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Addio a Cassandra Wilson, Time l’aveva nominata “la più grande cantante d’America”

L’artista si è spenta a 70 anni nella natia Jackson. Due Grammy, NEA Jazz Master e una voce capace di fondere jazz, blues, folk, country e pop. La causa della morte non è stata resa pubblica.

Addio a Cassandra Wilson, Time l’aveva nominata “la più grande cantante d’America”

Due Grammy vinti in carriera e il titolo di “America’s Best Singer” assegnatole dalla prestigiosa rivista Time, è morta nella sua Jackson. Con quel contralto scuro aveva trasformato jazz, blues, folk e pop in una lingua personale. Le cause del decesso non sono state rese note.

È morta Cassandra Wilson, una delle voci più riconoscibili e meno classificabili del jazz contemporaneo. Cantante, compositrice e produttrice, si è spenta a 70 anni a Jackson, Mississippi, la città in cui era nata il 4 dicembre 1955. A comunicare la scomparsa è stato il manager Robert Torre: Wilson è morta serenamente nella sua abitazione, accanto ai familiari e agli amici più stretti. Nessuna causa ufficiale della morte è stata finora divulgata.

Dal Mississippi a New York, per cambiare le regole

Pianoforte da bambina, poi chitarra e canto, nei primi anni Ottanta Wilson si trasferì a New York e trovò nel collettivo M-Base di Steve Coleman il laboratorio ideale per sperimentare. Dopo il debutto solista con Point of View, la svolta arrivò con Blue Light ’Til Dawn, pubblicato dalla Blue Note nel 1993.

Da allora il suo contralto profondo diventò un marchio inconfondibile. Jazz, blues, folk, country e pop finirono nello stesso crogiolo: Wilson prendeva Dylan, Neil Young, Joni Mitchell, Robert Johnson o l’universo di Miles Davis e li riportava a casa, nel Mississippi, trasformandoli fino a farli sembrare scritti per lei. Più che attraversare i generi, li ignorava.

Due Grammy e una voce senza imitazioni

Nel 2001 Time la definì “America’s Best Singer”. Un’investitura enorme, ma adatta a un’artista che dell’assenza di confini aveva fatto la propria cifra. Vinse due Grammy, con New Moon Daughter nel 1997 e Loverly nel 2009; nel 2022 arrivò anche la nomina a NEA Jazz Master, uno dei massimi riconoscimenti del jazz americano.

L’ultimo album solista, Coming Forth by Day, uscì nel 2015 come omaggio a Billie Holiday. Anche allora Cassandra Wilson non si limitò a celebrare il passato: lo prese, lo oscurò, lo rallentò e lo fece nuovamente respirare. È forse questa la sua eredità più forte: non aver semplicemente cantato il jazz, ma avergli ricordato che per restare vivo deve continuare a cambiare.