Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » L’analisi: “Napolitano è come Pertini. Simbolo di un’Italia che non cresce”

L’analisi: “Napolitano è come Pertini. Simbolo di un’Italia che non cresce”


Alessandro Amadori, semiologo e numero uno di Coesis Research, analizza con Affaritaliani.it la rielezione di Giorgio Napolitano al Quirinale. “Il Presidente ricorda Pertini. E’ un elemento di certezza, un simbolo storico in un panorama di caos. Ma tutta la società italiana guarda al passato e non al futuro”. I leader politici? “Insufficienti Bersani (non ne ha azzeccata una), Renzi (secchione discolo) e Grillo (il M5S va oltre il suo leader). Berlusconi, invece, merita otto. Si è configurato come un uomo di mediazione e di saggezza che cura gli interessi nazionali”.

Che cosa significa la ricoferma di Giorgio Napolitano al Quirinale per la politica italiana?
“E’ tutta la società italiana che guarda al passato e non al futuro. Ho appena terminato una ricerca e l’Italia del 2012 assomiglia moltissimo a quella del 2009. L’intero Paese non fa alcun scatto in avanti. Anche le elezioni di febbraio hanno prodotto solo confusione”.

Tornando al Capo dello Stato?
“Napolitano ricorda Pertini. E’ un elemento di certezza, un simbolo storico in un panorama di caos. Il paragone con Pertini è perfetto, perché Napolitano rappresenta la continuità dell’identità nazionale, quando non immaginiamo un futuro per l’Italia. E’ nato come di parte ed è diventato trasversale e di garanzia”.

Passiamo al leader politici. Bersani come lo vede?
“Poverino. Troppo facile dire che merita un voto insufficiente: non ne ha azzeccata una dal voto in poi. Certo, ci ha messo buona volontà e tanto impegno. Quindi direi cinque e non quattro. Ma la strategia è stata tutta sbagliata”.

E il sindaco di Firenze?
“Renzi non merita un voto più elevato di Bersani. Ha fatto uscite discutibili quando non era opportuno farlo. Renzi è un personaggio sopravvalutato, anche gli argomenti usati per criticare la Finocchiaro sono risibili. E’ un secchione discolo, tanto impegno e pochi risultati”.

Il Cavaliere?
“Berlusconi merita un otto pieno. Bravissimo. Ha resuscitato un agonizzante Pdl e si è configurato come un uomo di mediazione e di saggezza che cura gli interessi nazionali”.

Beppe Grillo?
“Cinque. Cosa ha portato a casa? Lo stallo da settimane, la possibilità persa di un governo a 5 stelle. Cresce la tendenza del suo movimento ad andargli oltre e a superarlo”.

In conclusione…
“Tutte le leadership sono insufficnenti tranne Berlusconi e Napolitano, anziani e grandi protagonisti. Sono i soggetti migliori. Gli altri non hanno portato a casa quasi nulla”.

@AlbertoMaggi74