Politica
Anniversario della morte di Bettino Craxi, ecco quando la folla gli lanciò addosso delle monetine all'uscita dell'hotel Raphael
Il 3 luglio 1992 Bettino Craxi ammise alla Camera che il finanziamento ai partiti era in gran parte illegale, sfidando i deputati a smentirlo. Un momento chiave di Tangentopoli

Il 3 luglio 1992, nel pieno dello scandalo di Tangentopoli, Bettino Craxi prese la parola alla Camera dei Deputati e pronunciò un discorso destinato a entrare nella storia politica italiana.
L’ex presidente del Consiglio e segretario del Partito Socialista ammise pubblicamente che il sistema di finanziamento dei partiti era in larga parte «irregolare o illegale», sfidando apertamente gli altri parlamentari a smentirlo.
Era l’Italia travolta dalle inchieste di Mani Pulite: arresti, tangenti, appalti truccati. Craxi tentò una difesa politica più che giudiziaria, sostenendo che la corruzione fosse un fenomeno diffuso e sistemico, non limitato al suo partito.
«Se gran parte di questa materia deve essere considerata criminale – disse – allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale». Nessuno, quel giorno, si alzò a contraddirlo.
La strategia non funzionò: Craxi fu travolto dalle indagini e nel 1994 fuggì in Tunisia, dove morì da latitante nel 2000. Quel discorso resta però uno dei momenti simbolo della fine della Prima Repubblica.
