Dopo 36 anni, Jean-Philippe Imparato lascia Stellantis: dalla guida di Peugeot al rilancio Alfa Romeo, il suo addio segna un cambio di fase.
Jean-Philippe Imparato lascia Stellantis dopo 36 anni di carriera nel gruppo. La notizia va oltre il normale avvicendamento manageriale: riguarda una delle figure più riconoscibili dell’area ex PSA, un dirigente cresciuto tra prodotto, rete commerciale e marchi, diventato negli anni uno dei volti più esposti della gestione Carlos Tavares. L’uscita arriva mentre Stellantis ridisegna l’organizzazione europea e rafforza la guida italiana su Alfa Romeo, Maserati e Stellantis &You.
Imparato è stato uno dei manager più legati alla cultura industriale di PSA: attenzione ai margini, disciplina commerciale, controllo dei costi e centralità della rete. La sua carriera lo ha portato dalla Francia alla Cina, dalla distribuzione alla guida dei marchi. Prima della nascita di Stellantis ha diretto Peugeot, contribuendo al rafforzamento del posizionamento del Leone in una fase in cui il marchio cercava di salire di tono senza perdere volumi. La stampa francese lo descrive come un pilastro degli anni Tavares e come uno dei manager simbolo della trasformazione di PSA prima della fusione con FCA.
Dopo la creazione di Stellantis, Imparato ha assunto la responsabilità di Alfa Romeo, marchio complesso per storia, identità e sostenibilità economica. Il suo lavoro è stato quello di riportare ordine industriale e commerciale, puntando su una gamma più razionale e su modelli capaci di generare volumi senza cancellare il DNA sportivo del Biscione. In questa fase si collocano il consolidamento di Tonale e il lancio della Junior, modello decisivo per portare Alfa Romeo nel segmento dei B-SUV premium.
La sua uscita assume però un significato più ampio perché coincide con una fase di riequilibrio interno a Stellantis. L’addio di Imparato chiude simbolicamente una pagina dell’era PSA: il manager francese lascia due responsabilità che passano a figure italiane, con Ficili su Maserati e Napolitano su Stellantis &You.
Il profilo di Imparato è stato particolare anche sul piano comunicativo. A differenza di molti manager automotive, ha costruito una presenza pubblica diretta, spesso molto visibile sui social e nei rapporti con stampa, dealer e comunità di appassionati. Questo lo ha reso una figura riconoscibile, soprattutto nel mondo Alfa Romeo, dove il rapporto tra prodotto, identità del marchio e aspettative degli appassionati è più emotivo che in altri brand.
Il bilancio della sua carriera va letto su due livelli. Da un lato, Imparato ha rappresentato la scuola manageriale PSA: pragmatica, orientata alla redditività e alla gestione industriale rigorosa. Dall’altro, ha operato in marchi ad alto contenuto simbolico, dove numeri e immagine devono procedere insieme. Peugeot, Alfa Romeo e Maserati sono realtà molto diverse, ma in tutti e tre i casi il tema centrale è stato lo stesso: trovare un equilibrio tra tradizione, prodotto e sostenibilità economica.
Il suo addio arriva in un momento in cui Stellantis deve affrontare sfide rilevanti: rilancio dei volumi, transizione elettrica, pressione cinese, razionalizzazione industriale e ridefinizione del ruolo dei marchi europei. In questo scenario, l’uscita di Imparato non è solo una notizia di governance. È il segnale di un cambio generazionale e culturale dentro il gruppo, con una nuova fase che sembra spostare il baricentro verso manager legati all’area italiana e a una gestione più integrata dei marchi premium e della rete commerciale.
Per Jean-Philippe Imparato si chiude una lunga stagione iniziata in PSA e terminata dentro Stellantis. Per il gruppo, invece, si apre una fase in cui Alfa Romeo, Maserati e la distribuzione europea dovranno dimostrare di poter crescere con una governance diversa, in un mercato molto più difficile di quello in cui Imparato aveva costruito la sua reputazione.

