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Mercedes punta al Campionato Costruttori dopo il titolo di Antonelli

Mercedes punta al Campionato Costruttori dopo il titolo di Antonelli
Formel 1 – Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team, Großer Preis von Mexiko-Stadt 2026. Kimi Antonelli Formula One – Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team, 2026 Mexico City GP. Kimi Antonelli

Kimi Antonelli conquista il Campionato del Mondo di Formula 1 a 20 anni, il più giovane della storia, mentre Mercedes punta al Costruttori

Kimi Antonelli è diventato campione del mondo di Formula 1, a 20 anni e alla seconda stagione nel campionato. È il pilota più giovane a conquistare il titolo nella storia della categoria. Il traguardo è arrivato con un terzo posto nell’ultimo weekend, sufficiente a chiudere la stagione davanti a tutti.

Antonelli descrive un’emozione difficile da raccontare. Il titolo, dice, è un momento che ricorderà per tutta la vita, frutto di una stagione straordinaria e di una vettura competitiva fin dall’inizio. La costanza del team, sostiene, è stata la base della convinzione di poter lottare per il campionato.

Il percorso dal debutto in Formula 1 al titolo mondiale in due stagioni rappresenta un salto rapido, che il pilota considera il frutto di un lavoro costante.

Il pilota riconosce il peso della tensione accumulata nel weekend, perché il traguardo era alla portata. Il sollievo, racconta, è stato enorme. Chiudere sul podio, insieme a Max Verstappen e Lewis Hamilton, ha reso il momento ancora più speciale.

Il weekend, per lui, è stato l’occasione per mettere alla prova la capacità di gestire la pressione, un aspetto che il team considera centrale in un campionato.

Antonelli rivolge un ringraziamento a Mercedes, che crede in lui da anni e gli ha dato un’opportunità che considera straordinaria. Ripagare quella fiducia vincendo il titolo, dice, significa moltissimo. Un pensiero va anche alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che lo hanno sostenuto.

Toto Wolff, Team Principal e CEO di Mercedes, parla di un risultato straordinario, e sottolinea che ciò che lo rende più orgoglioso non sono i record ma il percorso compiuto dal pilota. L’anno precedente, ricorda Wolff, non era mancato chi dubitava che Antonelli fosse pronto per la Formula 1.

Secondo Wolff, il team ha sempre creduto nel talento del pilota e ha sostenuto che quelle esperienze lo avrebbero reso più forte. Quest’anno, la fiducia acquisita e il livello espresso sono stati la conferma di quella scelta. Nel corso della gara, sottolinea il manager, Antonelli ha gestito bene il primo stint e ha mantenuto la pazienza quando la bandiera rossa ha cancellato il vantaggio costruito.

Andrew Shovlin, Trackside Engineering Director, ricostruisce la gara dal punto di vista tecnico. Nel primo stint Antonelli ha gestito con efficacia la gomma soft, arrivando a utilizzarla per oltre 40 giri, una scelta che aveva aperto opzioni interessanti per il finale.

Gestire una mescola per oltre 40 giri richiede un lavoro preciso su consumo e temperature, e il dato conferma la solidità della strategia di gara.

La bandiera rossa, spiega Shovlin, ha annullato quel vantaggio sulle gomme. Dopo la ripartenza, Antonelli è risalito in zona podio con un sorpasso su Leclerc e ha poi condotto una gara controllata fino al terzo posto. Per l’ingegnere, la gestione del finale, con così tanto in palio, è la dimostrazione dei progressi del pilota.

George Russell, compagno di squadra di Antonelli, riconosce il valore del titolo ma descrive per sé una gara deludente. Era partito bene e occupava una buona posizione, ma un problema ha ridotto l’energia disponibile sul rettilineo, costandogli molte posizioni.

Russell sottolinea di non avere colpe per il pomeriggio difficile, un giudizio condiviso dal team, che parla di una responsabilità interna nella gestione della partenza.

Secondo Shovlin, il problema di erogazione dell’energia nel tratto verso la prima curva ha messo Russell in difficoltà fin dall’inizio. Da lì la rimonta nel traffico, e il contatto con Hadjar, con la conseguente penalità, hanno complicato ulteriormente il pomeriggio. Russell ha comunque chiuso in sesta posizione.

Wolff riconosce che in stagione ci sono state occasioni in cui il team ha deluso Russell, che meritava di più. Il manager sottolinea che la responsabilità del mancato avvio di gara è del team, e che il contributo del pilota ai risultati dell’anno è stato enorme.

La lettura del manager è chiara: la crescita del pilota passa dalla capacità di reagire agli episodi negativi, e il titolo ne è la prova.

Il lavoro non si ferma. Mercedes vuole aggiungere il Campionato Costruttori al titolo piloti e, come ammette Shovlin, sa di dover trovare ancora le prestazioni necessarie. La prossima tappa è il Brasile, dove il team cercherà di tornare più forte, come sostiene Russell.

Per il Campionato Costruttori il lavoro dei due piloti conta insieme, perché ogni punto raccolto da entrambi incide sul risultato complessivo del team.

Un campionato, ricorda Wolff, non si vince da soli. Il manager ringrazia le persone che lavorano in pista e nelle fabbriche, il supporto di Mercedes-AMG e il title partner PETRONAS, con la consapevolezza che il successo di oggi appartiene all’intero team.

È un risultato che attira attenzione sul team anche in vista della stagione successiva, e il bilancio dell’anno dipenderà dalla capacità di mantenere lo stesso livello.

Mercedes punta al Campionato Costruttori dopo il titolo di Antonelli
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