Bonus docenti verso il taglio, scoperte diverse truffe. Il trucchetto per comprare elettrodomestici al posto dei libri
Il governo Meloni continua a lavorare alla prossima manovra finanziaria, l’obiettivo del Tesoro è risparmiare e tagliare il più possibile per accumulare il famoso “tesoretto” che serve a finanziare i provvedimenti principali di questa Legge di Bilancio, vale a dire i tagli del cuneo fiscale e dell’Irpef. Nel mirino è finito anche il bonus docenti, vale a dire quella Carta da 500 € che permette agli insegnanti di comprare libri, andare al cinema e a teatro e fare corsi di formazione. Una misura introdotta dal governo Renzi nel 2015. Ma si è scoperto – in base a quanto risulta a Il Giornale – che in molti in realtà quei soldi li usano per fare altro. Tanti gli insegnanti che, da Nord a Sud, attraverso alcune alchimie contabili e rivenditori spregiudicati, hanno acquistato elettrodomestici, lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, proiettori, cellulari, stampanti, fotocamere o scanner, incorrendo in una serie di reati.
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Su tutti “l’indebita percezione di erogazioni pubbliche“. Come è stato possibile acquistare elettrodomestici se la legge lo escludeva? In teoria – prosegue Il Giornale – si acquistava un bene regolarmente previsto, lo si restituiva qualche giorno dopo lamentando un malfunzionamento e il negoziante era “costretto” ad emettere un buono di pari valore non vincolante, che veniva destinato per acquistare costosi elettrodomestici. A volte – lo dicono alcune sentenze – gli esercenti erano complici del giochino, tanto che in questi anni alcuni commercianti sono stati condannati a pagare sanzioni per decine di migliaia di euro.


