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GWM sceglie l’Italia per rilanciare in Europa: si parte da ORA 5

GWM sceglie l’Italia per rilanciare in Europa: si parte da ORA 5

Da giugno 2026 GWM avvia le vendite in Italia con filiale diretta, rete ufficiale e debutto della ORA 5.

La notizia vera è che GWM ha deciso di rientrare in Italia con una struttura diretta e non con una presenza marginale o di semplice rappresentanza. Le vendite partiranno a giugno 2026 attraverso una filiale locale, mentre dalla prossima estate sarà attiva una rete di concessionari ufficiali. Il primo modello incaricato di aprire questa nuova fase sarà la ORA 5, destinata a fare da apripista alla strategia del costruttore cinese nel nostro mercato. 

Detta così, potrebbe sembrare l’ennesimo annuncio di espansione di un marchio asiatico in Europa. In realtà il passaggio ha un peso diverso, perché Great Wall Motor non arriva in un continente vergine, ma prova a rilanciarsi in un’Europa dove la concorrenza si è fatta più dura e dove la prima offensiva, fortemente centrata sull’elettrico, non aveva prodotto i risultati sperati. A febbraio Reuters spiegava che il gruppo sta ripensando il proprio approccio europeo puntando molto di più su ibrido e motori termici, proprio mentre cerca di ricostruire una rete commerciale più solida e di recuperare terreno in un’area considerata decisiva per la crescita internazionale. 

L’Italia entra quindi nel piano di ricostruzione europea del gruppo come mercato strategico, non solo per i volumi ma per il posizionamento. Il sito europeo di GWM indica che da metà 2026 arriveranno almeno sette nuovi modelli e varianti, con il debutto della linea HAVAL e una gamma più ampia rispetto al passato. La scelta iniziale di partire dalla ORA 5 va letta proprio in questa chiave: non una presenza simbolica, ma il primo tassello di un’offerta multi-prodotto e multi-alimentazione che punta ai segmenti più frequentati del mercato. 

Il punto interessante, per il mercato italiano, è che GWM non si presenta come marchio “solo elettrico”. Al contrario, prova a entrare nella discussione automotive del 2026 con un approccio pragmatico: benzina, HEVPHEV e BEVconvivono nella stessa strategia. È una linea coerente con quanto dichiarato dal gruppo a livello globale, dove il posizionamento viene definito come “all categories, all powertrains, all users”, cioè presenza su più segmenti, con più tecnologie e per clienti diversi. Anche Reuters ha sottolineato che il nuovo corso europeo nasce proprio da questa correzione di rotta: meno ideologia, più adattamento alle condizioni reali dei mercati, inclusi quelli dove l’infrastruttura di ricarica non è ancora omogenea. 

In questo quadro, ORA 5 non è soltanto il modello di lancio, ma il manifesto industriale del nuovo corso. Secondo le informazioni diffuse sul debutto italiano, sarà proposta con motorizzazioni differenti, dalla termica alla ibrida fino alla elettrica, con una taratura tecnica pensata per le strade europee. Più avanti, in autunno, dovrebbero arrivare anche Jolion MAX e H7, due SUV destinati a intercettare pubblici diversi: da una parte la clientela familiare, dall’altra chi cerca un’immagine più outdoor e una maggiore vocazione al viaggio. 

Dietro questa offensiva commerciale c’è un costruttore che, numeri alla mano, non parte da zero. GWM, fondata nel 1990 a Baoding, è oggi presente in oltre 170 Paesi e dispone di una rete globale che include basi produttive in Cina e impianti esteri in Thailandia e Brasile, oltre a una struttura internazionale di ricerca e sviluppo che tocca anche l’Europa. Sempre secondo Reuters, nel 2025 il gruppo ha venduto 1,32 milioni di veicoli, di cui 506.066 fuori dalla Cina: un dato che racconta una massa critica già importante, pur in presenza di una posizione ancora debole nel Vecchio Continente. 

Naturalmente, tra l’annuncio e la costruzione di un marchio credibile sul mercato italiano resta un passaggio decisivo: il servizio. Qui GWM prova a giocare una carta concreta, promettendo formazione tecnica certificata, post-vendita strutturato, logistica ricambi con magazzini in Italia e in Europa e una copertura di garanzia fino a 7 anni o 150.000 km. È un dettaglio meno spettacolare del design o della connettività, ma forse più rilevante in una fase in cui i clienti europei guardano con attenzione a tenuta del valore, manutenzione e affidabilità della rete. Non a caso Reuters segnala che, nel rilancio europeo, GWM sta lavorando anche sul rafforzamento dei concessionari e sulla tenuta dei valori residui. 

Per questo il ritorno di GWM in Italia va letto con prudenza ma senza superficialità. Non basta dire che arriva un altro costruttore cinese: qui c’è un gruppo che prova a rientrare in Europa dopo una prima fase complicata, correggendo il tiro con una gamma più larga, meno sbilanciata sull’elettrico puro e più aderente alle richieste del mercato mainstream. Il successo, però, non dipenderà dagli slogan. Dipenderà dalla qualità dei prodotti, dalla competitività dei listini, dalla rete e dalla capacità di trasformare ORA 5 da semplice novità in un modello davvero riconoscibile nel traffico quotidiano dei segmenti ad alto volume. È lì, molto più che nei comunicati, che comincerà la vera prova italiana di Great Wall Motor. 

In Breve

Marchio: GWM (Great Wall Motor)
Sede: Baoding, Hebei, Cina
Fondazione: 1990
Avvio attività in Italia: giugno 2026
Struttura operativa: filiale diretta GWM Italia
Rete commerciale: concessionari ufficiali dal 2026
Primo modello previsto: ORA 5
Tipologie di propulsione annunciate: ICE, HEV, PHEV, BEV
Altri modelli attesi nel 2026: Jolion MAX, H7
Piano europeo: almeno 7 nuovi modelli/varianti da metà 2026
Presenza globale: oltre 170 Paesi
Vendite globali 2025: 1,32 milioni di unità
Vendite estero 2025: 506.066 unità
Servizi annunciati per l’Italia: formazione tecnica, post-vendita, logistica ricambi
Garanzia dichiarata: fino a 7 anni o 150.000 km 

GWM sceglie l’Italia per rilanciare in Europa: si parte da ORA 5
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