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Barca, quanti dorotei… troppi sbandamenti

Afferma che il Pd non doveva accettare di sospendere i lavori in aula per le vicende giudiziarie di Berlusconi e rimarca che “invece lo ha fatto, e senza consultare i suoi deputati. Leggo dichiarazioni molto critiche del segretario. Ma allora mi domando: chi e’ il Pd? Cos’e’ il Pd?”. Fabrizio Barca, in un’intervista a il manifesto, critica la scelta del Pd e ammette, nel suo tour nei circoli Democratici, di essere preso piu’ sul serio dalla “base” che dai dirigenti: “Molti dirigenti Pd dorotei, e uso quest’espressione – spiega – perche’ verifico un’apparente condivisione ma una chiara voglia di non confrontarsi. Mi si dica che sbaglio, ma nessuno me lo dice. Non basta simpatizzare con me, vorrei ci si misurasse con la questione principale che pongo sul tavolo. L’incapacita’ di proporre un disegno di cambiamento, da parte della sinistra, e’ dovuto a un deficit di autorita’ quando si governa, o, come io credo, di conoscenza e partecipazione?”.

Per l’ex ministro, il Pd potra’ chiedere partecipazione ai propri militanti e partecipanti solo a patto di “un’unica promessa credibile: che mai piu’ la selezione dei candidati sara’ cosi’ mal congegnata”. Il governo delle larghe intese? “In politica non esistono gli stati di necessita’. Esistono scelte che possono essere ritenute superiori in seguito agli eventi. Ma – incalza – non obbligate. Questa vicenda e’ stata uno sbandamento drammatico per il Pd”.

Il Pd di Barca e’ un Pd di sinistra? “Si’, ma c’e’ un equivoco, nato alla fondazione del Pd. ‘Sinistra’ non significa identificazione con la sola matrice socialcominista, ma anche quella cristiano sociale, azionista e liberalsocialista”. In vista del congresso, comunque, non ha ancora deciso per chi votera’: “Renzi e’ sintonizzatissimo con la realta’ e con il popolo Democratico. Stimo molto Civati e Cuperlo, ma vorrei vedere come si misurano sull’impegno della ricostruzione di un partito che abbia come perno l’accumulazione delle conoscenze per governare bene”.