Auto e Motori
Maxus arriva in Italia: SAIC lancia la divisione van e pick-up
L’Italia è il primo Paese europeo con SAIC operativa in prima linea: nasce Maxus LCV, rete 35 punti, diesel ed elettrico e garanzia 5 anni.













Dopo aver costruito in pochi anni una presenza solida nel mercato auto con MG, SAIC Motor Italy apre un nuovo capitolo e lo fa scegliendo l’Italia come primo Paese europeo
in cui operare direttamente anche nel mondo dei veicoli commerciali leggeri. Il marchio è Maxus, brand del Gruppo SAIC dedicato a van, pick-up e soluzioni LCV. Una mossa che pesa più di quanto dica la semplice parola “lancio”: significa gestione diretta di strategia, rete e post-vendita, con un approccio che punta a entrare nelle esigenze quotidiane di chi lavora su strada.
Maxus in numeri: dal percorso globale alla spinta del 2025
Maxus non arriva da zero. Dal 2014 al 2024 ha superato i 2 milioni di veicoli venduti ed è oggi presente in oltre 100 Paesi. Nel 2025, secondo i dati comunicati dal gruppo, le consegne hanno superato quota 100.000 unità, contribuendo alla crescita globale di SAIC. Parliamo di un costruttore che nel 2024 ha totalizzato 4,67 milioni di veicoli nel mondo (1,64 milioni NEV) e oltre 300.000 unità nella regione europea includendo il Regno Unito: dimensioni che spiegano perché un’operazione come quella italiana venga letta internamente come un investimento, non come un test.
Il mercato dei veicoli commerciali in Italia resta “stabile”, ma competitivo
Il segmento LCV in Italia è uno di quelli dove la domanda non vive di mode: è un mercato di sostituzione, tradizionalmente profittevole, e si muove su volumi attorno alle 180.000 unità annue. A spingerlo non sono solo artigiani e piccole imprese, ma anche logistica urbana, consegne dell’ultimo miglio ed e-commerce, con clienti che chiedono mezzi affidabili, costi di esercizio sotto controllo e tempi di fermo ridotti al minimo. In questo scenario, entrare con una gamma già completa e con una rete pronta diventa più importante del “fare rumore”.
Una rete che parte già operativa: 17 partner e 35 punti sul territorio
Maxus Italy debutta con una base concreta: 17 strutture già operative, per un totale di 35 punti vendita e altrettanti di assistenza. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 40 dealer entro la fine del 2026 e superare quota 50 tra vendita e post-vendita, puntando a una copertura realmente nazionale, isole comprese. Per chi lavora con furgoni e pick-up, la capillarità non è un dettaglio: è spesso la differenza tra un mezzo “interessante” e un mezzo “acquistabile” in flotta.
Post-vendita e ricambi: la logica delle sinergie con SAIC Motor Italy
Un tema decisivo, soprattutto per chi macina chilometri, è l’assistenza. Qui Maxus può sfruttare l’organizzazione già rodata di SAIC Motor Italy, con processi e competenze consolidati, dalla gestione delle pratiche in garanzia alla logistica ricambi. Il magazzino italiano di Tortona (AL) viene indicato come un asset strategico, con un livello di fill rate del 93% raggiunto in diciotto mesi: un dato che, tradotto in pratica, significa maggiore probabilità di avere il pezzo giusto quando serve e meno attese inutili in officina. Nel 2026 è previsto anche un programma di formazione dedicata per la rete.
Garanzia lunga e dotazioni ricche: la partita si gioca su fiducia e valore
Maxus prova a differenziarsi con un messaggio chiaro: rassicurare. Lo fa mettendo sul tavolo una garanzia “best in class” di 5 anni o 160.000 km su tutta la gamma e una dotazione pensata per chi usa il mezzo ogni giorno: perché un veicolo da lavoro deve essere funzionale, ma anche vivibile. L’obiettivo è spostare la scelta dal solo prezzo d’attacco al concetto di valore complessivo, tra affidabilità, tempi di consegna, disponibilità ricambi e contenimento dei costi operativi.
Diesel ed elettrico, subito: il T60 MAX e la nuova generazione Deliver
Al debutto italiano, l’offerta Maxus ruota su due motorizzazioni: diesel ed elettrico. Il pick-up T60 MAX porta in dote un 2.0 biturbo e la trazione integrale 4x4, con un posizionamento che guarda a chi cerca robustezza e versatilità, dal cantiere alle attività miste strada-fuoristrada. Sul fronte van, Deliver 7 rappresenta la nuova generazione dei furgoni leggeri Maxus, progettata per un uso logistico efficiente: disponibile sia con 2.0 diesel sia in variante 100% elettrica, lavora su comfort, sicurezza e soluzioni “intelligenti” pensate per ridurre lo stress di chi guida molte ore. Sopra, per dimensioni e capacità, si colloca Deliver 9, anch’esso proposto diesel ed elettrico, con un’impostazione più “grande” ma sempre orientata a flessibilità di configurazioni e ricchezza di equipaggiamento.
eDeliver 3 ed eDeliver 5: la risposta urbana per l’ultimo miglio
La parte più interessante per chi opera in città è quella dei furgoni compatti full electric. eDeliver 3 è pensato per le consegne dell’ultimo miglio e per i percorsi urbani stretti, dove contano maneggevolezza e agilità, anche quando le fermate sono continue. eDeliver 5, invece, sale di taglia e di capacità: un van medio che punta a un equilibrio tra carico elevato e dotazioni complete, con un profilo adatto sia al trasporto urbano a breve distanza sia alle tratte interurbane più regolari. In un’Italia dove le ZTL e le restrizioni ambientali diventano sempre più centrali nelle scelte di flotta, avere due taglie elettriche in gamma “da subito” è un segnale preciso.
Obiettivo quota 5% entro il 2028 e ibrido in arrivo nel 2027
La tabella di marcia è ambiziosa: Maxus punta a raggiungere una quota di mercato del 5% entro il 2028 nel comparto LCV. Per farlo, oltre alla rete e ai servizi, servirà continuità di prodotto e capacità di ascoltare il mercato locale, come già avvenuto con MG. Nel giro di un anno, a inizio 2027, è previsto anche l’arrivo della motorizzazione full hybrid sui veicoli Maxus: un passo che potrebbe diventare cruciale per quelle aziende che non sono ancora pronte al full electric, ma cercano comunque una soluzione più efficiente e moderna rispetto al tradizionale diesel. In altre parole: l’ingresso è operativo, la strategia è tracciata e l’Italia, ancora una volta, diventa un laboratorio europeo.
