Secondo carVertical, Range Rover, elettriche e modelli premium sono tra le auto che perdono più valore in cinque anni.
La Range Rover è il modello che, secondo lo studio di carVertical, registra in Italia la svalutazione più pesante tra le auto analizzate: in cinque anni può perdere in media il 77,9% del valore. Il dato conta molto più di quanto sembri, perché nel mercato automotive il prezzo d’acquisto è solo una parte del costo reale di un’auto. A pesare sempre di più sono il valore residuo, la domanda sul mercato dell’usato, i costi di manutenzione e la rapidità con cui tecnologia e dotazioni diventano superate.
La fotografia scattata da carVertical mette in evidenza un tema centrale per famiglie, flotte aziendali, concessionari e società di noleggio: scegliere un modello che si svaluta rapidamente significa aumentare il costo totale di possesso. Un’auto può apparire conveniente al momento dell’acquisto, soprattutto se ricca di accessori o proposta con forti sconti, ma diventare molto meno vantaggiosa quando arriva il momento di rivenderla. È qui che il mercato presenta il conto.
Nel campione delle auto consultate dagli utenti di carVertical in Italia, dopo Range Rover compaiono Ford S-Max, con un deprezzamento medio del 61,4% in cinque anni, Renault Zoe al 60,9%, Nissan Leaf al 60,8% e Opel Insignia al 59,3%. La classifica mostra due tendenze molto chiare: da un lato la pressione sui modelli premium o di fascia alta, dall’altro la forte esposizione di alcune auto elettriche di prima generazione, penalizzate dall’evoluzione rapida delle batterie e dell’autonomia.
Il caso delle auto di lusso è emblematico. Più alto è il prezzo iniziale, più ampia può essere la perdita assoluta in euro. A questo si aggiungono costi di manutenzione, riparazioni e ricambi spesso molto elevati, che riducono l’interesse degli acquirenti sul mercato dell’usato. Un Suv premium di qualche anno può offrire ancora comfort, immagine e dotazioni importanti, ma per chi compra di seconda mano il rischio economico diventa rilevante. Se la manutenzione pesa troppo, la domanda si assottiglia e il valore scende.
Matas Buzelis, esperto automotive di carVertical, sottolinea proprio questo aspetto: alcuni veicoli possono sembrare un ottimo affare per livello di allestimento e comfort, ma nascondono una perdita di valore superiore alla media. La svalutazione diventa quindi un costo silenzioso, spesso ignorato nella fase d’acquisto. Chi compra oggi un modello molto esposto al deprezzamento deve sapere che, al momento della rivendita, potrebbe incassare molto meno del previsto.
Il discorso riguarda in modo crescente anche l’elettrico. Modelli come Renault Zoe e Nissan Leaf hanno avuto un ruolo importante nella diffusione delle auto a batteria, ma sul mercato dell’usato scontano il confronto con prodotti più recenti, dotati di maggiore autonomia, ricarica più rapida e software più evoluti. Un’elettrica di pochi anni fa può essere ancora valida per l’uso urbano, ma meno competitiva per chi cerca una vettura principale capace di affrontare lunghi viaggi. Il risultato è una domanda più selettiva e, di conseguenza, un valore residuo più debole.
In Europa la dinamica appare ancora più evidente. Secondo lo studio, i modelli con la maggiore svalutazione media in cinque anni sono Jaguar I-Pace, con il 73,1%, Range Rover con il 70,1%, Nissan Leaf con il 62,4%, Audi e-tron con il 60,9% e Jaguar XF con il 59,9%. La presenza di modelli elettrici premium nella parte alta della classifica conferma una criticità già nota agli operatori: quando tecnologia e prezzi evolvono rapidamente, l’usato recente rischia di perdere attrattiva in tempi molto brevi.
Le differenze tra Paesi restano però forti. Nei mercati dell’Europa occidentale la svalutazione colpisce soprattutto vetture di lusso ed elettriche, mentre nei Paesi più sensibili al prezzo anche modelli economici possono perdere valore in modo significativo. Questo significa che il valore residuo non dipende soltanto dal marchio o dall’età del veicolo, ma anche dalla struttura della domanda locale, dal potere d’acquisto, dalla disponibilità di incentivi e dalla percezione dei costi futuri.
Non tutte le auto, però, seguono lo stesso percorso. Tra i modelli analizzati in Italia, carVertical indica la Jaguar F-Pacecome quella che conserva meglio il proprio valore, pur con un deprezzamento del 55,8% in cinque anni. Seguono Peugeot 308 con il 56%, Hyundai Ioniq con il 56,9%, Audi A8 con il 58% e Ford Mondeo con il 59,1%. Anche in questo caso i numeri vanno letti nel perimetro dello studio, ma aiutano a comprendere quanto le differenze tra modelli apparentemente simili possano tradursi in migliaia di euro al momento della rivendita.
Per il mercato italiano dell’auto, il tema è destinato a pesare sempre di più. L’aumento dei prezzi del nuovo, la crescita del noleggio, la transizione verso l’elettrico e l’incertezza normativa rendono il valore residuo una variabile decisiva. Non riguarda solo chi compra da privato, ma anche dealer, società di leasing e operatori dell’usato, chiamati a stimare con precisione il rischio di deprezzamento.
La lezione è semplice: prima di acquistare un’auto, soprattutto se premium o elettrica, non basta guardare prezzo, potenza e dotazioni. Bisogna chiedersi quanto sarà desiderabile tra tre o cinque anni. In un mercato sempre più razionale, il vero affare non è l’auto che costa meno oggi, ma quella che perde meno valore domani.
Scheda
Studio: carVertical sulla svalutazione auto in Italia ed Europa
Modello più svalutato in Italia: Range Rover, –77,9% in cinque anni
Altri modelli critici in Italia: Ford S-Max, Renault Zoe, Nissan Leaf, Opel Insignia
Categorie più esposte: auto di lusso e auto elettriche
Cause principali: prezzo iniziale elevato, costi di manutenzione, tecnologia obsoleta, domanda usato debole
Peggior dato europeo: Jaguar I-Pace, –73,1% in cinque anni
Modello che conserva meglio il valore in Italia nel campione: Jaguar F-Pace, –55,8%
Tema chiave per il mercato: crescita del peso del valore residuo nel costo totale dell’auto

