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Rai, Anzaldi (Pd): “Via 130 dirigenti. Esubero del 30%”

“La campagna elettorale sulla Rai per le elezioni Amministrative è stata brutta e piena di violazioni della par condicio”

“La campagna elettorale sulla Rai per le elezioni Amministrative è stata brutta e piena di violazioni della par condicio”. Ad affermarlo ad Affaritaliani.it è il segretario della Commissione di Vigilanza Rai Michele Anzaldi (Pd). “Il problema – spiega – è che della par condicio ci si occupa solo quando si vota mentre per il resto dell’anno e della vita nessuno se ne occupa. Nessuna sa come funziona”.

“La prova di quello che dico è che ognuno dice che la par condicio è stata violata, sia la maggioranza sia le opposizioni. Fico, Brunetta, Gasparri tutti hanno fatto un esposto. Compreso il Pd. Significa che qualcosa non funziona. Poi c’è stato l’incidente di Ballarò. Per due martedì di fila, questo e quello precedente, in piena chiusura di campagna elettorale, non è stato invitato nessun esponente del Pd, il primo partito italiano”, afferma Anzaldi. “E i martedì sono addirittura tre, considerando che quello prima ancora c’era Giachetti, candidato sindaco e quindi non uomo di partito”.

“Ma la colpa non è di Giannini bensì dei funzionari alle sue spalle che devono leggere i dati e capire chi deve andare in trasmissione e per quanto tempo. Io ho difeso Giannini (http://www.repubblica.it/politica/2016/05/31/news/rai_esposto_guerini-serracchiani_a_agcom_su_esclusione_pd-141036256/) perché il problema sono i funzionari chiamati a controllare il minutaggio. Nel comunicato della Rai, poi, si dice il falso. C’è scritto che Forza Italia è stata assente, zero minuti. Ma la settimana precedente c’è stato Brunetta per otto minuti e mezzo. Nel periodo di campagna elettorale, a Ballarò, i partiti di opposizione hanno avuto insieme il 35%, il Pd ha avuto il 22%, e manca ancora da conteggiare il tempo dato a Salvini nell’ultimo martedì. Il leader della Lega è stato invitato due volte in meno di un mese. Ma di fronte a questi dati hanno deciso di escludere il Pd nel momento clou della campagna”.

“L’altro errore commesso – continua Anzaldi – è che si conteggia il governo con i partiti, cosa che non va fatta e che è stata ribadica anche da un recente parere dell’Agcom ( http://www.agcom.it/documents/10179/3602961/Delibera+8-16-CONS/0d30d092-0d62-40df-ba93-f4d4ea0481de?version=1.1). Neanche la Rai capisce che il governo non c’entra e che va levato dai conteggi dei minutaggi. Un altro pasticcio è che le trasmissioni come Ballarò sono ricondotte a testate giornalistiche, il Tg3 in questo caso, e quindi si conteggia tutto insieme. Ma se si guarda solo Ballarò il Pd  è stato penalizzato”.

“Campo dall’Orto fa l’amministratore delegato, quindi è chiaro che debba assumersi la responsabilità di quello che succede. Ma lui ha più dirigenti di tutte le televisioni in Europa. Ma sono dirigenti solo a fine mese quando prendono lo stipendio. Non deve essere Campo dall’Orto a fare i conteggi ma i suoi più di mille dirigenti che ha”. Servirebbe una sforbiciata di questi dirigenti? “Sono i numeri che dicono che sono troppi, essendo più di quelli che ha la Bbc che è un esempio al mondo: la TV inglese ne ha 444, la Rai 573, ben 130 in più”. Quanti ne andrebbe tenuti e quindi quanti ne andrebbero mandati via? “Non lo so, di certo è singolare che la Rai abbia quasi il 30% di dirigenti in più della Bbc, sebbene a Londra abbiano quasi il doppio dei dipendenti di Viale Mazzini. E poi la Rai sfora anche sugli esterni, secondo l’esposto Usigrai all’Anac di Cantone”.