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Pirelli Design lancia la capsule Racing Team firmata Deković

Dalla pista alla città: Pirelli Design inaugura la PIRELLI Lifestyle Collection 2025-2026 con due capsule firmate da Denis Deković. Tra heritage, innovazione e materiali premium.

Pirelli Design lancia la capsule Racing Team firmata Deković
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Pirelli Design lancia la capsule Racing Team firmata Deković
Pirelli Design lancia la capsule Racing Team firmata Deković

C’è un attimo, durante la Milano Fashion Week, in cui il rombo dei motori smette di essere un suono e diventa linguaggio visivo.

È lì che Pirelli Design sceglie di far nascere la PIRELLI Lifestyle Collection 2025-2026, un progetto che si affianca al merchandising e al licensing e prova a tradurre la velocità in un guardaroba quotidiano. Non è un semplice esercizio di stile: è una dichiarazione d’intenti che chiama a raccolta l’immaginario racing, il culto di The Cal™ e una certa idea di qualità italiana. A firmarla è Denis Deković, designer di caratura internazionale con oltre trent’anni di esperienza nello sportwear, chiamato a comporre due capsule — Racing Team e The Cal™ — che promettono performance estetica e durata nel tempo, più che stagionalità.

Il debutto avviene nel segno dell’immediatezza: la capsule Racing Team è disponibile sull’e-commerce ufficiale di Pirelli a partire dal 22 settembre, in coincidenza con la settimana della moda, mentre la linea The Cal™ approderà online da ottobre. L’annuncio è accompagnato da un evento serale al Parco Ravizza, con DJ set e allestimenti immersivi, pensato per intercettare una generazione che cerca autenticità prima delle etichette. È lo stesso Deković a spiegare la filosofia: prendere i capi essenziali — T-shirt, felpa con cappuccio, varsity jacket — e elevarli “attraverso l’artigianalità e la ricerca del dettaglio”, con vestibilità unisex moderna, materiali selezionati e una grafica che dialoga con passato e futuro del marchio.

La capsule Drop 1 Racing Team  è il ponte tra tecnologia e lifestyle, tra box del paddock e marciapiede metropolitano. La Victory Long Sleeve punta su un cotone premium e sull’iconica tonalità gialla Pirelli, con stampe gommate e ricami che aggiungono profondità tattile; è un dettaglio non secondario, perché quella gomma richiama l’universo pneumatici e rende il capo riconoscibile senza urlare il logo. La Grid Tee, in tessuto pesante e nero classico, lavora di sottrazione: il logo tono su tono in finitura gommata diventa firma discreta, mentre motivi ricamati e stampati evocano la grammatica del motorsport senza scadere nella nostalgia. La Pit Jacket rilegge la meccanic jacket in chiave contemporanea, canvas resistente, grafica calibrata e un’idea di funzionalità pulita; la Apex Hoodie, in French terry, introduce le zip di ventilazione sotto le braccia, un dettaglio tecnico che porta il capo dal divano alla pista, e ritorno.

C’è, in filigrana, la convinzione che l’abbigliamento non sia solo protezione o decoro, ma racconto. “Non è solo abbigliamento: è una dichiarazione di identità”, recita la nota di Pirelli  e il messaggio trova sponda nelle parole di Marco Maria Tronchetti Provera, SVP Pirelli Design & Assets Conversion, quando parla di “instancabile ricerca di innovazione” e di una linea capace di rafforzare il legame con le nuove generazioni. È un posizionamento preciso: portare nel lifestyle quella combinazione di stile e glamour che ha reso il marchio riconoscibile a livello internazionale, senza snaturarne l’anima tecnica. In controluce si vede anche la strategia: ampliare Pirelli Design come hub creativo, dove il merchandising legato al motorsport e l’heritage si intrecciano con collaborazioni verticali nella nautica, nello sci, nell’orologeria e nello sport.

Il Drop 2 The Cal™ sposta l’asse sul tempo, che nel mondo Pirelli è anche estetica. Tre pezzi appena, ma costruiti per pesare nel racconto: una varsity jacket in lana ed eco-pelle con logo in rilievo e due T-shirt in cotone, manica lunga e corta. La palette gioca coi toni terra e il nero profondo, per un’eleganza asciutta che lascia parlare i dettagli. The Chronicle Tee omaggia il ritmo circolare dei mesi con grafiche concentriche, stampa in gomma tattile e una tonalità marrone calda; The Legacy Crewneck, in French terry morbido, reinventa l’iconografia del Calendario con ricami e un’etichetta gialla che funziona da firma; l’Archive Jacket sceglie una silhouette minimale, grafiche ricamate e quel giallo Pirelli capace di accendersi come un cordolo in uscita di curva. Anche qui la vestibilità è unisex, moderna, e il lessico è quello dell’artigianalità: cuciture finite, pesi tessili coerenti, mano decisa.

Tutta la collezione è prodotta in Italia, con lavorazioni accurate e la promessa  assai concreta di durare. È un elemento che oggi vale quanto un logo: il consumatore chiede capi che invecchino bene, che trovino spazio nell’armadio oltre la moda del momento e che parlino al tatto, non solo allo sguardo. In questo senso, le tecniche miste  stampe gommate, ricami, label intrecciate  non sono decorazioni, ma strumenti per costruire matericità e quindi valore percepito. La scelta di un design contemporaneo ma non gridato è la leva giusta per un pubblico che frequenta tanto le tribune quanto i feed dei social, abituato a riconoscere le citazioni racing ma anche a pretendere comfort, vestibilità e identità.

C’è poi un tema di coerenza narrativa: il marchio che veste i podi della Formula 1® con i Podium Caps Special Edition lancia una linea che sta a metà tra fanwear evoluto e ready-to-wear urbano, e lo fa senza scivolare nella celebrazione autoreferenziale. L’heritage è presente, ma non ingombrante; la grafica lavora per indizi, non per slogan. È un equilibrio raro in un panorama dove l’ossessione per la visibilità spesso sacrifica la credibilità. Qui, al contrario, ogni capo sembra progettato per una prossimità silenziosa: ci si accorge del dettaglio gommato quando lo si sfiora, del ricamo quando la luce cambia, della label quando ci si volta.

Se il lifestyle è il terreno su cui i brand misurano rilevanza culturale, Pirelli sceglie di entrarci dalla porta principale, con una direzione creativa chiara e un esecuzione che parla la lingua della qualità. Perché la vera novità, al netto dei nomi e degli hashtag, è il modo in cui la collezione tiene insieme due mondi — pista e città — senza diluire nessuno dei due. In un’epoca che chiede prodotti intelligenti e storie credibili, è forse il traguardo più ambizioso.