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Toyota alla Dakar 2027 con un Hilux a idrogeno

Toyota alla Dakar 2027 con un Hilux a idrogeno

Toyota schiera alla Dakar 2027 il GR FC Hilux fuel cell: 13 tappe e 1.000 km per mettere alla prova nel deserto la tecnologia a idrogeno

Toyota GAZOO Racing porterà alla Dakar 2027 il DKR GR FC Hilux a celle a combustibile, prototipo sviluppato in Europa che correrà nella categoria sperimentale Dakar Future Mission 1000. La vettura affronterà 13 tappe per complessivi 1.000 km, trasformando il rally raid saudita in un banco di prova per verificare prestazioni, sicurezza e affidabilità della tecnologia fuel cell in condizioni estreme.La Dakar, in programma in Arabia Saudita dall’1 al 15 gennaio 2027, segnerà la prima partecipazione Toyota alla Mission 1000 con un progetto che integra direttamente idrogeno, celle a combustibile e attività motorsport.Il prototipo è in fase di assemblaggio finale presso il centro europeo di ricerca e sviluppo Toyota nei pressi di Bruxelles, in Belgio. Una volta completata la vettura, inizierà il programma di test che precederà la partenza per l’Arabia Saudita.

Il GR FC Hilux nasce dall’esperienza Toyota alla Dakar

Il DKR GR FC Hilux utilizza come punto di partenza il DKR GR Hilux impiegato fino allo scorso anno nella categoria principale della Dakar. La novità è l’integrazione del sistema Toyota a celle a combustibile, chiamato a dimostrare la propria resistenza in un ambiente decisamente più severo rispetto alla normale sperimentazione stradale.Toyota indica che la vettura non produce CO2 allo scarico durante la marcia, con acqua come emissione locale del sistema fuel cell. Il comunicato descrive tuttavia il prototipo come una soluzione che abbina il motore a benzina al sistema a celle a combustibile, senza fornire per ora ulteriori dettagli sull’architettura della propulsione, sulla potenza, sulla quantità di idrogeno trasportata o sulle modalità di rifornimento.Proprio questi aspetti tecnici saranno tra i più interessanti da approfondire quando Toyota diffonderà le specifiche definitive. Nei rally raid, infatti, autonomia, gestione energetica, temperature e resistenza alle vibrazioni assumono un’importanza almeno pari alle prestazioni assolute.La Mission 1000 ha caratteristiche differenti rispetto alla categoria principale della Dakar. È dedicata a mezzi sperimentali e alla dimostrazione di nuove tecnologie, quindi il confronto sportivo non può essere sovrapposto direttamente a quello dei prototipi che competono per la vittoria assoluta. Per Toyota rappresenta piuttosto un programma di sviluppo in condizioni reali.I 1.000 km distribuiti su 13 tappe permetteranno agli ingegneri di raccogliere dati sul comportamento del sistema a idrogeno in presenza di sabbia, polvere, sollecitazioni meccaniche e forti variazioni delle condizioni operative.

DENSO, Toyo Tires e IAV nel programma Dakar

Toyota ha definito anche il gruppo di partner tecnici e commerciali che accompagnerà il progetto. Al programma partecipano Jameel Motorsport, DENSO, Toyo Tires e IAV.Particolarmente concreto è il contributo annunciato da IAV. L’azienda fornirà la propria ECU Dragoon, abbinata allo stack software sviluppato internamente, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nei sistemi a celle a combustibile.DENSO lega invece la partecipazione allo sviluppo delle tecnologie per la mobilità a zero emissioni, mentre Toyo Tires utilizzerà il progetto anche come ambiente di sviluppo per pneumatici e soluzioni legate alla mobilità sostenibile. Jameel Motorsport, già attiva nel panorama motoristico saudita, affiancherà Toyota nel programma.Il valore tecnico dell’operazione andrà quindi misurato soprattutto sulla capacità del GR FC Hilux di completare con regolarità le tappe previste. A differenza di una dimostrazione su circuito, la Dakar sottopone componenti e sistemi energetici a vibrazioni continue, polvere e condizioni ambientali difficili da replicare integralmente in laboratorio.Toyota utilizza da tempo il motorsport come terreno di sperimentazione per differenti tecnologie legate all’idrogeno. Alla Dakar 2027 il costruttore sposterà questa attività nel mondo dei rally raid: non ancora alla ricerca della vittoria assoluta, ma con l’obiettivo dichiarato di verificare sul campo quanto una soluzione fuel cell possa resistere a uno degli ambienti più impegnativi delle competizioni automobilistiche.