Intervista di Affaritaliani.it a Guido Crosetto (imprenditore, ex sottosegretario alla Difesa, già fondatore di Fratelli d’Italia, ormai distaccato, ma profondo osservatore e conoscitore della politica italiana) sul caso Autostrade dopo la decisione del Consiglio dei ministri.
Come vede l’accordo trovato in Consiglio dei ministri su Autostrade?
“Per valutare come finirà è fondamentale capire quale sarà il prezzo delle azioni su cui si farà l’aumento di capitale con cui Cdp entrerà in Aspi”.
Qualche esempio?
“Se la valutazione è di 23 miliardi o di 7. E da questo che cambia tutto e si capisce chi ha vinto”.
Ok, ma a parte il prezzo, il governo ha preso la decisione migliore?
“Mah, ho dei dubbi questa scelta di andare, tra virgolette, alla gestione statale”.
Perché?
“Era il momento giusto per riprendere in mano la discussione di tutto il sistema concessionario, magari prevedendo uno spacchettamento tra più soggetti, per garantire un po’ di vantaggi”.
Quali vantaggi scusi?
“Si sarebbe potuta usare la leva della concorrenza che aumenta la qualità del servizio e riduce i costi per lo Stato. Il governo voleva intervenire su di loro e quindi era l’occasione per affrontare questo tema”.
Il governo Conte esce più forte o più debole?
“Il governo è forte sempre allo stesso modo. Ci sono interessi, diversi, che non vogliono la caduta dell’esecutivo. E quindi resta in piedi”.
Quali?
“Qualcuno pensa all’elezione del presidente della Repubblica, qualcuno pensa di restare presidente del Consiglio o ministro e altri hanno paura di andare a casa per sempre se finisce la legislatura. Ci sono mille ragioni che tengono in piedi il governo”.
Conte durerà fino al 2023?
“A oggi il 2023 sembra lontano, diciamo che ha tutta l’intenzione di restare in sella almeno fino all’elezione del nuovo Capo dello Stato”.
Allora, chi ha vinto su Autostrade nella maggioranza?
“Ripeto, finché non c’è il prezzo non si capisce. E infatti oggi il titolo in Borsa è salito”.
Ok, chiaro, ma un giudizio a caldo?
“I Benetton potrebbero anche uscirne bene economicamente, poi come impostazione il Movimento 5 Stelle e Conte hanno avuto certamente la meglio”.


