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“Alla fine dal M5S si esce. Cappellani, Fioramonti e altri come me…”

Parla il senatore Ugo Grassi, recentemente passato dai 5 Stelle alla Lega

“Alla fine dal M5S si esce. Cappellani, Fioramonti e altri come me…”
Ugo Grassi
Anche il deputato Santi Cappellani ha lasciato il Movimento 5 Stelle. Che cosa sta succedendo? “Mi pare ormai abbastanza chiaro; tutti quelli che sono usciti hanno lanciato più o meno la stessa accusa: all’interno del Movimento non c’è nessuna democrazia. I vertici decidono tutto e gli…

Anche il deputato Santi Cappellani ha lasciato il Movimento 5 Stelle. Che cosa sta succedendo? “Mi pare ormai abbastanza chiaro; tutti quelli che sono usciti hanno lanciato più o meno la stessa accusa: all’interno del Movimento non c’è nessuna democrazia. I vertici decidono tutto e gli altri devono solo ratificare senza alcuna possibilità di dialogo e di confronto, anche su quei temi dove i singoli con le loro competenze professionali potrebbero dare un contributo. Tutto ciò è frustrante e alla lunga si decide di non rimanere, anche perché l’alleanza con il Pd è contronatura e impossibile da sopportare”. E’ l’analisi del senatore Ugo Grassi, eletto con i 5 Stelle e recentemente passato nella Lega, intervistato da Affaritaliani.it.

Quanto al caso dell’ex ministro Fioramonti, Grassi afferma: “Lorenzo parte da critiche non diverse dalle mie, anche se le nostre posizioni politiche sono differenti. Ma alla base della sua decisione c’è lo stesso tipo di malessere. E’ la conferma che nel M5S non c’è spazio per fare politica”. E’ il capo e ministro degli Esteri che decide tutto? “Sicuramente ai miei occhi e per la mia esperienza personale Luigi Di Maio prende tutte le decisioni insieme a un gruppo di collaboratori che è sulle stesse posizioni”.

Davide Casaleggio e Beppe Grillo che ruolo giocano? “Il ruolo di Davide Casaleggio è indefinito, direi quasi misterioso: non sono neanche in grado di dare una risposta precisa e puntuale a questa domanda. Lui si definisce un semplice attivista ma è evidente che abbia un peso specifico importante. Sui singoli temi poi non prende mai posizione in maniera esplicita ed è molto complicato capire in che modo influisca sulle scelte del Movimento. Beppe fa il padre nobile e sostanzialmente non interviene. Avrebbe dovuto farlo da tempo, soprattutto dopo il netto calo di consensi all’indomani delle elezioni europee”, spiega il senatore Grassi.

Ci saranno altre uscite di parlamentari dal M5S? “E’ difficile dirlo, il malcontento è sicuramente molto diffuso anche se prendere la decisione di uscire è estremamente difficile e complicata perché crea sofferenza nelle persone. No so dire in quanti decideranno di assumere una posizione uguale alla mia, ma il malessere e le lamentele sono molto diffuse. Sicuramente è così al Senato ed è ragionevole pensare che sia la stessa cosa anche alla Camera”.

Grassi poi afferma di trovarsi “molto bene nella Lega” e di avere “un eccellente rapporto con i colleghi” del nuovo gruppo. “Il mio arrivo alla Lega è il frutto di un percorso lungo, già con lo scorso governo mi era accorto che con i colleghi leghisti si potevano fare discorsi e  progetti sul piano politico. Tutto ciò ha avuto come sbocco naturale della crisi con il M5S l’approdo alla Lega”.

Sul rapporto tra la Lega e Fratelli d’Italia, viste le differenze sul caso Iran-Usa, Grassi afferma: “FdI è stata più critica di Salvini, che invece ha pubblicamente elogiato Trump. E’ normale, il Centrodestra è formato da tre partiti e non da uno solo e ciò implica che non si possa essere d’accordo su tutto. Fa parte della politica”.

Salvini candidato premier in caso di elezioni politiche anticipate o punterete su Giancarlo Giorgetti? “I vertici troveranno la soluzione migliore, posso dire che ho aderito a un partito che si chiama Lega Salvini premier e quindi allo stato il candidato alla presidenza del Consiglio è Salvini. Auspico che si voti presto perché, come ha detto Giorgetti, il governo è un malato grave e basta anche un raffreddore per farlo cadere. Poi lo sbocco naturale della crisi sarebbe lo scioglimento delle Camere e le elezioni politiche anticipate”. Infine il senatore Grassi sottolinea: “Ritengo probabile che si voti quest’anno, e non tanto per eventuali crisi interne ma perché molto presto la crisi economica e quella politica presenteranno il conto”, conclude.