Renault Italia Top Employer 2026: spinta su D&I e programma ONE HEALTH - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 08:22

Renault Italia Top Employer 2026: spinta su D&I e programma ONE HEALTH

Renault Italia è Top Employer 2026 con 84,7%: crescita netta e nuove iniziative su inclusione, ascolto e salute mentale. Quarto anno di fila.

Nel 2026 la parola “attrattività” non riguarda solo il prodotto, ma anche l’azienda che lo costruisce e lo vende.

In un mercato del lavoro che cambia rapidamente, essere riconosciuti come realtà solida dal punto di vista delle politiche HR non è una medaglia da esporre in reception: è una leva concreta per trattenere competenze, convincere profili nuovi e dare continuità alle trasformazioni interne. Renault Group Italia rinnova la certificazione Top Employer 2026 con un risultato che segna un salto in avanti: 84,7% e un incremento di 5,1 punti rispetto all’anno precedente.

Perché la certificazione Top Employer è diventata un termometro reale

La certificazione non si limita a “promuovere” o “bocciare” un’azienda: mette sotto stress test la capacità di trasformare le buone intenzioni in processi e strumenti misurabili. Il modello di valutazione entra nel merito di strategia HR, ambiente di lavoro, acquisizione dei talenti, formazione, inclusione e benessere. Tradotto: non basta dichiarare attenzione alle persone, bisogna dimostrarla con pratiche strutturate, verificabili e comparabili con un benchmark internazionale che ormai coinvolge migliaia di aziende in oltre cento Paesi.

84,7% e +5,1 punti: cosa raccontano davvero questi numeri

Un miglioramento così netto in dodici mesi è indicativo di un lavoro continuo, non di un’azione spot. Il dato del 2026 conferma che Renault Group Italia sta consolidando il percorso iniziato quattro anni fa, fino a posizionarsi dentro al benchmark del settore automotive: un passaggio non banale, perché la competizione interna al comparto è sempre più alta e sempre più legata alla capacità di trattenere figure qualificate, dall’area commerciale alle funzioni corporate, fino ai ruoli tecnici legati alla transizione energetica e digitale.

People Strategy: l’HR come “motore” e non come funzione di supporto

Quando la People Strategy funziona, la differenza si vede nella quotidianità: obiettivi chiari, strumenti coerenti, percorsi che aiutano le persone a crescere e a sentirsi parte di un disegno complessivo. Renault Group Italia ha scelto di rafforzare proprio quest’asse, trasformando la gestione delle risorse da attività amministrativa a piattaforma di sviluppo. È un cambio di passo che molte aziende inseguono: far coincidere i bisogni dell’organizzazione con quelli delle persone, senza ridurre tutto a performance e KPI. E, in un settore che vive di ristrutturazioni e nuove competenze, è anche una scelta di resilienza.

Diversity & Inclusion: dalla teoria ai momenti di confronto

Su Diversity & Inclusion la distanza tra “parlarne” e “farlo” è enorme. Qui la strategia si è tradotta in iniziative periodiche di sensibilizzazione, con momenti di confronto ricorrenti su temi specifici. Un esempio significativo è l’attenzione dedicata alla neurodiversità in azienda: un argomento che in Italia sta entrando adesso nel lessico delle imprese, ma che richiede strumenti concreti per essere gestito bene, dal linguaggio interno alle dinamiche di team, fino alla capacità dei manager di leggere bisogni diversi senza etichette.

ONE HEALTH e benessere: la salute mentale esce dal “non detto”

Negli ultimi anni la parola wellbeing ha rischiato di diventare un’etichetta generica, buona per ogni presentazione. Il punto vero, però, è se un’azienda accetta di affrontare anche la parte più difficile: la salute mentale, lo stress, la stanchezza emotiva, la qualità del lavoro nel tempo. L’introduzione di un programma come ONE HEALTH va in questa direzione, dentro una logica di total wellbeing che mette insieme dimensione fisica e psicologica. Non è solo una questione “di welfare”: è un investimento diretto su energia, concentrazione, motivazione e sostenibilità dei ritmi.

“Benessere e ascolto restano una priorità strategica”

A dare il senso del percorso intrapreso è anche la lettura del management. Sébastien Guigues, CEO di Renault Italia, collega la certificazione a un lavoro quotidiano sull’esperienza interna e sulla capacità di ascoltare davvero le persone:
“Accogliamo con grande soddisfazione questo importante riconoscimento che otteniamo per il quarto anno consecutivo. Il traguardo che ci poniamo ora è quello di mantenere il livello di eccellenza raggiunto nella certificazione. Per Renault Group Italia, questo risultato conferma il valore del percorso intrapreso negli ultimi anni puntando al benessere dei nostri collaboratori. Garantire quotidianamente un’esperienza lavorativa di qualità ai nostri collaboratori resta una priorità strategica: cerchiamo di migliorare sempre di più l’ascolto delle loro esigenze per poterle soddisfare al meglio, rispondendo in modo efficace e coerente con il nostro spirito innovativo e con l’empatia che da oltre 125 anni contraddistingue Renault in Europa.”

Cosa significa oggi, in Italia, essere un Top Employer nel settore auto

Il settore automotive vive una tensione continua: nuovi modelli di vendita, elettrificazione, pressione sui margini, competenze che cambiano a velocità altissima. In questo contesto, la differenza tra aziende non la farà solo il portafoglio prodotti, ma la capacità di creare ambienti di lavoro che attraggono e trattengono valore. La certificazione Top Employer 2026 di Renault Group Italia, con un miglioramento così marcato, racconta un’azienda che sta provando a giocare quella partita senza scorciatoie: con strumenti, iniziative e un lavoro costante sul “come si lavora”, non solo sul “cosa si vende”.