Il gruppo alza l’EBIT grazie a Vans e servizi finanziari, mentre il -30% delle vendite in Cina indebolisce il core auto.
Mercedes-Benz chiude il secondo trimestre 2026 con un EBIT di gruppo salito a 1,5 miliardi di euro, nonostante il fatturato sia sceso da 33,2 a 32,1 miliardi. Il risultato, però, non riflette una ripresa uniforme: la tenuta dipende soprattutto da Financial Services, dai Vans e da alcune componenti straordinarie, mentre Mercedes-Benz Cars mostra margini più deboli e paga il deterioramento del mercato cinese. La strategia del gruppo si gioca quindi su tre fronti: accelerare il ricambio di prodotto, ridurre la base dei costi e difendere il posizionamento premium senza inseguire i volumi a qualsiasi prezzo.
L’EBIT rettificato è salito a 2,3 miliardi, contro 2 miliardi un anno prima, anche grazie a 131 milioni legati alla prevista vendita di Athlon. Sul piano industriale pesa il programma Next Level Performance: i costi amministrativi sono diminuiti del 14%, le spese di ricerca e sviluppo del 12% dopo il picco del 2025 e i costi di vendita di Mercedes-Benz Cars del 7%. Dal 2019 il gruppo dichiara una riduzione dei costi fissi di circa il 25% e da giugno ha intensificato il piano di produttività, con particolare attenzione ai siti tedeschi.
La disciplina finanziaria è necessaria perché il core automobilistico attraversa una fase di compressione della redditività. Mercedes-Benz Cars ha registrato un EBIT rettificato di 909 milioni, in calo da 1,23 miliardi, con il margine operativo sceso dal 5,1% al 4%. L’EBIT contabile si è fermato a 49 milioni dopo svalutazioni per 704 milioni sulle partecipazioni in Cina. Non è un esborso immediato, ma segnala una revisione del valore economico degli asset locali e dei ritorni attesi.
Il mercato cinese è il nodo più critico. Le vendite Cars nel Paese sono diminuite del 30%, penalizzate da domanda debole, concorrenza aggressiva e transizione della gamma. I marchi premium europei devono confrontarsi con costruttori locali capaci di sviluppare nuovi modelli elettrici in tempi più brevi, offrendo dotazioni digitali avanzate a prezzi inferiori. La guerra commerciale si sta inoltre spostando dal semplice ribasso dei listini al rapporto tra tecnologia, servizi e prezzo.
Per Mercedes il rischio è duplice: sconti più profondi eroderebbero margini e valori residui; prezzi elevati potrebbero invece ampliare il divario di volume rispetto ai concorrenti cinesi. Il gruppo continua a considerare il Paese strategico, ma ha già corretto le attese 2026, prevedendo vendite Cars e ricavi consolidati leggermente inferiori all’anno precedente.
Fuori dalla Cina il quadro è più solido. Le consegne sono cresciute del 4% in Europa e del 10% negli Stati Uniti; escludendo il mercato cinese, le vendite mondiali sono aumentate del 2%. I veicoli elettrici a batteria sono saliti del 51% a 52.852 unità, con un incremento dell’87% in Europa, mentre gli ordini BEV europei sono più che raddoppiati.
Il dato sostiene la previsione di una quota di veicoli elettrificati compresa tra il 23% e il 25% nel 2026, ma non compensa ancora la flessione complessiva. Nel trimestre Mercedes-Benz Cars ha consegnato 417.765 veicoli, contro 453.674 un anno prima. La crescita elettrica rappresenta quindi un segnale industriale positivo, ma non è ancora sufficiente a neutralizzare la perdita di volumi e redditività registrata in Cina.
L’offensiva di oltre 40 nuovi modelli tra il 2025 e il 2027 punta a ricostruire domanda e mix attraverso CLA, GLB, GLC elettrico, Classe C elettrica e il rinnovamento delle gamme superiori. È una scelta onerosa: i lanci simultanei aumentano costi commerciali, complessità produttiva e capitale circolante, mentre i ritorni economici arrivano con ritardo.
Per la filiera automotive, tuttavia, il programma può generare nuovi ordini su batterie, elettronica di potenza, software, sistemi di guida assistita e componenti ibridi. Allo stesso tempo, la moltiplicazione delle motorizzazioni obbliga fornitori e stabilimenti a gestire una transizione nella quale elettrico, plug-in hybrid e motori tradizionali continueranno a convivere.
In questa direzione va l’investimento di circa 1 miliardo di euro nello stabilimento ungherese di Kecskemét, la cui superficie è stata raddoppiata per produrre modelli termici, plug-in ed elettrici. La flessibilità riduce il rischio di capacità inutilizzata in una fase caratterizzata da una domanda BEV irregolare, ma aumenta la pressione sui siti tedeschi, chiamati a recuperare produttività e competitività di costo.
La diversificazione attenua intanto la debolezza delle automobili. Mercedes-Benz Vans ha raggiunto un margine rettificato del 10,2% e un EBIT di 454 milioni, mentre Financial Services ha aumentato l’EBIT del 70% a 492 milioni, con un rendimento del capitale del 15,3%. Leasing, finanziamenti e servizi post-vendita diventano così strumenti centrali per sostenere i margini, fidelizzare i clienti e controllare il valore residuo dei veicoli.
La solidità patrimoniale resta elevata, con 30,4 miliardi di liquidità netta industriale, ma il free cash flow trimestrale è sceso da 1,9 a 1,1 miliardi e nel semestre da 4,2 a 3 miliardi. Il piano di ristrutturazione ha inoltre assorbito circa 1,1 miliardi in pagamenti di fine rapporto.
La sfida per la seconda metà dell’anno sarà quindi trasformare l’ondata di nuovi modelli in margini e cassa, senza aggravare la pressione sui prezzi. Il punto decisivo resta la Cina: finché Mercedes-Benz non troverà un equilibrio tra localizzazione tecnologica, velocità di sviluppo e tutela del marchio, la crescita elettrica europea difficilmente basterà a riportare il business automobilistico sui livelli di redditività storici.
Scheda
Ricavi Q2 2026: 32,1 miliardi di euro
EBIT di gruppo: 1,5 miliardi di euro
EBIT rettificato: 2,3 miliardi di euro
Mercedes-Benz Cars: 417.765 consegne
EBIT rettificato Cars: 909 milioni di euro
Margine rettificato Cars: 4%
Vendite in Cina: -30%
Svalutazioni legate alla Cina: 704 milioni di euro
Vendite BEV: 52.852 unità, +51%
Crescita BEV in Europa: +87%
Liquidità netta industriale: 30,4 miliardi di euro
Investimento a Kecskemét: circa 1 miliardo di euro
Quota xEV prevista nel 2026: 23%-25%

