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Politica
Amministrative, il Pd vince in Piemonte e Abruzzo. Firenze a Nardella

Ecco tutti i risultati

REGIONALI IN PIEMONTE

REGIONALI IN ABRUZZO

COMUNALI

Sull'onda lunga del successo delle Europee, il Pd sbanca anche alle amministrative. Il Piemonte e l'Abruzzo vanno al centrosinistra, con Sergio Chiamparino e Luciano D'Alfonso che strappano le due Regioni alla Lega Nord e a Forza Italia. Otto comuni sono confermati alla sinistra, tra cui Firenze (plebiscito per l'ex vice di Renzi, Nardella), Modena e Ferrara; tre, Ascoli Piceno, Tortolì e Teramo, restano al centrodestra. Prato dal centrodestra passa al centrosinistra, altri 15 comuni andranno al ballottaggio, tra cui Bari, Bergamo, Padova.

Il Pd fa il pieno (o quasi) e si riprende tanto il Piemonte quanto l'Abruzzo. Senza scossoni, Firenze va al dem Dario Nardella, uomo del premier Matteo Renzi. Torneranno alle urne tra due settimane Bari, Livorno, Padova, Modena, Foggia, Potenza, Perugia, Terni, Bergamo, Cremona e Pavia. Certa la vittoria del Pd a Pesaro, Sassari, Ferrara, Forlì, Reggio Emilia, Campobasso e Prato, rinconquistata dai democratici dopo cinque anni di centrodestra.
 
E' cominciato alle 14 di ieri lo spoglio per le elezioni amministrative. Oltre che per le europee, infatti, domenica si è votato in Piemonte e in Abruzzo per la presidenza della regione e in 4.095 Comuni – tra cui Firenze e Bari – per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. I ballottaggi sono stati fissati per l’8 giugno. Si parte proprio con lo scrutinio delle regionali. A seguire lo spoglio per gli altri Comuni tra cui 27 capoluoghi di provincia (Biella, Verbania, Vercelli, Bergamo, Cremona, Pavia, Padova, Ferrara, Forlì, Modena, Reggio Emilia, Firenze, Livorno, Prato, Perugia, Terni, Ascoli Piceno, Pesaro, Pescara, Teramo, Campobasso, Bari, Foggia, Potenza, Caltanissetta, Sassari, Tortolì).

In Piemonte, dopo il trionfo netto del Pd alle europee, la strada è spianata per il candidato del centrosinistra Sergio Chiamparino,che guida nettamente lo spoglio elettorale con il 47,% dei consensi, quasi il 100 % delle sezioni scrutinate. Il candidato alla presidenza per M5S, Davide Bono, lo segue con un distacco di più del doppio con il 21,4% dei consensi.

In Abruzzo alle europee la forbice tra Pd e Movimento 5 Stelle è stata molto più stretta che nel resto del paese: 32,38% contro il 29,74%, con Forza Italia al 18,69%. Sul voto europeo, dunque, il 5 Stelle abruzzese ha conquistato il miglior risultato in Italia, ma lo stesso risultato declinato in chiave di elezioni regionali ha fornito un esito molto diverso. Infatti, può ormai proclamarsi vincitore Luciano D'Alfonso, 49enne ex sindaco di Pescara. Il candidato alla presidenza della Regione Abruzzo per il Partito democratico, con il 47% delle preferenze, appare ormai irraggiungibile. D'Alfonso, appoggiato da Sel, Psi, Idv, Centro democratico e dalle liste 'Regione facile - Luciano presidente', 'Valore Abruzzo - Luciano presidente' e 'Abruzzo civico', ha staccato di poco meno di 20 punti percentuali il governatore uscente Giovanni Chiodi, candidato di Forza Italia e sostenuto da Fdi, Ncd e dalla lista 'Abruzzo futuro'. Chiodi si è attestato intorno al  29%. Una tornata elettorale che ha anche decretato il crollo del M5S che con la sua candidata Sara Marcozzi non è andato oltre il 20 per cento.

"Mi aspettavo di vincere con consistenza - ha commentato a caldo D'Alfonso - perché ho girato in lungo e in largo. Ho fatto 16mila chilometri di ascolto. Ho girato ogni piazza, ho incontrato tutti coloro i quali avevano o disagio, o speranza, o desideri  o bisogni. Quindi ho incontrato l'Abruzzo" .

Bari e Firenze, come detto, sono le città più grandi chiamate a eleggere sindaco e consiglio comunale. Nel capoluogo pugliese, però, è ormai certo il ballottaggio: la sfida dei candidati sindaci del centrodestra Mimmo Di Paola e del centrosinistra Antonio Decaro si è giocata fino all'ultimo voto mentre è stato caos nei seggi per le operazioni di spoglio (FOTO). Sono infatti numerose le contestazioni che emergono: tanto il voto disgiunto quanto le preferenze di genere hanno creato confusione negli elettori e dubbi negli scrutatori. Al momento è stata rilevata la metà delle sezioni: 172 sezioni su 345. Decaro viaggia sul 48.56%, Di Paola sul 36.83%, il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Sabino Mangano, raggiunge il 7.38% e l'ex pm Desirèe Digeronimo è al 3.19 (segui la diretta).

I fiorentini invece hanno scelto il successore di Renzi. E' il candidato dem Dario Nardella, già facente funzioni dopo la nomina di Renzi a premier, che ottiene quasi il 60% dei consensi.

Sempre in Toscana, a Prato,  Matteo Biffoni (Pd) ha vinto con il 58,53%. A Livorno, invece, ci sarà un inaspettato ballottaggio tra centrosinistra e M5S. Il candidato di centrosinistra Marco Ruggeri è al 39,9%, mentre al secondo posto, col 19,3%, sta il grillino Filippo Nogarin: sarebbe la prima volta per un candidato di centrosinistra, a fronte del 52% dato dai livornesi al Pd per le europee.

A Perugia in testa c'è il sindaco uscente Wladimiro Boccali del centrosinistra. con il 48,7% dei consensi, ma in Umbria il primo sindaco eletto è Egildo Spada (Lista civica), confermato primo cittadino del più piccolo Comune della regione, Poggiodomo (Perugia) con soli 135 abitanti. La sua vittoria era scontata essendo candidato senza avversari: per lui 80 voti validi e una scheda nulla.

Dall'Emilia Romagna, arrivano con il contagocce i dati da Modena. Ma sotto sera è chiaro che l'effetto Renzi, travolgente un po' in tutta Italia, nel capoluogo estense non basta a Gian Carlo Muzzarelli. Il candidato Pd non è riuscito a passare al primo turno, indebolito da primarie al veleno e da una forte concorrenza a sinistra. Finito lo spoglio, Muzzarelli si è fermato al 49,7%, a una manciata di voti dal successo al primo turno. Pur avendo staccato di gran lunga tutti gli avversari, l'assessore regionale della giunta guidata da Vasco Errani dovrà affrontare tra due settimane un ballottaggio insidioso col grillino Marco Bortolotti, che ha preso il 16,3 per cento.

A Reggio Emilia - la città che fino allo scorso anno è stata amministrata dall'attuale sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio - il candidato del Pd Luca Vecchi è al 56% per cento. Nel corso del pomeriggio, in due seggi cittadini i Cinquestelle denunciano brogli.

In Lombardia, si va al ballottaggio a Bergamo fra il sindaco uscente Franco Tentorio (centrodestra) e il candidato del centrosinistra, Giorgio Gori. A scrutinio quasi concluso il primo ha ottenuto oltre il 42% mentre Gori più del 45%. Distanziati gli altri candidati, a partire dal grillino Marcello Zenoni, che si è fermato a 4.700 voti, circa l'8%. Ballottaggio probabile anche a Pavia, finora guidata da Alessandro Cattaneo (Forza Italia e Lega Nord) che a metà scrutinio non riesce a raggiungere il 50 per cento. Lo sfidante, Massimo Depaoli (Pd, liste civiche, Idv), non arriva al 40.

Con gli 11 comuni del Trentino-Alto Adige che hanno anticipato le elezioni al 4 maggio, sono andati al voto complessivamente 4.098 comuni, di cui 3.901 appartenenti a regioni ordinarie e 197 a regioni a statuto speciale. Da segnalare che si eleggono i primi sindaci di ventiquattro nuovi comuni istituiti nel 2014 e di altri due comuni istituiti nel dicembre 2013 mediante processi di fusione di territorio. In tali amministrazioni hanno trionfato perlopiù le liste civiche.

Superano i 100.000 abitanti: Bari, Bergamo, Ferrara, Firenze, Foggia, Forlì, Livorno, Modena, Padova, Perugia, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Sassari e Terni. Il comune più piccolo alle elezioni è Pedesina (SO), che con i suoi 33 abitanti è anche il più piccolo d'Italia. L'ottantaseienne Ciriaco De Mita (Udc) stravince con l'80 per cento dei consensi a Nusco (provincia di Avellino, nel cuore dell'Irpinia), suo paese natale e storico "feudo" Dc. Sempre in Campania, a Nola, dove nel 1548 nacque il filosofo Giordano Bruno, la sfida è fra il sindaco uscente Geremia Biancardi del centrodestra e Maria Franca Tripaldi, candidata del Pd.

Ad Acerenza (in provincia di Potenza) e ad Accettura (in provincia di Matera) il mancato raggiungimento del 50% più uno dei votanti non ha permesso alla sola lista in corsa di costruire una nuova amministrazione. Stessa situazione a Chiauci, (Isernia), dove non è stato raggiunto il quorum votanti.

Pontida, paese nel Bergamasco dove si celebra il tradizionale raduno della Lega Nord, resta una roccaforte del Carroccio. Gli abitanti hanno scelto il candidato espresso dalla Lega, Luigi Carozzi, che ha centrato la vittoria con il 42,93% dei voti, La Lega registra tuttavia una flessione dei consensi rispetto alle ultime amministrative quando il sindaco uscente, Pierguido Vanalli, si affermò con il 57,19% delle preferenze. La Lega conquista Maletto, in provincia di Catania.

Anche Centro democratico, il movimento di Bruno Tabacci, conquista un sindaco. Si tratta di Elena Torri eletta con 54% a Lizzano in Belvedere, in provincia di Bologna.

In Sicilia, Vittorio Sgarbi perde la battaglia elettorale a Salemi dove si era ricandidato, da solo, con la lista del Partito della Rivoluzione. A Novellara, in provincia di Reggio Emilia, vince per il centrosinistra Elena Carletti, figlia di Beppe, leader della band "I Nomadi". E anche la sorella di Renzi, Benedetta, diventerà assessore comunale a Castenaso, piccolo comune alle porte di Bologna, dove ha vinto il candidato del centrosinistra Stefano Sermenghi.

 

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