Mercedes-Benz Cars chiude il terzo trimestre 2026 con EBIT rettificato a 560 milioni. Cina difficile e nuovi esodi volontari.
La crisi del mercato cinese colpisce la redditività di Mercedes-Benz Cars e costringe il costruttore tedesco a rivedere le prospettive per il 2026. Nel terzo trimestre, il risultato operativo rettificato della divisione automobilistica si è dimezzato, mentre il gruppo prepara una nuova fase del programma di uscite volontarie in Germania. La pressione sui margini si accompagna alla necessità di contenere i costi.
La contrazione del business delle autovetture non coincide, tuttavia, con un peggioramento di tutti gli indicatori del gruppo. La distinzione tra dati rettificati e contabili resta essenziale per leggere i risultati.
EBIT auto dimezzato e margine al 2,5%
Tra luglio e settembre 2026 l’EBIT rettificato Mercedes-Benz Cars è sceso a 560 milioni di euro, contro circa 1,14 miliardi nello stesso trimestre del 2025. Il margine operativo rettificato sulle vendite si è fermato al 2,5%, rispetto al 4,8% dell’anno precedente. È un deterioramento che riguarda il cuore industriale e commerciale del marchio e che mette in evidenza la difficoltà di trasformare i ricavi in redditività.
Il dato non va confuso con l’EBIT complessivo contabilizzato dal gruppo, arrivato a 1,77 miliardi di euro contro 750 milioni un anno prima. Il miglioramento è legato soprattutto al minor peso delle rettifiche rispetto al 2025. Il risultato operativo rettificato del gruppo, indicatore più utile per il confronto, è invece diminuito del 15%, a 1,78 miliardi di euro.
Vendite in calo e pressione sul mercato cinese
La divisione Cars ha venduto 407.232 vetture nel trimestre, l’8% in meno rispetto alle 441.453 unità dello stesso periodo del 2025. Mercedes indica tra le principali difficoltà la debole domanda e la concorrenza intensa in Cina, mercato determinante per gli equilibri della propria attività automobilistica. La flessione dei volumi si accompagna così a un peggioramento dei margini.
La geografia delle vendite mostra però andamenti differenti. In Europa le consegne sono cresciute del 5%, in Germania del 13% e negli Stati Uniti del 6%. Questi progressi non sono stati sufficienti a compensare la contrazione complessiva.
Auto elettriche in crescita, ma la cassa si indebolisce
Un segnale positivo arriva dalle auto elettriche a batteria, le cui vendite sono aumentate del 61% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un record trimestrale per il gruppo. La crescita dei modelli BEV non basta però a invertire la pressione sui margini dell’auto.
Anche la generazione di cassa evidenzia la fragilità della fase attuale. Il flusso di cassa della divisione Cars prima di interessi e imposte è passato da circa +1,36 miliardi di euro a -171 milioni. Per l’intero business industriale del gruppo il free cash flow del trimestre è stato positivo per 172 milioni, contro 1,37 miliardi un anno prima, anche per effetto delle maggiori scorte di veicoli nuovi.
Germania, nuova fase per gli esodi volontari
Sul fronte dell’occupazione, Mercedes-Benz ha annunciato la riapertura da dicembre 2026 di un programma di uscite volontarie destinato al personale delle funzioni d’ufficio in Germania. La misura rientra nell’intensificazione delle iniziative per la produttività avviata a giugno, con particolare attenzione agli stabilimenti e alle strutture tedesche. Parlare di uscite incentivate è più preciso che presentare il piano come una serie di licenziamenti già decisi.
Nei primi nove mesi del 2026 gli esborsi per la ristrutturazione sono stati pari a circa 1,1 miliardi di euro, principalmente collegati ai programmi di uscita volontaria in Germania. Sono costi che incidono sulla liquidità nel breve periodo, mentre l’azienda punta a una struttura operativa più efficiente. Le informazioni disponibili non indicano un numero definitivo di nuovi posti di lavoro coinvolti nella fase annunciata per dicembre.
Previsioni 2026 tagliate: margine auto tra il 2 e il 3%
La revisione delle stime rende esplicito il cambiamento di scenario. Mercedes-Benz Cars prevede ora per l’intero 2026 un margine rettificato tra il 2% e il 3%, contro il precedente intervallo del 3-5%. Alla debolezza della Cina si aggiungono i maggiori costi attesi nel quarto trimestre, compresi quelli legati alle materie prime e al ciclo dei prodotti.
Per il gruppo, l’EBIT 2026 è ora previsto sui livelli del 2025, anziché significativamente superiore. Anche la prospettiva per il flusso di cassa industriale è stata ridotta: la società si attende un valore significativamente inferiore a quello dello scorso anno.
Il punto economico: difendere margini e liquidità
Il trimestre mostra conti di gruppo favoriti dal confronto con gli oneri del 2025, ma redditività dell’auto in netto calo e minore cassa. L’aumento delle scorte assorbe risorse nel presente; il costruttore si attende che parte delle vetture raggiunga i clienti nei prossimi mesi. La sfida per Mercedes-Benz, alla luce dei dati diffusi, consiste nel recuperare margini senza interrompere il programma di rinnovo dell’offerta. La nuova fase di esodi volontari e il ridimensionamento delle previsioni riflettono la ricerca di un equilibrio tra costi, volumi e investimenti. L’andamento della domanda in Cina e la conversione delle vendite in liquidità restano i due indicatori centrali da osservare nei prossimi trimestri
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