Imprenditori, leader del terzo settore, grandi interpreti dell’associazionismo e del civismo. Persone impegnate a costruire qualcosa di significativo. Protagonisti. A Milano, in Lombardia, in Italia. Su Affaritaliani.it Milano una rubrica dedicata al racconto di donne e uomini che con le loro iniziative, le imprese, la loro visione, forgiano quotidianamente la nostra realtà. A curare questo spazio, Mario Furlan: fondatore dei City Angels, ma anche attivista, giornalista, scrittore, coach motivazionale. Insomma, uno che di protagonisti se ne intende eccome.
Ero tra i giornalisti invitati all’inaugurazione del murale di viale Cassala 42. Ero venuto a vedere l’opera finita di due nomi che, nel mondo della street art, non hanno bisogno di presentazioni: Buff Monster, artista di base a New York, ha portato le sue inconfondibili creature pop sui muri di tutto il mondo; Mr. Wany, pioniere del writing italiano, ha costruito una carriera internazionale intrecciando graffiti, illustrazione e cultura hip hop. Davanti al ponte ferroviario lungo il Naviglio Grande, però, mi sono trovato affascinato anche dalla storia che aveva portato i due artisti fin lì.
La storia comincia a Novi Ligure. Il Rotary Club locale e il Distretto 2032 hanno dato vita a Walls of Equality insieme al Liceo “Amaldi”. Buff Monster e Mr. Wany hanno lavorato con gli studenti e tenuto un workshop per avvicinarli alla street art. Poi è arrivata la decisione di portare il progetto anche a Milano e la richiesta di supporto al Distretto Rotary 2041, il Distretto di Milano metropolitana. Quel sostegno racconta due cose: lo spirito di collaborazione tra rotariani e la volontà di mostrare una faccia del Rotary che forse non tutti conoscono, capace di incontrare i giovani attraverso l’arte e di portare messaggi positivi nello spazio pubblico. Ne ho parlato con Donatella Bonfatti, Governatore del distretto milanese.
Governatore, l’idea di arrivare a Milano era già del Rotary Club di Novi Ligure e del Distretto 2032. Che cosa vi hanno proposto e perché avete deciso di sostenerli?
Ci hanno coinvolti in un progetto che aveva già una sua direzione e una sua energia. A Novi Ligure avevano creato un’esperienza capace di mettere insieme una scuola, i giovani e due artisti straordinari. Avevano deciso di proseguire quel percorso a Milano e ci hanno chiesto supporto. Per noi sostenerli è stato naturale: è lo spirito rotariano di collaborazione tra territori. E, nello stesso tempo, abbiamo riconosciuto un’opportunità bellissima per la nostra città.
A Novi Buff Monster e Mr. Wany hanno tenuto anche un workshop con gli studenti del liceo. Quanto conta, in un progetto come questo, ciò che accade prima che l’opera sia finita?
Conta moltissimo. Un murale può colpire migliaia di persone, ma per quei ragazzi il valore è stato anche incontrare gli artisti, osservare come lavorano, fare domande e scoprire da vicino il loro linguaggio. Quando i giovani possono avvicinarsi così all’arte, smettono di essere soltanto spettatori. Il Rotary può creare queste occasioni, e credo sia una delle cose più belle che possiamo fare.
La street art parla ai giovani con una naturalezza che molte istituzioni cercano da tempo. È anche un modo per cambiare l’immagine che qualcuno ha ancora del Rotary?
Sì. Esiste ancora l’idea di un Rotary chiuso nei propri rituali, legato a un’immagine un po’ datata. Chi ci conosce da vicino sa che non è così, ma abbiamo il compito di mostrarlo anche fuori. Sostenere questo progetto significa dire con i fatti che sappiamo ascoltare linguaggi contemporanei, promuovere arte e portare messaggi positivi nei luoghi in cui le persone vivono. Se vogliamo incontrare le nuove generazioni, dobbiamo essere presenti anche nel loro tempo.
Milano è piena di immagini e di stimoli. Che cosa spera accada a chi si troverà davanti a questo muro, magari passando di fretta?
Spero che, almeno per un istante, rallenti. Che provi curiosità, che si chieda chi l’ha realizzato e perché. L’arte pubblica ha questa capacità: entra nella quotidianità senza chiedere appuntamento. Anche una persona che non ha mai sentito parlare del Rotary può fermarsi davanti all’opera e scoprire che dietro quei colori ci sono persone che hanno scelto di fare qualcosa insieme per la città.
Da Novi Ligure a Milano, da un workshop con gli studenti a un’opera sotto gli occhi di tutti: che cosa vorrebbe restasse di questa esperienza?
Vorrei restasse il desiderio di continuare. Il progetto è arrivato a Milano perché qualcuno ha avuto un’idea, qualcun altro l’ha condivisa e altri ancora hanno contribuito a realizzarla. È così che il Rotary dà il meglio di sé: crea legami e fa crescere le intuizioni. Il murale resterà sul ponte; mi auguro che resti anche la voglia di immaginare insieme il prossimo progetto.


