Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
Prima aveva fatto firmare le dimissioni in bianco a tutti i suoi parlamentari, poi aveva chiesto un passo indietro dei ministri come atto preventivo in vista del voto in Giunta. Ma dopo il voltafaccia nell’aula del Senato le armi nelle mani del Cavaliere sono spuntate. E’ questa la realtà che ha fatto sorridere Letta in Aula. Ormai il Presidente del Consiglio sa che qualunque cosa succeda una parte del Pdl sosterrà l’operato del governo. Ecco perché, dopo che la Giunta ha deciso la decadenza di Berlusconi, i fedelissimi del Cavaliere hanno rilasciato dichiarazioni di fuoco, ma nessuno si è dimesso, nessuno ha messo in dubbio la sopravvivenza del governo.
La crisi innescata da Berlusconi ha fatto venire alla luce le profonde divisioni all’interno del partito. Da una parte i falchi, pronti ad andare al voto e a mandare all’aria le grandi intese. Dall’altra le colombe, che invece sostengono l’operato del governo Letta per fare quelle riforme che ormai l’Italia non può più rimandare. La decisione di Angelino Alfano di parlamentarizzare la scissione interna annunciando che avrebbe votato la fiducia all’esecutivo non solo ha sbugiardato il suo padre politico, ma ha anche di fatto ridotto all’irrilevanza il voto dell’area ‘dura e pura’ del Pdl.

