Auto e Motori
Risultati Ferrari 2025: ricavi +7%, EBIT al 29,5% e ordini già fino al 2027
Ferrari chiude il 2025 con ricavi a 7,146 mld (+7%) e margini in crescita: cash flow industriale +50% e portafoglio ordini fino al 2027.

Nel 2025 Ferrari conferma un copione ormai riconoscibile: la crescita non passa dall’aumento dei volumi, ma dalla capacità di alzare valore medio e redditività.
I ricavi netti raggiungono 7.146 milioni di euro, +7% sull’anno precedente, mentre le consegne restano sostanzialmente stabili a 13.640 unità (in lieve calo rispetto alle 13.752 del 2024). Il punto, per Maranello, è proprio questo: tenere i numeri sotto controllo per governare il ricambio di gamma e proteggere l’esclusività. Non a caso, la società sottolinea un portafoglio ordini che si estende fino alla fine del 2027, segnale di domanda solida e “gestita con rigore” nei mercati chiave.
Margini: l’EBIT sfiora il 30% e l’EBITDA punta al 39%
Sul piano economico, il 2025 è un anno che si legge soprattutto attraverso i margini. L’utile operativo (EBIT) sale a 2.110 milioni di euro (+12%), con un margine del 29,5%: un livello che nel settore auto, anche premium, resta un benchmark difficile da inseguire.
L’EBITDA cresce a 2.772 milioni (+8%) e il margine arriva al 38,8%. Dietro questi numeri c’è un cocktail noto: mix di prodotto più ricco, personalizzazioni e contributo crescente delle attività collegate al brand. Ferrari ammette anche l’altra faccia della medaglia: l’aumento delle spese operative e degli investimenti su innovazione, racing e trasformazione digitale, costi che però non stanno comprimendo la redditività complessiva.
Sponsorizzazioni e “brand revenues”: la leva che allarga la base di profitti
Se le auto restano il cuore dei ricavi (oltre 6 miliardi da “Automobili e parti di ricambio”, +5%), è il blocco “Sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio” a evidenziare la dinamica più brillante: 820 milioni, +22% anno su anno.
Qui confluiscono sia la forza commerciale della Formula 1 (incluso l’effetto del miglior posizionamento nella stagione precedente) sia la capacità del marchio di monetizzare attraverso partnership e attività lifestyle. In chiave economica è un passaggio cruciale: diversificare le fonti di marginalità riduce la dipendenza dal solo ciclo prodotto e rende più “anti-fragile” il conto economico, soprattutto in fasi macro incerte.
La cassa accelera: free cash flow industriale a 1,538 miliardi (+50%)
Il dato che più racconta la “Ferrari finanziaria” del 2025 è la generazione di cassa. Il free cash flow industriale tocca 1.538 milioni di euro, in aumento del 50% rispetto al 2024, nonostante investimenti (capex) nell’ordine di circa 950 milioni. È una combinazione che piace ai mercati perché somma due messaggi: capacità di finanziare sviluppo e nuove piattaforme senza indebolire la cassa, e disciplina nella gestione del capitale circolante. Inoltre, l’indebitamento industriale netto si riduce fino a 32 milioni, mentre la remunerazione complessiva agli azionisti tra buyback e dividendi supera 1,3 miliardi.
Geografie e rischio cambi: dove rallenta e dove tiene
Sul fronte consegne, l’area EMEA cresce a 6.346 unità (da 6.204), mentre le Americhe scendono a 3.937 (da 4.003). Più marcato il calo in Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan: 941 unità contro 1.162. È una fotografia coerente con un 2025 complesso per domanda e politiche commerciali, ma anche con una gestione dei volumi volutamente prudente. A completare il quadro, Ferrari indica un impatto valutario negativo (al netto delle coperture), in particolare per dollaro e yen, un promemoria importante: anche i modelli più “pricing power” non sono impermeabili al fattore cambi.
Guidance 2026: ricavi verso 7,5 miliardi e margini ancora in rialzo
La traiettoria indicata per il 2026 resta ambiziosa: ricavi attesi intorno a 7,50 miliardi, margine EBITDA almeno al 39,0% e EBIT almeno a 2,22 miliardi con margine non inferiore al 29,5%. In altre parole: Ferrari punta a migliorare ancora la qualità della crescita, contando su un “robusto mix di prodotto”, personalizzazioni e ricavi racing in aumento grazie alle sponsorizzazioni, mentre prosegue l’investimento sul lifestyle e sulla rete. A margine, il gruppo segnala anche l’avvio della prima tranche del nuovo programma pluriennale di acquisto di azioni proprie (fino a 250 milioni), già partita a gennaio 2026, con acquisti per 72,7 milioni al 6 febbraio. È un’altra spia della fiducia nella capacità di generare cassa anche durante un anno di transizione di gamma.
