttavia maggiori ammortamenti legati all’avvio della produzione dei nuovi modelli e un incremento delle spese di marketing, fattori che hanno parzialmente assorbito i benefici del mix.

Cassa industriale e mercati: la Cina arretra

Il free cash flow industriale si attesta a 567 milioni di euro, contro 396 milioni nel terzo trimestre 2025, con un aumento del 43%. La generazione di cassa è stata sostenuta dalla redditività e da una variazione positiva del capitale circolante, al netto degli investimenti. Al 30 settembre Ferrari presenta una liquidità netta industriale di 219 milioni, mentre a fine giugno registrava un indebitamento industriale netto di 131 milioni. Nel trimestre il gruppo ha effettuato riacquisti di azioni proprie per 173 milioni.

Il dato delle consegne mostra differenze geografiche. Nell’area EMEA sono salite a 1.487 unità, dalle 1.449 del 2025; nelle Americhe sono state 1.050, contro 1.045. In Cina continentale, Hong Kong e Taiwan le consegne sono scese a 143, da 248, mentre nel resto dell’Asia-Pacifico sono aumentate a 688, da 659. Sul totale dei primi nove mesi Ferrari ha consegnato 10.170 vetture, rispetto alle 10.488 dello stesso periodo del 2025.

La guidance 2026 sale ancora: ricavi attesi a 7,65 miliardi

Alla luce dei risultati, Ferrari ha rivisto al rialzo la guidance 2026. I ricavi netti sono ora attesi intorno a 7,65 miliardi di euro, rispetto ai 7,60 miliardi della precedente previsione. L’EBITDA adjusted è indicato ad almeno 3 miliardi, con margine non inferiore al 39,2%; l’EBIT adjusted ad almeno 2,285 miliardi, con margine dal 29,8%. L’utile diluito adjusted per azione è previsto ad almeno 9,85 euro, mentre il free cash flow industriale è stimato fino a 1,65 miliardi.

Le nuove ipotesi riflettono personalizzazioni più forti delle attese, un impatto valutario negativo più contenuto e la seconda posizione nel campionato di Formula 1 assunta nella previsione aziendale. Ferrari ribadisce che la guidance si basa sulla visibilità attuale rispetto agli effetti della crisi in Medio Oriente. Nei primi nove mesi i ricavi hanno raggiunto 5,682 miliardi (+6%), l’utile operativo 1,716 miliardi (+7%) e l’utile netto 1,307 miliardi (+7%).

La crescita non riguarda soltanto le vetture. I ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e marchio ammontano a 220 milioni, il 4% in più su base annua, mentre gli altri ricavi salgono a 90 milioni (+18%), anche grazie alla fornitura di motori ad altre scuderie di Formula 1 nel trimestre.

Ordini fino al 2028, il modello punta sul valore

«Le consegne della nostra supercar F80 e le personalizzazioni […] sostengono la robusta crescita finanziaria», afferma l’amministratore delegato Benedetto Vigna, che annuncia un portafoglio ordini esteso fino al 2028 e altri due lanci nel 2026. La prospettiva indicata dal management resta fondata sulla selettività dell’offerta e sull’ampliamento delle possibilità di configurazione, non su una corsa ai volumi. Il mercato dovrà misurare nei prossimi trimestri la tenuta di questa combinazione tra ricavi, redditività e investimenti.

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