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Attacchi hacker, Tajani: “Ne abbiamo respinti tantissimi, non ci facciamo intimidire. Al G7 parleremo di guerra ibrida”

“I responsabili? Qualcosa ci porta a guardare a Est”, dice il titolare della Farnesina

Attacchi hacker, Tajani: “Ne abbiamo respinti tantissimi, non ci facciamo intimidire. Al G7 parleremo di guerra ibrida”

“Domani al G7 di Parigi si discuterà anche della guerra ibrida e degli ultimi attacchi cyber. Barrot ha accettato la mia proposta di inserirla all’ordine del giorno. Sarà presente anche il ministro degli Esteri ucraino”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa alla Farnesina. “Abbiamo respinto tantissimi attacchi hacker nell’ultimo periodo. Tra questi anche quando Zelensky ha visitato l’Italia. Non ci facciamo intimidire da questi attacchi cyber, reagiamo e siamo in grado di respingerli”, ha aggiunto.

Quanto ai responsabili, “Io non credo che la Russia voglia dichiarare guerra all’Europa e all’Occidente, ma per quanto riguarda questo tipo di attacchi che puntano a creare il caos, qualcosa ci porta a guardare a Est”, ha detto Tajani. Sul tema della sicurezza cibernetica “stiamo lavorando intensamente dal 2022, ma dal primo gennaio di quest’anno c’è un’operatività completamente differente e molto più organizzata anche dal punto di vista tecnico per respingere questo tipo di attacchi”.

“Quando parliamo, per essere chiari, di fondi per la sicurezza, parliamo anche di fondi per la sicurezza cibernetica e quindi anche per la difesa contro questi tipi di attacchi hacker”, ha aggiunto.

“Obiettivo condizionare il voto”

Già questa mattina il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista a Il Giornale, si era espresso circa gli attacchi hacker degli ultimi giorni. “Le minacce filorusse e la taglia per ottenere informazioni sulla mia famiglia? Sono due giorni che seguiamo la vicenda. Dal primo gennaio abbiamo rivoluzionato il ministero con una direzione generale e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24 collegata con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Io ho già il livello di sicurezza più alto, l’attenzione è massima. Oggi la minaccia si alza di livello, toccando gli affetti personali. Ma le nostre difese cibernetiche sono operative e la risposta pronta a ogni tentativo di intrusione”.

Il sospetto più accreditato è la natura filo-russa degli attacchi: “Finché non ci sono prove formali bisogna muoversi con cautela insieme all’intelligence e alla polizia postale. Ma la natura della guerra ibrida è chiara: siamo di fronte a reti opache che compiono operazioni illecite. In vista delle prossime scadenze elettorali ci sarà un tentativo sistematico di condizionare l’opinione pubbliche e dividere gli europei attraverso la disinformazione. Serve massima vigilanza, è un problema con cui dobbiamo fare i conti”.

“Al G7 Esteri porrò il tema e ho già scritto al mio omologo francese. I russi non faranno una guerra tradizionale con noi: la minaccia è a 360 gradi e va affrontata attraverso una presa di coscienza collettiva. Investire in sicurezza non significa essere guerrafondai. La sinistra cade in una contraddizione tipica: chiede sicurezza e tutela dei servizi, ma poi protesta ogni volta che si deve spendere per la difesa e la protezione cibernetica“, spiega il titolare della Farnesina. “La politica dovrebbe essere unita, non dividersi sulle spese necessarie”, ha aggiunto.

Quanto alla foto fake pubblicata, e poi rimossa, dal presidente del Pd Bonaccini, “ho lanciato un appello per evitare l’uso dell’intelligenza artificiale in campagna elettorale. Utilizzarla per manipolare la realtà e dimostrare una tesi falsa alimenta la disinformazione. Fare satira va bene, ma ridicolizzare e delegittimare chi rappresenta il paese nel mondo è un atto grave”, conclude il ministro. 

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