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Politica

Di Tommaso Cinquemani
 twitter@Tommaso5mani

giuliano amato 500

L'accordo tra gli sherpa sarebbe quasi chiuso. Gli uomini di Bersani e Berlusconi avrebbero raggiunto una intesa sul nome di Giuliano Amato per il Quirinale. Il 'dottor sottile' (come lo soprannominò Scalfari per il suo acume politico e la gracilità fisica) sarebbe l'unico candidato a sopravvivere ai veti incrociati. Bersani infatti aveva inizialmente puntato su Anna Finocchiaro, apprezzata anche dalla Lega Nord. Ma dal Pdl non ne vogliono sapere e anche all'interno del partito non piace all'area renziana. Romano Prodi avrebbe tutte le carte in regola per salire al Colle più alto, ma il suo nome non piace a Berlusconi (con il quale si scontrò in campagna elettorale) e ci sono troppi misteri sulla seduta spiritica durante il rapimento Moro. Fino a venerdì mattina era in auge Franco Marini, ma poi all'interno del Pd in molti hanno sollevato malumori. Vendoliani, dalemiani, renziani, tutti contro di lui. Dal lato Pdl c'è chi ancora insiste con Gianni Letta, ma gli onorevoli democratici mai accetteranno di votare per lui.

C'è però una macchia nera sulla figura di Amato: la sua pensione dorata. I dati non sono chiari, ma sembra che l'ex premier prenda trentunomila euro al mese. Una bella somma, che a molti ha fatto storcere il naso. Amato ha dichiarato di devolvere gran parte dei redditi in beneficienza, ma se Renzi ha impallinato la Finocchiaro perché si faceva spingere il carrello dell'Ikea dai bodyguard, c'è da immaginare quale fuoco di fila si solleverà contro il 'dotto sottile' se il suo nome uscisse dall'urna.


 

bonino

Il punto di svolta potrebbe avvenire nelle prossime ore, quando Bersani e Berlusconi si incontreranno. In quell'occasione tutto può succedere e se dovesse saltare l'intesa su Amato, spiegano fonti vicine al Cavaliere, si applicherà la legge del "vince non chi ha più amici, ma chi ha meno nemici". I veti incrociati infatti faranno a pezzi i candidati degli opposti schieramenti (almeno che il Pd decida di andare da solo per la sua strada). E allora il nome che più ha possibilità di risultare vincente nell'urna è quello di Emma Bonino.

Sarebbe il candidato della svolta. Come per il Vaticano Papa Francesco ha portato una ventata di novità, per la Repubblica sarebbe lo stesso, giurano in molti. La Bonino infatti ha un curriculum di tutto rispetto, con incarichi a livello internazionale e conoscenze in tutta la zona euro. E' una donna e soprattutto nei sondaggi è il nome più ricorrente e che sta sempre in cima alla lista. Sarebbe la persona giusta per spolverare dalle ragnatele la 'vecchia politica' e riavvicinare la gente alla 'cosa pubblica'. L'unico neo sono i cattivi rapporti con la Chiesa.

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