132.416 auto immatricolate in ottobre. Privati in aumento, noleggio breve in accelerazione e commerciali in calo.
Il mercato auto italiano chiude ottobre 2026 in crescita, ma il dato positivo delle immatricolazioni non racconta da solo la tenuta della domanda. Sono state targate 132.416 vetture, pari a 5.912 unità in più e a un incremento del 4,67% rispetto allo stesso mese del 2025. La fotografia dei canali commerciali mostra però un settore in cui gli acquisti dei privati convivono con il forte ricorso al noleggio a breve termine e alle auto-immatricolazioni.
Privati in crescita, ma il noleggio breve accelera
Le immatricolazioni a clienti privati salgono del 5,76%, un ritmo superiore a quello del mercato: quasi 77.000 vetture e una quota del 58,1% a ottobre. È un segnale rilevante per la domanda delle famiglie, anche perché, secondo Dataforce, circa 70.000 delle oltre 108.000 targhe aggiuntive registrate nei primi dieci mesi dell’anno sono riconducibili ai privati. Non tutti i canali, però, seguono la stessa traiettoria: le vendite dirette alle aziende arretrano del 5,39%, mentre il noleggio a lungo termine perde il 6% nel mese.
A incidere sull’andamento complessivo è soprattutto il noleggio a breve termine, in aumento del 91,12% a ottobre. Da gennaio il comparto sfiora 107.000 vetture, oltre 29.000 in più rispetto al 2025. Dataforce invita a non confondere queste nuove targhe con un equivalente aumento della domanda finale di autonoleggio: il canale risponde anche alle politiche commerciali e di gestione dei volumi dei costruttori. Le auto-immatricolazioni crescono intanto del 12,81%, raggiungendo quasi 20.000 unità nel mese, il 15% del mercato.
Le targhe di fine mese e la pressione sugli obiettivi commerciali
La corsa all’immatricolazione negli ultimi tre giorni feriali di ottobre (28-29-30) è stata piuttosto alta: esattamente il 39% sul totale. Lo scorso mese i brand che hanno fatto più ricorso alle targhe “last minute” sono stati BYD (61,6%), Hyundai (57,1%), Opel (57,1%), Citroen (57,1%) e Peugeot (50,5%). I costruttori meno attivi, invece, sono stati Mercedes (22,4%), Dacia (24,1%) e Omoda (27,8%). Si tratta di una quota che segnala il peso delle scadenze commerciali, ma non permette, da sola, di stabilire quante vetture corrispondano a ordini già raccolti o a domanda effettiva. Per analizzare la salute del settore diventa quindi essenziale distinguere la crescita dei volumi dal loro effettivo assorbimento sul mercato.
Ibride al 32%, elettriche pure ancora al 6,5%
Sul fronte delle alimentazioni, il baricentro resta l’ibrido. Le full hybrid e plug-in hybrid raggiungono insieme il 32% delle nuove immatricolazioni di ottobre, circa dieci punti percentuali in più rispetto a un anno prima. Le auto elettriche a batteria crescono del 36,3% su base annua, ma si fermano al 6,5% di quota nel mese, sotto la media indicata da Dataforce per i primi dieci mesi. Le benzina scendono dell’8,5%, mentre il diesel continua a perdere terreno e rappresenta meno del 10% del mercato.
Anche le classifiche dei costruttori mostrano un andamento disomogeneo. Fiat cresce del 5,4% in ottobre e conserva una quota del 9,5%, pur rallentando rispetto al forte progresso cumulato del 2026. BYD registra un +221%, con circa 6.000 vetture, e sale al settimo posto tra i marchi; MG avanza del 41,7%. Per BYD, tuttavia, Dataforce segnala anche una quota di auto-immatricolazioni del 30,3%: un dato che merita attenzione. Il gruppo Stellantis registra invece 32.329 vetture, in calo del 5,6%, con una quota del 24,4%.
Veicoli commerciali in calo: il segnale per le attività produttive
Il quadro è meno favorevole per i veicoli commerciali leggeri, spesso legati agli investimenti di imprese, artigiani e professionisti. In ottobre le immatricolazioni sono 14.840, il 10,47% in meno rispetto al 2025, pari a 1.735 unità perse. Il noleggio a lungo termine arretra del 32,5%, le vendite dirette alle società del 3,7% e le registrazioni a ditte individuali, artigiani e professionisti del 7,7%. Crescono il noleggio breve e le auto-immatricolazioni, ma non abbastanza da compensare la contrazione: nei primi dieci mesi il comparto cede il 6,3%.
Previsioni 2026 e 2027: crescita moderata e mercato incerto
Quando mancano due mesi alla fine dell’anno, Dataforce stima per il 2026 circa 1,65 milioni di autovetture immatricolate, con una crescita del 7,4% sul 2025. Il canale privati potrebbe arrivare a 900.000 unità, mentre per il noleggio a lungo termine la previsione è di 303.000 vetture e per quello a breve di 157.000. Per i commerciali leggeri l’istituto prevede 170.000 nuove targhe, in flessione del 5,1%. Sono previsioni, non risultati consolidati, e risentono dell’andamento degli ultimi mesi.
Il primo scenario per il 2027 indica un mercato italiano di 1,63 milioni di auto e 165.000 commerciali leggeri: valori inferiori alle stime di chiusura del 2026. Nel frattempo, per le elettriche pure Dataforce ipotizza quest’anno 131.000 immatricolazioni, mentre full hybrid e plug-in dovrebbero crescere più rapidamente. Il nodo economico rimane la qualità della domanda: con volumi sostenuti anche da flotte, noleggi e km zero, la ripresa delle targhe non coincide necessariamente con una crescita equivalente delle vendite finali o della redditività per case e rete distributiva.
Fonte: elaborazione giornalistica sul comunicato Dataforce, mercato italiano – ottobre 2026
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