“Sono assolutamente favorevole”. Il consigliere di amministrazione della Rai di area Fratelli d’Italia Giampaolo Rossi, intervistato da Affaritaliani.it, commenta le nomine decise oggi dall’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini. “Queste nomine consentono finalmente di attivare quel piano industriale che, ricordo, è stato votato a maggioranza in consiglio di amministrazione ed è il piano industriale concentrato sulle direzioni di genere, che consentirà alla Rai di essere nel prossimo futuro un’azienda in linea con gli standard dei servizi pubblici europei e con le esigenze del mercato e del cambiamento del sistema televisivo e digitale a livello internazionale. Quindi era importante farle. Anzi, forse sono state decise con un leggero ritardo. Finalmente l’amministratore delegato ha deciso di farle e questo è sicuramente un punto a suo favore”.
Però Gasparri (Forza Italia) e Capitanio (Lega) ad Affaritaliani.it hanno espresso non poche perplessità e hanno apertamente criticato le scelte di Salini. Si spacca il Centrodestra? “Sono critici anche quelli del Pd. Sono critici tutti”, risponde Rossi. “Credo che la politica faccia a volte difficoltà a comprendere la natura di quest’azienda, che è innanzitutto un’azienda. E nello stesso tempo credo che lo sforzo che ha fatto l’amministratore delegato sia stato quello di garantire il più possibile i margini di pluralismo e di visioni diverse all’interno dell’azienda, tenendo conto ovviamente delle professionalità. Non va dimenticato che le persone che vanno a dirigere le direzioni hanno dei curricula di altissimo livello. Dopodiché, ognuno può contestare alcune scelte, però mi sembra un dato di fatto che sia stata saggia e intelligente la mossa di Salini innanzitutto di non toccare l’informazione e i tg, cosa che era richiesta apertamente dal Partito Democratico e dalla sinistra”.
Rossi aggiunge: “Credo che sia stata una scelta saggia anche quella di mettere alcune direzioni di genere corrispondenti ai direttori di rete perché consentiranno il passaggio dalle reti alle direzioni di genere. Poi, ovviamente, la politica fa il suo gioco. Tutti si lamentano delle scelte fatte, però in linea di massima credo che sia garantito il pluralismo. Io vorrei ricordare com’era la Rai nelle gestioni precedenti: era una Rai quasi monocolore nelle sue espressioni di direttori e vicedirettori, di testate e di reti. Oggi si sta garantendo il più possibile una pluralità di visioni, ovviamente compatibilmente con le professionalità presenti all’interno dell’azienda”.
Però gli ascolti di RaiUno sono buoni e in crescita. Perché dunque sostituire il direttore? “Il tema De Santis è più complesso. Stefano Coletta – afferma Rossi – è un ottimo uomo di prodotto, forse uno dei migliori all’interno dell’azienda. In questi ultimi tempi RaiUno è andata bene, ma non era andata bene come risultati nei mesi passati. Probabilmente De Santis ha avuto enormi difficoltà a gestire la complessità di una rete che è la rete ammiraglia. Però il meccanismo adottato come criterio, almeno credo sia così, poi lo confermerà Salini in consiglio di amministrazione, sia stato quello di mettere all’interno di RaiUno il direttore che poi gestirà la direzione prime time, che è quella che sarà la diretta derivazione della stessa RaiUno. Questo proprio per consentire il passaggio di consegne. E’ una scelta tipicamente industriale. Penso quindi che abbia una sua coerenza tecnica”, conclude.


