Fondazione Renault rafforza i progetti su inclusione, sicurezza e solidarietà con l’obiettivo di raggiungere 200.000 persone entro il 2028.
La mobilità non è soltanto spostarsi da un luogo all’altro. Può significare raggiungere un posto di lavoro, andare a scuola, accedere alle cure, uscire dall’isolamento o semplicemente mantenere un legame con la propria comunità. È da questa visione che nasce il nuovo impegno della Fondazione Renault, che nel suo 25° anno di attività rafforza il ruolo della mobilità come leva di inclusione, sicurezza e solidarietà. Creata nel 2001, la Fondazione ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione fino a diventare una realtà internazionale, attiva nei Paesi in cui Renault Group è presente. La nuova road map 2024-2028 si concentra su tre grandi aree: sicurezza stradale, sostegno sociale e pronto intervento, con l’obiettivo di coinvolgere oltre 200.000 persone entro il 2028.
Mobilità come accesso al lavoro, alle cure e all’istruzione
Uno dei punti più forti del programma riguarda il rapporto tra mobilità e vulnerabilità sociale. Secondo i dati citati dalla Fondazione, 13,3 milioni di francesi vivono una condizione di precarietà legata agli spostamenti. Un giovane su quattro avrebbe già rinunciato a un posto di lavoro per difficoltà di trasporto, mentre il 26% della popolazione avrebbe rinunciato almeno una volta ad accertamenti medici per problemi legati alla mobilità.
Numeri che mostrano come l’accesso ai trasporti possa trasformarsi in una vera questione sociale. Per questo la Fondazione sostiene progetti che finanziano patenti di guida, abbonamenti ai trasporti pubblici e servizi dedicati alle persone più fragili. Tra le iniziative figurano anche unità mediche mobili come Mobil’Derm e veicoli attrezzati per raggiungere persone che vivono in condizioni di forte precarietà. L’obiettivo è semplice: trasformare la mobilità in uno strumento capace di creare autonomia e nuove opportunità.
Sicurezza stradale, i giovani al centro
La sicurezza rappresenta un altro pilastro della strategia. La Fondazione concentra molte iniziative su bambini e giovani, categorie particolarmente esposte ai rischi della strada. Tra i progetti più originali c’è Dérap’Pas, realizzato con l’Association Antoine Alléno e Skyrock. L’iniziativa utilizza rap, musica e scrittura per sensibilizzare i giovani sui comportamenti alla guida. Durante l’estate uno studio mobile ha attraversato diverse città francesi permettendo ai giovani artisti di registrare freestyle dedicati alla sicurezza stradale. La Fondazione sostiene inoltre programmi nelle scuole, campagne dedicate alla sicurezza dei bambini in automobile e attività di ricerca. Uno studio sostenuto nel 2024 ha evidenziato, secondo i dati riportati nel documento, che circa due bambini su tre non vengono assicurati correttamente in auto.
Dalla disabilità alle donne vittime di violenza
Il concetto di mobilità inclusiva si estende anche alle persone con disabilità, agli anziani e alle persone che vivono situazioni di vulnerabilità. La Fondazione Renault collabora con diverse organizzazioni impegnate nel sostegno alle persone con disabilità e finanzia iniziative rivolte alle vittime di violenza domestica, alle famiglie e ai bambini malati. Tra gli esempi citati figurano programmi per il trasferimento d’emergenza delle donne vittime di violenza e progetti per mantenere il legame sociale nelle aree rurali.
Mobilità anche nelle emergenze
Un altro ambito riguarda il pronto intervento. La Fondazione mette a disposizione degli operatori del soccorso un parco di 34 veicoli d’emergenza e sostiene progetti dedicati alla prevenzione e alla gestione delle crisi. Dopo l’incendio di Notre-Dame de Paris, ad esempio, ha contribuito allo sviluppo di un programma per la tutela del patrimonio culturale, compresa un’applicazione che consente di identificare rapidamente le opere e gli spazi da proteggere prioritariamente in caso di incendio o calamità.
Una rete internazionale
Il modello si estende anche fuori dalla Francia. In Colombia, un programma sostiene le donne capofamiglia nell’ottenimento della patente professionale e nell’ingresso nel settore dei trasporti. In Brasile, “Geração Futuro” ha già formato più di 920 persone, con un tasso di inserimento professionale dichiarato del 71%. In Romania, il programma “Mobility Matters”, finanziato con un milione di euro, ha sostenuto 35 progetti e oltre 13.500 beneficiari. In Marocco, un servizio di trasporto scolastico permette a più di 2.200 studenti delle aree rurali di raggiungere regolarmente gli istituti scolastici.
Renault: la mobilità come leva sociale
Jean-Dominique Senard, presidente di Renault Group e della Fondazione Renault, sintetizza questa strategia definendo la mobilità una condizione necessaria per «autonomia, inclusione e pari opportunità». La direzione scelta dalla Fondazione sposta quindi il concetto di mobilità oltre il prodotto automobilistico. L’auto e i trasporti diventano strumenti per accedere alla società, ridurre le distanze e sostenere chi rischia di rimanere escluso. In questo senso, la sfida non è soltanto costruire una mobilità più efficiente, ma renderla concretamente accessibile a chi ne ha più bisogno.





