Hyundai porta a Parigi le nuove BAYON e TUCSON, amplia l’offerta ibrida e rafforza la produzione europea con nuovi investimenti.
Al Salone dell’Auto di Parigi 2026 Hyundai mette al centro due dei suoi SUV più importanti per l’Europa: la nuova BAYON, presentata in anteprima mondiale, e la nuova TUCSON, mostrata insieme alla variante N Line. L’offensiva riguarda due segmenti decisivi per volumi e concorrenza, quello dei crossover urbani e quello dei SUV familiari, con un aggiornamento profondo di design, motorizzazioni e tecnologie. Il costruttore coreano accompagna le novità con un messaggio industriale preciso: rafforzare la propria presenza nel continente attraverso sviluppo locale, stabilimenti e investimenti, non soltanto con l’ampliamento della gamma.
Nuova BAYON: il SUV compatto cambia identità
La Hyundai BAYON 2026 punta su un aspetto più marcatamente da SUV e su contenuti spesso associati a vetture di categoria superiore. La variante N Line aggiunge cerchi da 18 pollici, finiture nere lucide, dettagli sportivi e doppio terminale integrato nel diffusore posteriore. Nell’abitacolo, a seconda dell’allestimento, trovano posto due display curvi da 12,3 pollici, la chiave digitale Digital Key 2 e la connessione wireless per lo smartphone. Non mancano soluzioni rivolte all’uso familiare, come sedili posteriori reclinabili, bocchette di ventilazione dedicate e, nelle versioni previste, sedute riscaldate. Il bagagliaio raggiunge 440 litri nelle motorizzazioni a combustione: un dato significativo per chi cerca un’auto relativamente compatta senza rinunciare alla praticità.
Motori BAYON: benzina oggi, full hybrid nel 2027
Sul fronte meccanico, la nuova BAYON debutta con il 1.0 T-GDI nelle potenze da 90 e 115 CV. La novità più rilevante per il mercato europeo arriverà successivamente: nel 2027 è prevista una versione 1.6 full hybrid da 138 CV, con frenata rigenerativa adattiva azionabile attraverso le leve al volante. È una scelta che consente a Hyundai di presidiare il segmento B-SUV con un’alternativa elettrificata senza ricarica alla spina. L’evoluzione tocca anche la sicurezza: il pacchetto SmartSense può comprendere assistenza alla guida in autostrada HDA 2, monitoraggio degli angoli ciechi, frenata anticollisione e sistemi di supporto nelle manovre. La disponibilità dipenderà dalla versione e dal mercato.
Nuova TUCSON: più spazio e infotainment Pleos Connect
L’altra protagonista dello stand è la Hyundai TUCSON di nuova generazione, un modello che ha superato due milioni di unità vendute in Europa dal 2004. Il design “Art of Steel” introduce passaruota più pronunciati, superfici tese e una nuova firma luminosa anteriore H-Edge. Tra le tecnologie disponibili figura il sistema Micro Pixel Lighting con 25.600 pixel LED controllabili individualmente. Il SUV cresce nelle dimensioni e dichiara un vano bagagli da 695 litri. Migliora inoltre l’accesso alla seconda fila grazie all’angolo di apertura delle porte posteriori aumentato da 73 a 83 gradi. La N Line adotta dettagli esterni specifici e cerchi da 20 pollici, con un’impostazione estetica più sportiva.
Schermo da 17 pollici e assistente Gleo AI
L’abitacolo della TUCSON segna un salto nella digitalizzazione. Il sistema Pleos Connect, basato su Android Automotive OS, propone un touchscreen centrale da 12,9 o 17 pollici abbinato a un quadro strumenti sottile da 9,9 pollici. L’assistente vocale Gleo AI è pensato per gestire informazioni e funzioni tramite comandi naturali, mentre gli aggiornamenti over-the-air permettono di intervenire da remoto su determinati sistemi. Hyundai conserva tuttavia pulsanti fisici per le funzioni più utilizzate. Tra gli equipaggiamenti figurano due piastre di ricarica wireless da 15 W, porte USB-C da 100 W, chiave digitale e, a richiesta, impianto Bang & Olufsen a 12 altoparlanti. Un insieme che riflette la crescente importanza del software nell’esperienza quotidiana a bordo.
TUCSON full hybrid e plug-in: potenze fino a 292 CV
La gamma motori della nuova TUCSON comprende il benzina 1.6 T-GDI da 150 CV, disponibile anche in configurazione mild hybrid a 48 V, un full hybrid da 245 CV e 380 Nm e un plug-in hybrid da 292 CV e 380 Nm. Quest’ultimo abbina il 1.6 turbo a una batteria da 17,1 kWh e promette fino a 81 km in modalità elettrica, valore stimato con cerchi da 17 pollici e ancora soggetto a omologazione definitiva. Per la versione ibrida Hyundai dichiara una capacità di traino fino a 1.910 kg, che scende a 1.810 kg per la plug-in nelle condizioni indicate dal costruttore. Anche sulla TUCSON il pacchetto SmartSense amplia gli aiuti alla guida, senza trasformare il veicolo in un’auto a guida autonoma.
Produzione in Europa e investimenti verso il 2030
La strategia illustrata a Parigi va oltre i nuovi modelli. Secondo Hyundai, circa l’80% delle auto vendute in Europa viene costruito nel continente e gli investimenti complessivi nella regione sono destinati a superare 3 miliardi di euro entro il 2030. Lo stabilimento turco di Izmit si prepara alla produzione della nuova BAYON, compresa la futura ibrida, mentre quello di Nošovice, in Repubblica Ceca, si prepara ad accogliere la nuova TUCSON. La capacità produttiva regionale indicata dall’azienda è di circa 580.000 veicoli l’anno. La localizzazione serve a contenere la distanza tra produzione e domanda europea, in un momento in cui prezzi, tempi di consegna e adattamento alle norme assumono un peso crescente.
Waymo, Champions League e robotica: un salone oltre i SUV
Accanto a BAYON e TUCSON, Hyundai presenta la partnership con Waymo per i veicoli a guida autonoma e la collaborazione come Official Automotive Partner della UEFA Champions League dalla stagione 2026/27 alla 2030/31. In esposizione ci sono inoltre il robot quadrupede Spot di Boston Dynamics e l’esoscheletro industriale X-ble Shoulder. Si tratta di attività distinte dal lancio commerciale dei SUV, ma utili a descrivere la trasformazione del gruppo verso software, intelligenza artificiale e robotica. Per il mercato europeo, tuttavia, la prova più concreta arriverà dalla capacità di rendere competitivi prezzo, consumi e dotazioni dei nuovi modelli: aspetti per i quali il comunicato non fornisce ancora listini italiani né date precise di apertura ordini.


