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Berlusconi in mezzo tra Parisi e Salvini. Due visioni (forse) inconcibiali

La piazza di Firenze e il modello Megawatt

Berlusconi in mezzo tra Parisi e Salvini. Due visioni (forse) inconcibiali
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L’ANALISI – Due visioni dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Matteo Salvini e Stefano Parisi. La piazza di Firenze e il modello Megawatt. Dopo il successo di Donald Trump negli Stati Uniti ormai sembra proprio che non ci siano più spazi di mediazione: o la destra nazionale e identitaria o i moderati liberali…

Due visioni dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Matteo Salvini e Stefano Parisi. La piazza di Firenze e il modello Megawatt. Dopo il successo di Donald Trump negli Stati Uniti ormai sembra proprio che non ci siano più spazi di mediazione: o la destra nazionale e identitaria o i moderati liberali. I temi che dividono Salvini e Parisi sono tantissimi: dalla lotta all’immigrazione clandestina (via gli irregolari e muri ai confini come dice Trump?) alla messa in discussione dell’euro e di tutti gli accordi dell’Unione.

Un’agenda spesso diametralmente opposta e, non caso, i “moderati” alla Merkel e Sarkozy sono stati tra i primi oppositori del presidente Usa eletto. E lo scontro nel Centrodestra sta già producendo le prime vittime. Il sindaco sceriffo leghista di Padova, Bitonci, è stato sfiduciato dagli azzurri e i salviniani minacciano di far cadere la giunta di Venezia dopo che il primo cittadino si è schierato per il Sì al referendum istituzionale. L’ex Cavaliere stavolta difficilmente potrà trovare una mediazione.

Con Salvini, oltre a Giorgia Meloni, ci sono pezzi da novanta di Forza Italia, primo fra tutti Giovanni Toti, voluto proprio da Berlusconi come consigliere politico e alla presidenza della Liguria. Ma a Firenze c’erano anche tantissimi sindaci e consiglieri regionali e comunali azzurri che non rimpiangono affatto il dialogo con il Pd e con il presidente del Consiglio. Dall’altra, con l’ex candidato sindaco di Milano, ci sono Gianni Letta, Niccolò Ghedini e ovviamente la famiglia Berlusconi e i vertici Mediaset, oltre a tutto quella parte di Forza Italia, come Antonio Tajani (che punta alla presidenza del Parlamento Ue), che contesta le derive lepeniste e che non vuole assolutamente lasciare il PPE, casa dei moderati, anche se critica le posizioni troppo rigoriste della Cancelliera tedesca.

Come finirà la sfida nel Centrodestra? Se, come sembra assai probabile, il 4 dicembre gli italiani bocceranno le riforme del duo Renzi-Boschi, il giorno dopo si aprirà la battaglia per la leadership. E non è detto che non si vada a due destre, una moderata e una identitaria, come avviene in Francia e in Germania, con una clamorosa scissione in Forza Italia. Anche perché Berlusconi sembra puntare su uno scorcio di legislatura costituente per poi votare con il sistema proporzionale (proprio per evitare lo strapotere leghista) nel 2018, mentre Salvini e la Meloni hanno già promesso manifestazioni di piazza nel caso in cui Sergio Mattarella non mandasse il Paese subito alle urne dopo la probabile sconfitta del Sì al referendum costituzionale. Insomma, Trump ha davvero scavato un solco tra la Lega e una parte di Forza Italia. Padova e Venezia sono solo le prime avvisaglie di questo terremoto politico. Che fine faranno le giunte Maroni e Zaia?