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Porsche cede Bugatti Rimac e alza la guidance: conti sotto pressione

Porsche cede Bugatti Rimac e alza la guidance: conti sotto pressione

Porsche completa la cessione delle quote Rimac e alza la guidance 2026, mentre ricavi, margini e consegne restano sotto pressione.

Porsche ha completato la cessione delle proprie partecipazioni in Bugatti Rimac e Rimac Group, un’operazione dalla quale la società indica proventi per circa 1 miliardo di euro. Il closing è un dato acquisito; l’ammontare dei proventi e il relativo impatto sul 2026 rientrano invece nelle indicazioni finanziarie della società. In seguito all’operazione, Porsche ha infatti rivisto al rialzo la guidance sulla net cash flow margin del settore Automotive per il 2026, portandola al 5,5-7,5% dal precedente intervallo del 3-5%.La revisione arriva in una fase di pressione sui risultati operativi, caratterizzata dal calo dei volumi, soprattutto in Cina, e da una più ampia riorganizzazione che comprende dismissioni, revisione degli investimenti e ridimensionamento di attività considerate non centrali.La cessione riguarda il 45% di Bugatti Rimac e il 20,6% di Rimac Group detenuti da Porsche. L’accordo era stato sottoscritto ad aprile e l’operazione è stata perfezionata il 9 settembre, dopo il completamento delle autorizzazioni previste. Le quote sono passate a un consorzio guidato da HOF Capital, con BlueFive Capital tra gli investitori.

Un miliardo atteso dalla cessione, guidance 2026 al 5,5-7,5%

Porsche indica proventi complessivi per circa 1 miliardo di euro dalla transazione. La società prevede inoltre di destinare 250 milioni di euro a un’ulteriore copertura degli obblighi pensionistici. Entrambi sono quindi importi legati agli effetti finanziari attesi dell’operazione, non risultati operativi ricorrenti del business automobilistico.La net cash flow margin Automotive del 5,5-7,5% costituisce una previsione per l’intero 2026 e non un margine già conseguito. Prima della cessione, Porsche indicava un intervallo del 3-5%.La maggiore liquidità attesa potrebbe aumentare la flessibilità finanziaria del gruppo nel sostenere nuovi modelli, elettrificazione, software e trasformazione industriale. Si tratta tuttavia di una possibile conseguenza finanziaria: il risultato effettivo dipenderà anche dall’andamento operativo del resto dell’anno.La stampa economica tedesca inserisce la transazione in una strategia più ampia di concentrazione sul core business. Handelsblatt e WirtschaftsWoche evidenziano il processo di riduzione delle attività periferiche, finalizzato a liberare capitale e contenere la struttura dei costi.Tra le operazioni già definite rientra anche la cessione della società di consulenza MHP a Tata Consultancy Services, valutata circa 320 milioni di euro, oltre alla revisione dei programmi relativi alla produzione interna di celle per batterie.

Ricavi, margini e Cina: i dati già registrati nel 2026

Diversamente dalla guidance sul cash flow, i risultati del primo trimestre rappresentano dati già consuntivati. Nei primi tre mesi del 2026 Porsche ha registrato ricavi per 8,4 miliardi di euro, in calo del 5,2%, mentre il risultato operativo è sceso di circa il 22% a 595 milioni di euro.L’utile netto è stato pari a 391 milioni di euro, con una contrazione del 24,6%. Il margine operativo si è attestato al 7,1%. Questi valori descrivono quindi risultati già realizzati e non obiettivi per l’esercizio.Anche sul fronte commerciale i dati disponibili mostrano una contrazione. Nel primo semestre 2026 Porsche ha consegnato 122.306 vetture, il 16% in meno rispetto allo stesso periodo precedente. In Cina le consegne sono state 14.501, con una flessione del 33%.La cessione delle partecipazioni Rimac non modifica direttamente questi risultati già registrati. Può invece contribuire a rafforzare la posizione finanziaria e la generazione di cassa attesa per l’intero esercizio, mentre la capacità di recuperare redditività dipenderà soprattutto dall’evoluzione dei volumi, del mix di prodotto e dei costi.

I 9.000 posti sono un obiettivo al 2035, non un taglio già concluso

La cessione rientra inoltre in una più ampia riorganizzazione industriale. Secondo quanto riportato dalla stampa economica tedesca, Porsche punta a una riduzione complessiva di circa 9.000 posti di lavoro entro il 2035, pari a circa un quinto dell’attuale forza lavoro.Il dato va quindi letto come obiettivo pluriennale, non come riduzione occupazionale già effettuata. Modalità, tempistiche e impatto effettivo sull’organico dipenderanno dall’attuazione del programma nei prossimi anni.Sul piano strategico, la direzione è comunque definita: Porsche sta cedendo alcuni asset non core, rivedendo investimenti e costi e cercando di rafforzare la generazione di liquidità. L’incasso collegato a Rimac offre un sostegno finanziario una tantum; non rappresenta però un recupero strutturale della redditività del business automobilistico.La guidance 2026 al 5,5-7,5% segnala ciò che Porsche prevede ora sul fronte della cassa. I risultati già disponibili su ricavi, margini e consegne mostrano invece le difficoltà operative con cui il gruppo continua a confrontarsi. Saranno i prossimi consuntivi a stabilire quanto la ristrutturazione riuscirà a tradursi in un miglioramento strutturale dei conti.