Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Afd stravince in Sassonia-Anhalt, l’appello di Laura Boldrini: “Ora la sinistra faccia squadra per fermare la deriva dell’estrema destra”

Afd stravince in Sassonia-Anhalt, l’appello di Laura Boldrini: “Ora la sinistra faccia squadra per fermare la deriva dell’estrema destra”

L’ex presidente della Camera accusa Vannacci di avere un programma “sovrapponibile” a quello dell’Afd e lancia un appello all’Ue: “Serve un fronte unitario prima che sia troppo tardi”. L’intervista

Afd stravince in Sassonia-Anhalt, l’appello di Laura Boldrini: “Ora la sinistra faccia squadra per fermare la deriva dell’estrema destra”

Laura Boldrini: “L’Afd è il cavallo di Troia di Trump e Putin per distruggere l’Ue. La sinistra trovi un fronte comune”

“Barbarie allo stato puro.” Così Laura Boldrini definisce il programma di Vannacci, accostandolo a quello dell’Afd in Sassonia-Anhalt, la prima affermazione di un partito neonazista in Germania dal dopoguerra. Nell’intervista, rilasciata ad Affaritaliani, l’ex presidente della Camera spiega perché non si tratta solo di un voto locale: secondo lei una fetta consistente dell’elettorato tedesco avrebbe premiato l’Afd proprio per la sua contrarietà al riarmo, mentre la Cdu di Merz, inseguendo la destra sul terreno dell’immigrazione, avrebbe finito per rafforzarla. Un’analisi che si allarga fino a un monito su Trump e Putin, entrambi interessati, secondo Boldrini, a usare i partiti sovranisti per disgregare l’Unione europea.

On. Boldrini, lei ha parlato di risultato “allarmante”, definendo l’Afd “neonazista”: quali sono i principali timori o rischi del risultato del voto in Sassonia-Anhalt?

Dobbiamo leggere questo risultato come un campanello d’allarme: è la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale che, in Germania, vince un partito neonazista. E’ vero che parliamo di un land piccolo, ma stando ai sondaggi Afd può contare su un consenso molto alto in altre aree, se non in tutto il Paese, anche se non ovunque con i numeri della Sassonia-Anhalt. E la Germania è il paese membro dell’Ue che più di tutti sta investendo in riarmo. Mi chiedo se una fetta dell’elettorato dell’Afd non abbia deciso di votare questo partito proprio perché si è schierato contro il riarmo.

Vannacci e Salvini si sono congratulati con l’Afd: che lettura dà di queste prese di posizione da parte di esponenti del governo e della maggioranza italiana? E condivide alcune letture che accostano Futuro Nazionale all’Afd?

Vannacci sta letteralmente saccheggiando i voti della Lega dopo essersi fatto eleggere al Parlamento Europeo con il Carroccio. E ora Salvini, che è artefice di questo disastro, cerca di inseguirlo sul suo terreno: è una gara a chi è più a destra, più populista, più filorusso, più anti-migranti, più suprematista, più antieuropeista. Una gara deprecabile. Congratularsi con Afd è tristemente naturale per entrambi, in questo senso. Soprattutto per Vannacci che ha un programma del tutto sovrapponibile a quello di Alice Weidel, dalla remigrazione alle classi separate per i bambini e le bambine con disabilità. Barbarie allo stato puro. In tutto questo Meloni tace perché ovviamente è in grande difficoltà.

Leggi anche: “Con Afd al governo in Germania l’Europa verrebbe stravolta. Ecco i possibili scenari”. L’analisi

Lei è stata portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati per oltre un decennio: guardando all’ascesa dell’Afd, che è un partito apertamente anti-immigrazione, teme un effetto domino sulle politiche d’asilo tedesche ed europee?

Purtroppo le politiche tedesche, come quelle dell’Ue, da qualche tempo hanno già subito una virata che mette in discussione la lunga tradizione europea di tutela del diritto di asilo delle persone. Penso al patto europeo su migrazione e asilo entrato in vigore a giugno scorso, ma anche l’ultima mossa di Merz, di rimandare i dublinanti in Italia, va in questa direzione. E, a mio avviso, il problema è proprio questo: alimentare questa narrazione emergenziale, il racconto di un’invasione che i numeri non supportano e, in sostanza, inseguire l’estrema destra sul suo terreno ha penalizzato la Cdu e in generale tutti i partiti che la usano anche altrove. E’ una strategia totalmente miope che premia proprio l’estrema destra che offre le soluzioni più radicali. L’immigrazione è un fenomeno strutturale che va gestito con criterio e tutelando i diritti delle persone. È aberrante criminalizzare chiunque provenga da altri Paesi, pensare di fare deportazioni di massa di chi ha origini non autoctone. Si tratta di barbarie, misure che generano crimini e odio, e che cancellano la civiltà giuridica europea.

Al di là della Germania, quale campanello d’allarme rappresenta questo voto per il resto dell’Unione Europea, in un momento in cui anche altri governi virano a destra?

Non è un caso che a festeggiare i risultati tedeschi siano sia Trump sia Putin, cioè i due autocrati che più di tutti sperano nella disgregazione dell’Unione europea. E Afd è il cavallo di Troia perfetto per questo disegno, come lo sono Le Pen in Francia, Vox in Spagna, la destra e Vannacci in Italia. Il disegno è distruggere l’Ue usando i nazionalisti-sovranisti come grimaldello. A questo dobbiamo opporci con tutte le nostre forze se vogliamo salvare il grande progetto di pace e convivenza tra i popoli che è l’Ue, ma anche se vogliamo sopravvivere dal punto di vista economico e sociale. Ovviamente bisogna rendere l’Ue capace di decidere, di superare il voto all’unanimità, di fare politiche a sostegno dei giovani, dell’economia sostenibile e di giocare nel mondo un ruolo di pace.

Di fronte all’avanzata di partiti come l’Afd in Germania e alle tensioni interne che si registrano anche a destra in Italia, non crede che sia ormai urgente per la sinistra italiana ed europea costruire un fronte comune contro queste derive, anziché limitarsi a condanne isolate caso per caso?

Ne sono profondamente convinta e a questo il Pd sta lavorando ormai da anni sia a livello nazionale, con la linea “testardamente unitaria” della segretaria Schlein, sia a livello europeo intessendo rapporti solidi con i partiti socialisti del resto del Continente. È stato molto rigenerante vedere a Barcellona tanti partiti progressisti confrontarsi sui temi del futuro e rappresentare l’alternativa alla destra.
Non ci sono altre strade percorribili se non un fronte internazionale unitario che abbia proposte chiare e radicali per affrontare i problemi reali delle persone dal lavoro povero alla precarietà, dalla sanità pubblica ormai sempre meno accessibile, all’emergenza climatica che si abbatte non solo sui settori produttivi, ma anche sulle fasce più deboli della popolazione, passando per la scuola e il caro-bollette. Come ha detto, giustamente, Elly Schlein, basta parlare di noi: gli italiani hanno problemi concreti, parliamo delle proposte che abbiamo per il Paese e per l’Ue.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA