ANIASA contesta l’emendamento sull’IPT nel DL Fiscale: rischio contenziosi e impatti su noleggio, flotte e investimenti.
ANIASA chiede al Governo di riaprire il confronto sull’IPT applicata alle società di noleggio auto, dopo l’inserimento nel DL Fiscale di un emendamento che modifica il criterio di destinazione del gettito. La questione conta per il settore automotive perché riguarda uno dei comparti che più alimentano il mercato del nuovo: flotte, noleggio a breve e lungo termine, servizi di mobilità condivisa e veicoli aziendali. Un cambio fiscale percepito come incerto dagli operatori può incidere su investimenti, immatricolazioni, pianificazione delle flotte e costi amministrativi.
Il nodo è l’Imposta provinciale di trascrizione, tributo dovuto al momento dell’iscrizione dei veicoli al PRA. L’emendamento prevede che le società di noleggio versino l’IPT all’ente territoriale in cui si svolge la “gestione ordinaria in via principale” dell’attività, e non necessariamente in base alla sede legale della società. Secondo ANIASA, l’impostazione rischia di creare più problemi di quanti ne risolva, perché introduce un criterio difficile da definire per imprese organizzate su scala nazionale.
Il tema è particolarmente delicato per il noleggio, un settore strutturalmente distribuito sul territorio. Le grandi società operano attraverso sedi direzionali, filiali, hub aeroportuali, punti di consegna, stazioni ferroviarie, centri logistici e piattaforme digitali. Stabilire dove si trovi la gestione ordinaria “principale” può diventare materia di interpretazione, soprattutto quando un veicolo viene immatricolato in una provincia, gestito amministrativamente in un’altra e utilizzato dai clienti in tutto il Paese.
Per l’associazione di Confindustria che rappresenta i servizi di mobilità, il rischio è l’apertura di una nuova stagione di contenziosi fiscali. La preoccupazione nasce dal fatto che il concetto di gestione ordinaria non ha, in questo contesto, un’applicazione automatica. Una società di noleggio può avere funzioni decisionali, operative e commerciali distribuite in più sedi. La flotta, inoltre, non resta ferma in un territorio: circola, viene riconsegnata, riallocata e riutilizzata lungo l’intera rete nazionale.
La critica di ANIASA riguarda anche la coerenza normativa. L’associazione sostiene che la proposta si collochi in contrasto con l’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 20/E del 2024, con l’articolo 73 del TUIR, con le linee guida OCSE e con l’indirizzo della Corte di Cassazione in materia di individuazione della sede effettiva. La stessa Agenzia delle Entrate ha chiarito nel 2024 la nozione di gestione ordinaria in via principale nell’ambito della disciplina sulla residenza fiscale di società ed enti.
La questione non è soltanto tecnica. Dietro l’emendamento c’è il tema della distribuzione territoriale del gettito. In passato, alcune società hanno immatricolato veicoli in province dove il costo dell’IPT risultava più favorevole, con effetti sulle entrate di altri enti locali. La nuova impostazione punta a riportare il gettito verso i territori in cui si ritiene concentrata l’attività effettiva delle imprese. Ma, secondo ANIASA, il risultato potrebbe essere opposto: spostare risorse da un’area all’altra senza premiare necessariamente i territori in cui i veicoli circolano e consumano infrastrutture.
È proprio questo il punto industriale più rilevante. Il noleggio non è un segmento marginale: negli ultimi anni è diventato una delle principali porte d’accesso all’auto nuova, sia per aziende sia per privati. Le società del comparto acquistano grandi volumi di veicoli, sostengono il rinnovo del parco circolante, favoriscono la diffusione di modelli elettrificati e alimentano il mercato dell’usato recente. Un aumento dell’incertezza fiscale può tradursi in maggiori costi di gestione e in una minore capacità di programmare gli acquisti.
ANIASA contesta inoltre l’effetto amministrativo della norma. Invece di semplificare, l’emendamento potrebbe moltiplicare gli adempimenti e costringere le imprese a dimostrare dove si trovi il centro principale della propria gestione ordinaria. Per un comparto che opera con flotte numerose, contratti diversificati e reti logistiche complesse, il costo burocratico può diventare significativo. Il rischio è che una norma pensata per correggere una distorsione fiscale produca nuove incertezze applicative.
L’associazione propone da tempo un modello alternativo: centralizzare la riscossione dei tributi dovuti dalle società di noleggio e redistribuire poi le risorse a Regioni e Province sulla base di criteri oggettivi. È una soluzione che, secondo ANIASA, permetterebbe di superare la competizione tra territori e di garantire una ripartizione più equilibrata del gettito. Il riferimento è a modelli già adottati in altri Paesi europei, come Francia e Germania, dove meccanismi di compensazione interterritoriale servono a ridurre le distorsioni.
Il confronto resta quindi aperto su un punto essenziale: come tassare in modo equo un settore che per natura non appartiene a un solo territorio. Le auto a noleggio vengono acquistate, immatricolate, gestite e utilizzate lungo filiere diverse. Per questo, secondo gli operatori, la fiscalità dovrebbe seguire criteri certi, nazionali e misurabili. In assenza di una soluzione condivisa, il rischio è che l’IPT diventi ancora una volta terreno di scontro tra imprese, enti locali e amministrazione pubblica, con effetti diretti sulla mobilità e sul mercato dell’auto.
Tema: IPT sulle società di noleggio auto
Provvedimento: emendamento inserito nel DL Fiscale
Soggetto critico: ANIASA, associazione Confindustria dei servizi di mobilità
Punto contestato: versamento dell’IPT dove si svolge la “gestione ordinaria in via principale”
Rischio indicato: incertezza applicativa e aumento dei contenziosi
Impatto potenziale: costi amministrativi, investimenti, flotte, immatricolazioni
Proposta ANIASA: riscossione centralizzata e redistribuzione del gettito
Modelli citati: Francia e Germania

