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Politica
Accolta la richiesta della difesa. La Procura generale: "Sì all'affidamento"

Dopo circa un'ora e mezza di udienza al Tribunale di Sorveglianza di Milano, il sostituto procuratore generale, Antonio Lamanna, ha dato parere favorevole alla richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali di Silvio Berlusconi per scontare la pena residua di un anno (tre anni sono stati cancellati dall'indulto) dopo la condanna per frode fiscale nel processo Mediaset. L'ultima parola ora spetta al Tribunale di Sorveglianza (il parere della procura è obbligatorio ma non vincolante) che deciderà sull'affidamento in prova ai servizi sociali o gli arresti domiciliari per Berlusconi. La decisione, ha comunicato il presidente del Tribunale Pasquale Nobile de Santis, verrà resa nota con un comunicato stampa e verrà depositata "da un minimo di 5 giorni a un massimo di 15 giorni".

"Siamo soddisfatti che la Procura generale abbia dato parere favorevole all'affidamento in prova del Presidente Berlusconi ai servizi sociali. Ora attendiamo fiduciosi la decisione del Presidente del Tribunale di Sorveglianza", ha dichiarato a caldo la parlamentare azzurra Michaela Biancofiore.

"In attesa delle determinazioni sul futuro di Silvio Berlusconi, oggi è una giornata delicata soprattutto per i soggetti interessati. Ma noi abbiamo fiducia che questa giornata non influenzerà le decisioni dei soggetti politici" in relazione al cammino delle riforme, aveva detto a SkyTg24 il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

"Abbiamo scelto di cambiare insieme le regole del gioco democratico, si è scelto di farlo insieme e mi auguro che Forza Italia e Berlusconi confermino questa scelta al di là delle determinazioni" che verranno decise dal Tribunale di Sorveglianza di Milano e "di cui prenderemo atto".

Per nulla convinto che i giudici di Milano gli diano i servizi sociali, Berlusconi non sembra affatto disposto a limitarsi a "prendere atto" di una decisione, gli arresti domiciliari, che finirebbe col "silenziarlo in campagna elettorale". Sfilandogli via quella "agibilità politica" considerata conditio sine qua non del suo impegno con Renzi sulle riforme. Se, dunque, Forza Italia dovesse tirarsi indietro? "La nostra determinazione non cambia - ribatte deciso Delrio -. Sarà anzi maggiore: servirà più impegno ma non vogliamo deludere gli italiani".

Francesco Paolo Sisto, deputato forzista e presidente della Commissione affari costituzionali della Camera, ad Agorà mette in chiaro che, pur ammettendo l'agibilità politica di Berlusconi e le riforme come due piani separati, "questo non significa che siamo pronti a prendere tutto quello che dice il Pd e a ratificarlo passivamente. La proposta non implica, automaticamente, accettazione: si può anche criticare e migliorare insieme".

 

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