Roma si veste a festa per il matrimonio dei futuri sovrani
Il 24 ottobre 1896 Roma celebra un matrimonio destinato a entrare nella storia d’Italia. Il principe ereditario Vittorio Emanuele di Savoia sposa Elena del Montenegro, figlia del principe Nicola. Un’unione dinastica che mobilita la Capitale, richiama curiosi e aristocratici e offre ai romani uno spettacolo decisamente fuori dall’ordinario.
La giornata comincia al Quirinale, dove viene celebrato il matrimonio civile, e prosegue nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, a piazza Esedra, per la cerimonia religiosa. L’architetto Giuseppe Sacconi realizza per l’occasione uno speciale apparato decorativo sulla facciata della chiesa. Tra carrozze, uniformi e abiti sontuosi, non manca qualche particolare capace di suscitare commenti. Soprattutto uno: Vittorio Emanuele è alto appena 153 centimetri, mentre Elena raggiunge il metro e ottanta. Ventisette centimetri di differenza che non passano inosservati. Per una volta, a corte, è la sposa a guardare il marito dall’alto in basso. E non per ragioni dinastiche.
Una conversione religiosa e una suocera assente
Dietro i sorrisi ufficiali si nascondono complicazioni diplomatiche e familiari. Elena, cresciuta nella fede ortodossa, si è convertita al cattolicesimo il 21 ottobre, nella Basilica di San Nicola a Bari, condizione necessaria per le nozze religiose. Una decisione che provoca il disappunto della madre, la principessa Milena, tanto da indurla a non partecipare al matrimonio. Un’assenza ingombrante, soprattutto considerando l’importanza dell’evento.
Anche la stampa non risparmia qualche frecciata. Il giornalista Edoardo Scarfoglio aveva dedicato alle nozze un articolo intitolato Le nozze coi fichi secchi, criticando un’unione giudicata poco brillante sotto il profilo del prestigio dinastico. Insomma, il gossip sulle famiglie reali funzionava benissimo anche senza social network.
Dal Quirinale alla fine della monarchia
Malgrado le perplessità iniziali, il matrimonio si rivela un’unione affettuosa. Vittorio Emanuele ed Elena condividono una vita privata relativamente riservata, lontana dagli eccessi mondani della corte. Quattro anni dopo, il 29 luglio 1900, l’assassinio di Umberto I a Monza trasforma i due sposi nei nuovi sovrani d’Italia. Il loro regno attraverserà guerre mondiali, fascismo e il definitivo tramonto della dinastia sabauda, sancito dal referendum del 2 giugno 1946.
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