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WRC Grecia, Neuville mette Hyundai davanti a Toyota

WRC Grecia, Neuville mette Hyundai davanti a Toyota

Neuville chiude al comando il venerdì dell’Acropolis Rally davanti a Ogier, in una tappa segnata da forature e gestione tecnica.

Thierry Neuville chiude al comando il venerdì dell’EKO Acropolis Rally Greece, una delle prove più dure del WRC, e riporta Hyundai al centro della lotta sportiva e tecnica contro Toyota. Il belga ha terminato la prima giornata intera con 9,7 secondi di vantaggio su Sébastien Ogier, mentre il compagno di squadra Adrien Fourmaux è risalito fino al terzo posto dopo una tappa segnata da velocità, forature e gestione del rischio. È una classifica ancora provvisoria, ma pesante per il campionato: l’Acropolis non premia solo la prestazione pura, misura la robustezza delle vetture, la strategia pneumatici e la capacità dei team di trasformare l’affidabilità in vantaggio competitivo.

Il venerdì greco ha confermato la reputazione del rally. I 129,22 km cronometrati a nord di Loutraki hanno imposto agli equipaggi una combinazione severa di pulizia della strada, rocce taglienti e continue sollecitazioni meccaniche. In un contesto simile, vincere una speciale conta meno che sopravvivere senza danni irreparabili. Neuville lo ha capito meglio di altri: non ha dominato con margini ampi, ma ha guidato con lucidità, evitando errori gravi e capitalizzando i problemi degli avversari.

Il pilota dell’Hyundai Shell Mobis World Rally Team è passato in testa nella SS4 Stiri, quando Fourmaux ha chiuso la prova con una foratura all’anteriore destra. Da quel momento Neuville ha dovuto convivere anche con uno squilibrio aerodinamico dopo la perdita dello splitter anteriore, un dettaglio tecnico che su fondi veloci e sconnessi può incidere sulla stabilità della vettura. Il belga ha ammesso le difficoltà nei tratti più rapidi, ma ha mantenuto il controllo della gara. La sua prudenza non è stata una scelta conservativa, ma una lettura corretta della competizione: all’Acropolis il tempo si guadagna spesso evitando di perderne troppo.

Alle sue spalle, Sébastien Ogier ha tenuto Toyota dentro la partita. Il francese ha vinto la SS4 e ha concluso la giornata a meno di dieci secondi dal leader, confermando ancora una volta la capacità di leggere i rally più selettivi senza inseguire rischi inutili. Per Toyota Gazoo Racing, la posizione di Ogier è importante anche sul piano strategico: in una giornata in cui diversi piloti hanno pagato problemi tecnici o forature, mantenere una vettura così vicina alla vetta significa proteggere punti, pressione sportiva e credibilità del pacchetto Rally1.

La corsa di Fourmaux racconta invece l’altro volto dell’Acropolis. Il francese era stato tra i più brillanti nella prima parte della giornata, vincendo a Bauxites per un solo decimo su Neuville e firmando un riferimento molto competitivo sul Monte Parnaso, che gli aveva consegnato momentaneamente la leadership del rally. La foratura nella prova successiva lo ha ricacciato indietro, ma la reazione nel pomeriggio è stata significativa: con il successo nell’ultima speciale di Thiva, Fourmaux ha recuperato fino al terzo posto, a 42,4 secondi dal compagno di squadra. Per Hyundai è un segnale doppio: la vettura ha passo, ma la gestione degli imprevisti resta decisiva.

Il venerdì ha evidenziato anche il ruolo sempre più rilevante della filiera tecnica nel rally moderno. Pneumatici, sospensioni, protezioni sottoscocca, raffreddamento e gestione della potenza sono componenti che in Grecia vengono sottoposti a un carico estremo. Ogni foratura o perdita di efficienza aerodinamica non è solo un episodio sportivo, ma un test industriale in condizioni reali. Per i costruttori, il World Rally Championship resta un laboratorio ad alta intensità: la tecnologia racing non serve solo a vincere prove speciali, ma a sviluppare conoscenze su materiali, resistenza, controllo elettronico e affidabilità.

La giornata più spettacolare, nel bene e nel male, l’ha vissuta M-Sport FordJon Armstrong ha firmato la sua prima vittoria di speciale nel WRC sull’Elikon Mt, battendo Ogier di 0,6 secondi e portandosi fino al terzo posto assoluto nella mattinata. È stato uno dei momenti più significativi del venerdì, perché ha mostrato il potenziale della struttura britannica e della sua linea piloti. Poche ore dopo, però, la gara di Armstrong è crollata: prima una foratura all’anteriore destra, poi una perdita di potenza e infine il ritiro dopo oltre quattro minuti persi per un problema al motore.

A salvare la giornata di M-Sport ci hanno pensato Josh McErlean e Mārtiņš Sesks, rispettivamente quarto e quinto. McErlean ha chiuso a 1’10”1 da Neuville, mentre Sesks è rimasto a soli 6,8 secondi dal compagno di squadra. In un rally così selettivo, due vetture nella top five rappresentano un risultato tecnico e sportivo non trascurabile, soprattutto per un team che deve massimizzare ogni occasione contro le strutture ufficiali di Hyundai e Toyota.

Più complicato il venerdì di Takamoto Katsuta ed Elfyn Evans. Il giapponese ha chiuso sesto, gestendo una giornata difficile su strade rocciose e poco prevedibili. Evans, leader del campionato, è invece soltanto settimo a 2’08”4 dalla vetta. Il gallese ha faticato a trovare aderenza e ritmo, penalizzato dalla ghiaia e dalle pietre più grandi nella fase iniziale. Il suo ritardo non chiude la partita, ma cambia l’equilibrio del weekend: in un campionato costruito anche sulla regolarità, l’Acropolis può diventare una prova chiave per la gestione dei punti.

Alle spalle dei protagonisti Rally1, il venerdì ha avuto un valore importante anche per la WRC2Andreas Mikkelsen ha mantenuto la nona posizione assoluta e la leadership di categoria, con 8,2 secondi su Robert Virves, mentre Alejandro Cachón si è piazzato terzo tra le Rally2. Anche qui il tema è lo stesso: non basta il passo, serve sopravvivere a una gara che mette sotto stress equipaggi, gomme e meccanica.

La seconda tappa sposterà il rally nel Peloponneso, con prove come GhymnoKolinesMonte Menalo e Kefalari. Sarà un’altra giornata ad alto rischio, probabilmente ancora più importante per la tenuta delle vetture e per le scelte strategiche dei team. Neuville parte davanti, ma il vantaggio su Ogier è troppo ridotto per amministrare. Hyundai ha l’occasione di trasformare il passo del venerdì in un risultato pesante; Toyota, con Ogier in scia, può ancora ribaltare la corsa. All’Acropolis, però, la classifica non si difende solo con il cronometro: si difende con gomme integre, meccanica solida e nervi freddi.

Scheda

Campionato: FIA World Rally Championship
Evento: EKO Acropolis Rally Greece
Tappa: venerdì, prima giornata intera
Leader: Thierry Neuville
Team leader: Hyundai Shell Mobis World Rally Team
Secondo: Sébastien Ogier, Toyota Gazoo Racing
Terzo: Adrien Fourmaux, Hyundai
Distacco Neuville-Ogier: 9,7 secondi
Chilometri cronometrati del venerdì: 129,22 km
Vincitori di prove citati: Fourmaux, Ogier, Armstrong, Neuville
WRC2: Andreas Mikkelsen leader davanti a Robert Virves
Prossima tappa: Peloponneso, con Ghymno, Kolines, Monte Menalo e Kefalari
Tema tecnico centrale: gestione gomme, forature, affidabilità meccanica e aerodinamica