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Immatricolazioni 2026, il noleggio cresce e vale un’auto su tre

Immatricolazioni 2026, il noleggio cresce e vale un’auto su tre

Nel primo trimestre 2026 il noleggio arriva al 33,6% del mercato: vola il breve termine, più debole il lungo termine.

Il dato che conta più di tutti è questo: nel primo trimestre 2026 il noleggio ha sfiorato il 34% delle immatricolazioninazionali, confermandosi uno dei veri motori del mercato italiano. Tradotto, significa che oggi quasi un veicolo nuovo su tre passa dai canali del rent, sia per le auto sia per i veicoli commerciali leggeri. È il segnale di una trasformazione ormai strutturale, non più legata soltanto alle flotte aziendali, ma a un cambiamento più profondo nel modo in cui privati e imprese si avvicinano all’automobile.

Tra gennaio e marzo il comparto ha totalizzato 179.017 immatricolazioni, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. A sostenere il risultato sono state soprattutto le autovetture, salite a 164.492 unità con un progresso del 12,3%, mentre i commerciali leggeri si sono fermati a 14.525 unità, in calo dell’11,3%. Il mercato del noleggio, insomma, continua a espandersi, ma lo fa con ritmi e direzioni diverse a seconda dei canali e dei segmenti.

È qui che emerge il vero spartiacque del primo trimestre. Il noleggio a breve termine è stato il protagonista assoluto dell’avvio d’anno, con una crescita molto forte che ha compensato le difficoltà del lungo termine. Nel comparto auto, infatti, il breve termine è balzato in avanti del 58,3%, mentre il lungo termine ha segnato una leggera flessione del 3,5%. Due velocità diverse che raccontano scenari altrettanto differenti. Da una parte i rent-a-car hanno beneficiato di un anticipo nel rinnovo delle flotte, favorito dalla preparazione alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e da una stagione pasquale più anticipata. Dall’altra il lungo termine continua a fare i conti con un quadro fiscale e normativo poco favorevole, che spinge molte aziende a rinviare la sostituzione dei veicoli.

Per leggere correttamente il rallentamento del lungo termine, però, occorre contestualizzare. Il primo trimestre 2025 era stato eccezionalmente forte, trainato dalle società captive e dalla spinta del bando Consip. Per questo il confronto secco con l’anno scorso rischia di essere fuorviante. Se si allarga lo sguardo al 2024, il dato del 2026 appare meno debole: il noleggio a lungo termine ha comunque immatricolato circa 105.000 vetture, oltre 10.000 in più rispetto a due anni fa. Il problema, dunque, non è tanto un crollo del canale, quanto una frenata in una fase in cui il mercato chiede più chiarezza su fiscalità, deducibilità e rinnovo delle flotte.

Un’altra tendenza che si consolida è la crescita dei brand cinesi. Nei primi tre mesi dell’anno in Italia sono state targate circa 60.000 auto prodotte da marchi cinesi o costruite in Cina per marchi che si riforniscono in quel Paese. Dodici mesi fa erano la metà. La quota è salita così al 12,4% del mercato auto nazionale. Ma è soprattutto nel noleggio che il fenomeno assume peso industriale. Nel lungo termine le auto cinesi sono triplicate, superando le 7.100 unità, segno evidente che stanno entrando nelle car policy aziendali. Nel breve termine hanno raggiunto 10.820 immatricolazioni, pari al 18% del canale. Numeri che indicano come il noleggio stia diventando uno dei principali acceleratori della loro diffusione.

Sul fronte delle alimentazioni, il primo trimestre 2026 conferma una svolta ormai netta: il diesel continua a perdere terreno. Nel mercato privati la quota è scesa al 12,2%, ma il ridimensionamento è evidente anche nel noleggio. Nel lungo termine il gasolio è ormai fermo al 22,6%, poco più di un’auto su cinque, mentre nel breve termine precipita al 10,4%. È un cambiamento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile, soprattutto in ambito flotte.

Nel noleggio a lungo termine resta al primo posto la benzina, comprese le mild hybrid, con il 42,7% di quota, ma la vera novità è l’avanzata delle plug-in hybrid. Le ibride ricaricabili crescono del 124,8% e arrivano al 17,7%, un livello mai toccato prima nel canale. È il dato più interessante dell’intero quadro energetico, perché mostra come le aziende, quando rinnovano davvero le flotte, tendano a privilegiare formule intermedie tra transizione e praticità operativa. Al contrario, le BEV arretrano: nel lungo termine perdono il 18,2% e si fermano al 5,5%, sotto la quota registrata dal mercato totale. Anche le full hybrid rallentano, scendendo al 9%.

Il messaggio è chiaro: il rinnovamento del parco flotte procede, ma in maniera meno lineare di quanto ci si aspettasse. L’elettrico puro fatica a imporsi come soluzione principale nelle aziende, mentre le plug-in si ritagliano uno spazio sempre più ampio come compromesso tra vantaggi fiscali, autonomia e semplicità di utilizzo. Intanto cresce anche il Gpl, pur restando marginale, sospinto dall’attivismo di marchi come EVO, DR ed EMC.

Interessante poi il quadro dei modelli più noleggiati. Nel lungo termine la Fiat Panda resta in testa, ma il suo calo è compensato dall’ascesa della Grande Panda, che si piazza subito al secondo posto. Segno che il ricambio interno alla gamma Fiat sta già ridisegnando la geografia delle flotte. Nel breve termine, invece, cambia quasi tutto: al primo posto sale la Jeep Avenger, davanti a Panda, Renault Captur, Grande Panda e Nissan Qashqai. Una classifica ravvicinata, che fotografa un mercato dinamico e molto più sensibile alla rotazione rapida dei modelli.

L’analisi diffusa da ANIASA e Dataforce restituisce quindi l’immagine di un settore sempre più centrale per l’automotive italiano, ma attraversato da spinte opposte. Da un lato la crescita del breve termine, l’ascesa dei marchi cinesi e il ridimensionamento del diesel; dall’altro un lungo termine che resta fondamentale, ma chiede un contesto più stabile per tornare a correre davvero. Per ora il dato politico e industriale resta lo stesso: nel 2026 il noleggio auto non è più un segmento laterale del mercato. È uno dei suoi baricentri.

In Breve

Periodo analizzato: primo trimestre 2026
Fonte: “Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”
Immatricolazioni noleggio totali: 179.017 veicoli
Variazione totale: +10%
Autovetture: 164.492 unità
Variazione autovetture: +12,3%
Veicoli commerciali leggeri: 14.525 unità
Variazione LCV: -11,3%
Quota noleggio sul mercato totale: 33,6%
Andamento NLT auto: -3,5%
Andamento NBT auto: +58,3%
Quota auto cinesi sul mercato italiano: 12,4%
Auto cinesi nel NLT: 7.145 unità
Auto cinesi nel NBT: 10.820 unità
Quota diesel nel mercato privati: 12,2%
Quota diesel nel NLT auto: 22,6%
Quota diesel nel NBT auto: 10,4%
Quota benzina nel NLT auto: 42,7%
Quota plug-in hybrid nel NLT auto: 17,7%
Quota BEV nel NLT auto: 5,5%
Modello più noleggiato nel NLT: Fiat Panda
Modello più noleggiato nel NBT: Jeep Avenger

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