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Ballottaggi, sentiment sul 19 giugno. Ecco come finiranno le elezioni

Flop a Roma e ansia per Torino. E’ allarme ballottaggi nel Pd

INSIGHT – Si avvicinano rapidamente i ballottaggi del 19 giugno e anche se non si possono pubblicare i sondaggi continuiamo a registrare i sentiment tra i partiti e i candidati in vista del voto. Tira brutta aria nel Partito Democratico

Si avvicinano rapidamente i ballottaggi del 19 giugno e anche se non si possono pubblicare i sondaggi continuiamo a registrare i sentiment tra i partiti e i candidati in vista del voto. Tira brutta aria nel Partito Democratico. L’impressione, secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, è che a Roma le chance di ribaltare la situazione siano ridotte all’osso. Pochissime possibilità, insomma, per Roberto Giachetti, che parte sfavorito su Virginia Raggi (M5S) dopo il primo turno. Non solo, la candidata grillina potrebbe anche ottenere il sostegno di molto elettori che il 5 giugno hanno scelto Giorgia Meloni. Al Nazareno parlano apertamente di “mission impossible”.

Ma la vera “bomba politica” nel Pd è Torino. Sotto la Mole la sensazione è che alla fine, anche se di poco, Chiara Appendino possa superare Piero Fassino e strappare il capoluogo piemontese al Partito Democratico. Il ragionamento è chiaro: a Livorno e a Parma, dove in passato il vantaggio dei candidati di Centrosinistra su quelli del M5S al primo turno era anche superiore a quello di Fassino sulla Appendino (undici punti circa), a vincere sono stati i grillini. E, considerando l’8% di Alberto Morano (Lega-Fratelli) raccolto al primo turno, l’impressione è proprio quella che i 5 Stelle riescano nell’impresa.

A Milano – dicono nel Pd – è “come tirare la monetina”. Impossibile fare previsioni. Anche se, spiegano al Nazareno, l’affluenza al primo turno è stata particolarmente bassa, visto anche il ponte del 2 giugno, e qualora la partecipazione al voto dovesse essere uguale o perfino superiore a quella del 5 giugno per Giuseppe Sala e per il Pd potrebbe mettersi male. Insomma, ansia anche all’ombra della Madonnina. A Bologna, invece, essendo il ballottaggio con il Centrodestra (per la precisione con la leghista Lucia Borgonzoni) ci sono meno timori per Virginio Merola. Gli elettori del M5S sono infatti meno schierati di quelli leghisti, dicono nel Pd, e difficilmente chi ha votato il grillino Massimo Bugani al primo turno (salvo una parte marginale) voterà il Centrodestra al ballottaggio.

A Napoli, infine, sembra proprio che non ci sia partita. E praticamente tutti danno per certa la rielezione a sindaco di Luigi de Magistris e la sconfitta dell’azzurro Gianni Lettieri. Complessivamente nel Pd sperano, non solo nelle grandi città, in un’affluenza particolarmente bassa. Più la partecipazione sarà alta, infatti, e più i candidati renziani rischiano. Staremo a vedere.