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Voto, Affari azzecca le stime. E il Corriere intervista il sondaggista

Elezioni Amministrative 2016: alle 23 di domenica 5 su Affari le previsioni corrette! Il sondaggista Alessandro Amadori spiega come ha fatto

Voto, Affari azzecca le stime. E il Corriere intervista il sondaggista
Le “estimation” pubblicate da Affaritaliani.it alle 23 di domenica sulle 5 principali città italiane chiamate a eleggere il sindaco, realizzate in collaborazione con il sondaggista Amadori, si sono rivelate azzeccate quasi al millimetro. Eccole

Le “estimation” pubblicate da Affaritaliani.it alle 23 di domenica sulle 5 principali città italiane chiamate al voto per le elezioni amministrative, realizzate in collaborazione con il sondaggista Alessandro Amadori, vicepresidente dell’Istituto Piepoli, senza conoscere né gli exit poll né tantomeno le proiezioni, si sono rivelate azzeccate quasi al millimetro, tanto che Amadori è stato intervistato oggi dal Corriere della Sera e ha spiegato il segreto del suo successo previsionale.

 

Ecco le estimation integrali publicate da Affaritaliani.it (Roma, Raggi oltre il 30%. Meloni vicina a Giachetti. Milano, testa a testa Sala-Parisi. Pd sotto il 50% a Torino e Bologna. Napoli, de Magistris al 40%) e i risultati definitivi delle elezioni sul sito del Viminale.

 

L’INTERVISTA

“Così ho azzeccato i risultati di tutte le sfide”

Il ricercatore Amadori: per le mie stime servono i sondaggi ma anche l’analisi del web Per fare previsioni sui ballottaggi bisogna aspettare qualche giorno, quando le persone ricominceranno a discutere sulla Rete Il metodo «Il singolo dato può essere fallace, è l’insieme dei test che individua la tendenza»

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Di Massimo Rebotti

Milano Ha fatto le sue previsioni mentre ancora si votava e le ha azzeccate tutte. Alessandro Amadori è un ricercatore, insegna al Laboratorio di psicologia della politica all’università Cattolica di Milano.

Ha indovinato le proporzioni del successo di Raggi a Roma, il secondo posto di Giachetti, lo scarto ridottissimo tra Sala e Parisi a Milano, le percentuali di Fassino e de Magistris, il boom di Chiara Appendino a Torino, il secondo posto di Lettieri a Napoli e Borgonzoni a Bologna. Insomma, ha indovinato tutti i pronostici, centrando quasi al millimetro anche le percentuali dei candidati (le stime sono state pubblicate da Affaritaliani.it , ovviamente prima che si conoscesse il responso delle urne).

Professor Amadori, come ha fatto?

«Semplice, credo nella statistica».

Cioè?

«Ho applicato alle cinque sfide nelle principali città le tecniche della meta analisi».

Come funziona ?

«Tre mosse: si raccolgono tutti i sondaggi elettorali che sono stati pubblicati su una determinata sfida; si elaborano statisticamente i dati per individuare la tendenza sottostante; e poi si utilizza l’analisi del sentiment sulla rete su quella determinata elezione».

Quest’ultimo punto non pare molto scientifico.

«Affatto. Ci sono algoritmi appositi che analizzano i “flussi conversazionali” sul web, come cioè le persone parlano di un determinato argomento, in questo caso dei candidati».

Lei si occupa anche di sondaggi.

«Sì, ma in questo caso non c’entra. Per le mie stime utilizzo i sondaggi che fanno gli altri».

Ma i sondaggi politici ultimamente hanno preso anche grandi cantonate.

«Il punto non è il singolo sondaggio, che può essere fallace. È l’insieme dei sondaggi, la serie storica, che individua con precisione la tendenza. È lo stesso principio che si usa in medicina: per testare un antibiotico si usano tutte le ricerche, non una sola».

Perché ha bisogno anche dell’analisi del web per fare la previsione?

«Perché negli ultimi quindici giorni prima del voto i sondaggi non si possono pubblicare. Quindi l’analisi del web serve come “correttivo”, tanto più che il voto ormai è sempre più last minute, il 15% degli elettori decide ormai nelle ultime 72 ore. Poi, come in medicina, ci vuole un po’ di occhio clinico: a Milano, per esempio, dal monitoraggio della Rete si capiva che Stefano Parisi era tonico, che era riuscito a creare parecchio “rumore” attorno al suo nome».

Continua a fare paralleli con la medicina.

«Certo. La medicina studia le cellule biologiche, la sociologia studia le cellule sociali, come decidono di muoversi: in pratica individua lo “spirito del tempo”».

Previsioni per i ballottaggi?

«È più difficile perché non ci sono sondaggi da elaborare. Ma le farò lo stesso, tra qualche giorno però, quando le persone avranno ricominciato a discutere di politica sul web. Ora si stanno riposando».

Chi è
Alessandro Amadori, 56 anni, è uno psicologo. Autore di saggi sulla comunicazione politica, è vicepresidente dell’Istituto Piepoli