Auto e Motori
Kia Italia e Lorenzo Musetti: torna la partnership nel tennis
Kia Italia riparte con Lorenzo Musetti: non solo immagine, ma contenuti, campagne e momenti dal vivo per raccontare tennis e mobilità in modo attuale.

Kia Italia riprende il filo con Lorenzo Musetti e lo fa in modo netto: non è la classica operazione “nome e foto”, ma una collaborazione che torna
dopo una prima esperienza insieme nel 2021 e oggi viene rimessa al centro della strategia nel tennis. La scelta, in altre parole, non nasce dall’effetto novità: nasce dall’idea di continuità, e dalla volontà di dare una forma riconoscibile alla presenza del marchio in una disciplina che Kia considera da tempo centrale nella propria comunicazione.
Perché il tennis è terreno fertile per un brand auto nel 2026
Il tennis, per un costruttore, ha un vantaggio evidente: è uno sport che vive di calendario lungo, appuntamenti ricorrenti e una narrazione fatta di preparazione, dettagli, miglioramento costante. È lo stesso tipo di racconto che un brand può usare per parlare di evoluzione di prodotto e di scelte tecnologiche senza forzare il messaggio. Kia, negli ultimi anni, ha legato la propria crescita a un’idea di mobilità più sostenibile e a una presenza nello sport costruita con attivazioni ed esperienze: mettere un atleta come Musetti dentro questo percorso serve a dare una voce italiana e riconoscibile a un tema che, altrimenti, rischia di restare astratto.
Musetti, identità e stile: la coerenza prima della notorietà
La scommessa su Musetti non passa solo dai risultati, ma dal “come” si presenta: talento, determinazione e uno stile che si nota, dentro e fuori dal campo. Kia lo legge come un allineamento naturale con alcuni tratti che il brand vuole enfatizzare — modernità, creatività, spirito competitivo e tensione al miglioramento — e proprio qui sta il punto: un ambassador funziona quando non sembra incollato sopra il marchio, ma quando rende credibile il tono con cui il marchio parla alle persone.
Cosa vedremo: contenuti, campagne e integrazione nelle attività Kia
La collaborazione, per come è impostata, va oltre la singola apparizione: Musetti entra nelle attività di marketing Kia con contenuti digitali, campagne dedicate ed esperienze esclusive rivolte al pubblico. Tradotto: il tennista non sarà solo un volto in un visual, ma un protagonista da portare in formati diversi — social, storytelling, iniziative che avvicinano i fan — con l’obiettivo di costruire familiarità nel tempo, non un picco di attenzione di pochi giorni.
Le parole di Kia: “autentico, contemporaneo, ispirazionale”
Giuseppe Mazzara, CX & Brand Marketing Director, lega il ritorno di Musetti a un concetto preciso: raccontare il brand con un registro credibile e attuale, sfruttando un percorso già condiviso e “testato” nel 2021. Il passaggio chiave è l’idea di visione: movimento, energia e innovazione come pilastri che, nel tennis, trovano una narrazione immediata perché si vedono in campo, non si spiegano a parole.
La prospettiva del giocatore: performance e futuro, dentro e fuori dal campo
Dal lato di Musetti, la ripresa della collaborazione viene descritta come un rientro “con piacere” dopo l’esperienza precedente, con l’accento su valori condivisi e su una visione moderna di sport e mobilità. Il punto interessante è la frase-ponte: rappresentare Kia significa stare in un percorso che unisce performance, stile e attenzione al futuro. È una dichiarazione che non parla solo di sport, ma di posizionamento: l’atleta si colloca nel racconto del brand senza snaturarsi, e il brand evita di usare lo sport come semplice cornice.
Il timing: due traiettorie di crescita che si incrociano
Kia sottolinea la propria crescita recente, così come l’ascesa di Musetti nel circuito internazionale. L’operazione funziona proprio perché non prova a “inventare” un momento: mette in relazione due percorsi già in movimento. Per un pubblico italiano, questo incrocio conta: un ambassador locale può dare concretezza a una strategia globale, rendendola più vicina e più leggibile, soprattutto quando il messaggio passa da canali digitali e da esperienze reali, non solo dalla pubblicità tradizionale.
