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Elezioni, allarme ballottaggi nel Pd. Giachetti al 40% e Fassino flop?

Ballottaggi, Pd previsioni sul voto del 19 giugno

Elezioni, allarme ballottaggi nel Pd. Giachetti al 40% e Fassino flop?
Elezioni, allarme ballottaggi nel Pd. Giachetti al 40% e Fassino flop? Rischia perfino Merola
E adesso è allarme ballottaggi. A due giorni dalla chiusura delle urne, le prime indicazioni che arrivano dal Partito Democratico sul voto del 19 giugno sono “preoccupanti”. Al Nazareno si ragiona su scenari “negativi”. Matteo Renzi si prepara, quindi, al peggio

E adesso è allarme ballottaggi. A due giorni dalla chiusura delle urne, le prime indicazioni che arrivano dal Partito Democratico sul voto del 19 giugno sono “preoccupanti”. Al Nazareno si ragiona su scenari “negativi”. Matteo Renzi si prepara, quindi, al peggio. Fonti dem contattate da Affaritaliani.it danno per persa la partita a Roma. Virginia Raggi – affermano a microfono spento – potrebbe fare tra il 58 e il 62% staccando quindi di ben venti punti Roberto Giachetti. Il Pd non è nemmeno al ballottaggio a Napoli, città dove al Nazareno sono certi del trionfo di Luigi de Magistris (addirittura con il 65%) contro Gianni Lettieri del Centrodestra. Milano? “Too close to call” direbbe a Londra e Washington. Ovvero “tutto può essere”. Il leggero vantaggio di Giuseppe Sala dato dai sondaggi prima di domenica – stando almeno a quel che si dice nel Pd nazionale e non lombardo – non è sufficienti per dormire sonni tranquilli visto l’esito del primo turno (i due candidati sono divisi da soli 5mila voti con Sala leggermente davanti). Grosse preoccupazioni per Piero Fassin a Torino. In passato i ballottaggi con i 5 Stelle sono stati sempre negativi per il Pd, anche con distacchi notevoli. E considerando che l’8% di Alberto Morano voterà per Chiara Appendino, il rischio flop per il sindaco Fassino è “elevato”. Meno ansie invece a Bologna dove Virginio Merola dovrebbe (condizionale d’obbligo) farcela contro la leghista Lucia Borgonzoni. “Ma l’elettorato grillini è imprevedibile e poi c’è quel 10% dell’ex leghista Manes Bernardini”, spiega un parlamentare dem. Quindi, anche se Merola è certamente più tranquillo di Fassino, anche a Bologna aleggia lo spettro della clamorosa sconfitta. O comunque di una vittoria sul filo di lana.