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Geely Xingyao 6 EF, l’ibrida a metanolo da 1.880 km

Geely Xingyao 6 EF, l’ibrida a metanolo da 1.880 km

La berlina flex-fuel per la Cina combina metanolo, benzina ed elettrico. Geely dichiara fino a 1.880 km di autonomia sul ciclo CLTC.

Geely Auto Group amplia la propria strategia per la mobilità a basse emissioni con la Xingyao 6 EF, berlina ibrida a metanolo che il costruttore presenta come la prima autovettura di questo tipo prodotta in serie al mondo. Il modello, per ora destinato al mercato cinese, utilizza metanolo, benzina ed energia elettrica e introduce una soluzione flex-fuel capace di miscelare i due carburanti in qualsiasi proporzione nello stesso serbatoio. Non è previsto, per ora, un lancio europeo.

Metanolo, benzina ed elettrico: come funziona il sistema

La particolarità della Geely Xingyao 6 EF è la flessibilità di alimentazione. Oltre a procedere in modalità elettrica, la vettura può funzionare con metanolo o benzina, anche combinati nello stesso serbatoio. Un sensore dedicato rileva in tempo reale la concentrazione del metanolo nella miscela; i dati vengono trasmessi alla centralina motore, che modifica i parametri d’iniezione e accensione in funzione del carburante presente. L’obiettivo dichiarato è mantenere stabilità di funzionamento ed efficienza al variare della composizione.

La tecnologia è il risultato di un percorso di ricerca sul metanolo avviato dal gruppo nel 2005. La casa cinese la propone come risposta complementare all’elettrificazione, in particolare per le aree caratterizzate da inverni rigidi e per gli automobilisti che affrontano percorrenze elevate.

Motore al 48,15% e avviamento vicino a -40 °C

Al centro del progetto figura un motore ibrido a metanolo per il quale Geely dichiara un rendimento termico del 48,15%, indicato dal marchio come il più elevato tra i propulsori a metanolo di serie. La scheda tecnica diffusa dal costruttore cita l’iniezione diretta ad alta pressione da 350 bar e un impianto di accensione ad alta potenza, studiati anche per consentire l’avviamento a temperature prossime a -40 °C.

Il tema del freddo ha un peso specifico nella strategia del gruppo: nelle regioni settentrionali della Cina le basse temperature possono ridurre sensibilmente l’autonomia delle vetture esclusivamente elettriche. Con il sistema a tre modalità, Geely punta a offrire un’alternativa di utilizzo quando le condizioni climatiche complicano gli spostamenti. I dati prestazionali riportati sono quelli comunicati dall’azienda, non risultati di prove indipendenti.

Autonomia: 230 km elettrici, fino a 1.880 km complessivi

Sul fronte dell’autonomia, la Xingyao 6 EF raggiunge, secondo i dati Geely rilevati sul ciclo cinese CLTC, 230 km in modalità elettrica. Con batteria carica e pieno di metanolo la percorrenza complessiva dichiarata è di circa 1.250 km; il valore arriva a 1.880 km utilizzando benzina e batteria carica. Sono numeri riferiti a condizioni di omologazione e non devono essere letti come percorrenze garantite nell’impiego quotidiano.

Il modello è sviluppato sulla piattaforma GEA, architettura elettrica intelligente globale del gruppo, e misura 4,8 metri in lunghezza, con un passo di 2.756 mm. L’abitacolo integra il sistema digitale Flyme Auto e una dotazione di sicurezza che il costruttore definisce completa. La scocca, sempre secondo Geely, impiega per il 71,6% acciai ad alta resistenza.

La strategia multienergetica e la filiera del combustibile

La nuova berlina si inserisce nella strategia multienergetica di Geely, che comprende elettrico, ibrido, idrogeno e carburanti alternativi. Il gruppo afferma di avere sviluppato nel tempo una filiera dedicata al metanolo, dalla produzione allo stoccaggio, fino al trasporto, alle infrastrutture di rifornimento e alle applicazioni su veicoli.

Geely richiama anche lo sviluppo di un sistema automobilistico di cattura del carbonio dai gas di scarico, finalizzato al recupero del carbonio per la produzione di metanolo verde. Il progetto è presentato come parte di una prospettiva di ciclo chiuso e di azzeramento delle emissioni nette. La concreta impronta climatica del combustibile, tuttavia, dipende dalla sua filiera produttiva: il comunicato non fornisce una valutazione completa delle emissioni lungo l’intero ciclo di vita della Xingyao 6 EF.

Debutto in Cina, nessun lancio europeo annunciato

Per il momento la Geely Xingyao 6 EF resta un prodotto destinato al mercato cinese: il gruppo precisa che l’arrivo in Europa non è previsto. La sua importanza industriale risiede soprattutto nella possibilità di applicare a una vettura di serie un sistema capace di utilizzare più fonti energetiche, facendo leva sull’esperienza accumulata da Geely in quasi vent’anni di ricerca sul metanolo.

La casa automobilistica non presenta questa soluzione come sostituta delle auto elettriche o delle ibride convenzionali. La indica piuttosto come un’opzione aggiuntiva per affrontare il tema dell’autonomia e dell’utilizzo a basse temperature. L’effettiva diffusione della tecnologia dipenderà anche dalla disponibilità di carburante e infrastrutture: aspetti su cui il comunicato non indica scadenze per mercati diversi dalla Cina.

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