A settembre il mercato auto cresce del 9,7%: privati in aumento, elettriche +61,8% e diesel sotto il 9%, ma pesano le auto-immatricolazioni.
Il mercato automobilistico italiano chiude settembre 2026 con un segnale positivo: le nuove immatricolazioni di Passenger Cars raggiungono quota 139.581 unità, in crescita del 9,7% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che porta il cumulato dei primi nove mesi a 1,28 milioni di vetture, oltre 100 mila in più rispetto a un anno fa, con un incremento dell’8,7%. Il quadro, tuttavia, è più articolato di quanto suggerisca il dato complessivo. La domanda privata cresce, ma restano rilevanti le auto-immatricolazioni e le targhe concentrate negli ultimi giorni del mese, elementi che indicano come parte della crescita sia sostenuta dalle strategie commerciali dei costruttori e della rete.
Privati in crescita, ma pesano ancora le auto-immatricolazioni
Il canale dei privati registra a settembre un +9,8%, in linea con l’andamento generale del mercato, e raggiunge una quota del 56,3%.
Il dato è ancora più significativo sul cumulato gennaio-settembre: le vendite ai privati crescono del 10,6%, quasi due punti più del mercato complessivo, con una quota annuale del 54%. Per i costruttori si tratta del canale più interessante anche dal punto di vista economico, perché generalmente caratterizzato da una marginalità superiore rispetto a noleggio e vendite aziendali. Testo incollato
A sostenere i volumi continuano però a essere anche le auto-immatricolazioni, aumentate del 18% a settembre. Nel solo mese sono state 20.644, pari al 14,8% del mercato, mentre nei primi nove mesi hanno sfiorato quota 150 mila unità con una market share dell’11,5%.
Noleggio, corre il breve termine
Il noleggio a lungo termine cresce del 5%, confermandosi il secondo canale più importante dopo i privati, con una quota mensile vicina al 22%. Molto più forte la dinamica del rent-a-car: il noleggio a breve termine aumenta del 38,3% a settembre e del 36,5% nei primi nove mesi dell’anno, superando l’8% delle immatricolazioni cumulate. Più contenuto invece l’andamento delle vendite dirette alle aziende, che crescono dell’1,2%. Nel lungo termine emergono inoltre differenze tra gli operatori: a settembre la crescita arriva soprattutto dai generalisti, in aumento del 18%, mentre i captive arretrano del 9,8%.
Stellantis al 28%, Fiat cresce del 28,5%
Sul fronte dei gruppi, Stellantis resta saldamente al primo posto con 39.071 immatricolazioni, in crescita del 12,6%, mantenendo una quota del 28%. All’interno del gruppo spiccano Fiat, che aumenta del 28,5% raggiungendo una quota dell’11,5%, e Peugeot, in progresso del 34,3%. Bene anche Leapmotor e Maserati. Toyota cresce del 6,6%, mentre Volkswagen arretra dell’8%. Tra i marchi più dinamici figurano inoltre Renault, BYD, MG e Kia, mentre continua l’avanzata dei costruttori cinesi, con BYD, MG, Omoda, Jaecoo e Leapmotor sempre più presenti nelle classifiche di vendita.
Elettriche e ibride conquistano oltre un terzo del mercato
Il cambiamento più evidente riguarda però le alimentazioni. A settembre le auto elettriche crescono del 61,8%, le full hybrid del 58,8% e le plug-in hybrid del 32,5%. Complessivamente BEV, HEV e PHEV raggiungono 52 mila immatricolazioni e una quota del 37,3%.
Le full hybrid sono ormai al 18,7%, le plug-in hybrid al 10,3% e le elettriche pure all’8,4%. Il benzina scende al 45,6%, includendo le mild hybrid, mentre il diesel cala sotto il 9% per la prima volta. Si stabilizza invece il GPL, che mantiene una quota superiore all’8%.
Il diesel arretra, ma domina ancora nei veicoli commerciali
Se il mercato delle auto cresce, quello dei veicoli commerciali leggeri continua invece a mostrare segnali di debolezza.
A settembre sono stati immatricolati 15.175 LCV, in calo del 7,5% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi nove mesi il settore si ferma a circa 126 mila unità, con una flessione del 5,8%. Particolarmente negativo il noleggio a lungo termine, che perde quasi il 30%, mentre le vendite dirette alle aziende crescono del 2,3%. Le auto-immatricolazioni raddoppiano, con un +106,7%, nel tentativo di attenuare il calo complessivo. Sul fronte delle motorizzazioni, il diesel resta vicino all’80% del mercato LCV, nonostante una flessione dell’11,1%. Le elettriche rappresentano ancora solo il 5,5% delle targhe mensili e il 4% nel cumulato.
Le immatricolazioni di fine mese restano elevate
Uno degli aspetti più rilevanti per valutare la qualità della crescita riguarda la concentrazione delle targhe negli ultimi giorni.
Il 42,1% delle immatricolazioni di settembre è stato effettuato negli ultimi tre giorni feriali del mese. Alcuni marchi hanno registrato percentuali particolarmente elevate: Citroën 63,6%, Jeep 62,2%, BYD 61,2%, Opel 60,5% e Peugeot 56,8%. Il dato suggerisce che una parte consistente del risultato mensile continui a essere influenzata dalle politiche commerciali di fine periodo.
Dataforce: conta la qualità della crescita
Salvatore Saladino, General Manager di Dataforce Italia, sottolinea infatti come il +9,7% di settembre non racconti da solo tutto il mercato.
La domanda privata resta solida, ma auto-immatricolazioni e targhe concentrate a fine mese mantengono un peso rilevante. Allo stesso tempo, il mix delle alimentazioni sta cambiando rapidamente, con l’elettrico ancora lontano dalla media europea. Il punto centrale diventa quindi la qualità della crescita: non soltanto quanti veicoli vengono immatricolati, ma attraverso quali canali, con quale mix di motorizzazioni e con quale sostenibilità economica per costruttori e rete.
Verso 1,6 milioni di auto nel 2026
Per l’intero 2026, Dataforce mantiene una previsione di 1.605.000 nuove immatricolazioni, pari a una crescita del 4,5%.
Il mercato italiano continua quindi a recuperare volumi, sostenuto soprattutto dai privati e dalla rapida crescita delle alimentazioni elettrificate. Restano però due elementi da monitorare: il peso ancora elevato delle auto-immatricolazioni e la debolezza dei veicoli commerciali, che mostrano come la ripresa non sia ancora omogenea in tutti i segmenti.
“Elaborazione Dataforce su fonte Ministero Infrastrutture e Trasporti e ACI”


