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Politica
Berlusconi "boccia" Renzi sul premio alla lista. Poi la smentita

FI, Berlusconi rispetta patto. Concordare modifiche - "La frase attribuita al presidente Berlusconi sull'ipotesi del premio di maggioranza alla lista nella legge elettorale non e' stata pronunciata nel corso della riunione odierna con i senatori di Forza Italia, contrariamente a quanto riferito da alcuni organi di stampa", si legge in un comunicato dell'ufficio stampa FI al Senato. Gli 'azzurri' precisano inoltre che "sulla legge elettorale il presidente di Forza Italia ha ribadito che l'accordo e' quello del Nazareno e che ogni eventuale modifica deve essere discussa fra le parti".

Le voci e le indiscrezioni delle ore precedenti

Toti, patto Nazareno? Fogli di appunti poi gettati via - Stop alle ricerche del 'cartaceo' del patto del Nazareno. "Erano dei fogli di carta su cui hanno preso degli appunti e il pezzo di carte e' stato buttato via. Credo abbia fatto questa fine", 'rivela' Giovanni Toti, consigliere politico ed europarlamentare FI, a La Zanzara su Radio 24. "Escludo - assicura - che Berlusconi abbia un pezzo di carta cosi'. Non c'e' nessun patto implicito, ma un patto per fare le riforme, il Senato, la fine del bicameralismo e la legge elettorale. Basta".

Mattinale, FI non reggera' la coda a Renzi - "La danno tutti per cosa fatta, giornaloni e giornalini. Come se Forza Italia fosse lesta ad accettare come cosa buona e giusta, ottima e abbondante, la decima variante del piano regolatore, che serve soltanto a garantire alla speculazione immobiliare di Renzi maggior agio di distruggere il panorama democratico dell'Italia. Stiamo parlando - ovvio - del Patto del Nazareno con annessa legge elettorale e riforma del bicameralismo". Lo scrive Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. "Tutti sicuri che Berlusconi e Forza Italia siano pronti ad accettare l'azzeramento del Nazareno con il premio fino a raggiungere il 55 per cento dei seggi dato alla prima lista, e la distribuzione proporzionale del resto, senza quote e senza sbarramenti. Ormai - prosegue Il Mattinale - si da' per certo questo impianto legislativo che dovrebbe funzionare da meraviglioso trampolino su misura per il Partito della Nazione, il nuovo nome della Ditta di Renzi. Persino i non-renziani o diversamente leopoldiani plaudono alla riuscita certa del disegno egemonico, con noi berlusconiani a reggere la coda di Renzi, e si limitano a suggerire nomi meno sudamericani, preferendo Partito del Paese. L'idea sarebbe quella di dar vita al Partito Unico, che e' proprio roba sudamericana, o se vogliamo tornare in Italia, molto fascista". "Fu Benedetto Croce a notare che Partito Unico e' una contraddizione in termini, ma anche l'ammissione di un sogno di totalitario. Si ammette che ci sia una parte (Partito) che rappresenta il tutto (Unico). E unici sono Nazione e Paese. Una brutta storia. E noi dovremmo accettare? Attenzione. Noi non favoriremo disegni che umiliano la democrazia e sono dettati dall'interesse della Ditta", conclude Il Mattinale.

L. Elettorale: FI, assolutamente contrari a proposta Renzi - "Siamo assolutamente contrari alla proposta di Renzi di attribuire il premio di maggioranza alla lista". Lo ha detto il presidente dei senatori di Forza Italia, Paolo Romani, al termine della riunione del gruppo con Silvio Berlusconi.

"Rimaniamo convinti - ha aggiunto Romani - che l'Italicum deve essere anche al Senato quello uscito dalla Camera", ha concluso il capogruppo azzurro.

Sisto (FI), premio lista fa venir meno ratio riforma - "Sulla legge elettorale Berlusconi non ha avuto esitazioni: le regole si cambiano insieme. E sia chiaro: non si puo' snaturare l'impianto di governabilita' dell'Italicum. Con il premio di maggioranza alla lista invece che alla coalizione la ratio della riforma verrebbe meno". Lo ha detto, ad Agora', Francesco Paolo Sisto (FI), presidente della Commissione Affari costituzionali e gia' relatore della legge elettorale alla Camera.

Cav boccia manovra e premio lista. A Renzi, Italicum si fa in 2 - Silvio Berlusconi mette i puntini sulle 'I'. E torna a parlare pubblicamente, scegliendo la rete ammiraglia delle sue televisioni, Canale 5, la stessa dove Matteo Renzi ha spopolato domenica scorsa, ospite del salotto di Barbara D'Urso. Tornato a Roma dopo 15 giorni di assenza voluta, l'ex premier riunisce a palazzo Grazioli i fedelissimi e delinea la strategia da contrapporre al presidente del Consiglio, per tentare di riprendersi in qualche misura la scena e piantare alcuni paletti: caro Matteo, e' il succo del messaggio inviato all'inquilino di palazzo Chigi, non decidi tu da solo, ma ogni modifica all'Italicum va concordata insieme. E, soprattutto, qualsiasi scelta si faccia deve andare bene ad entrambi. Il che, tradotto, altro non vuol dire se non che il premio di maggioranza resta alla coalizione, non certo alla lista o al partito. Per la verita', viene spiegato, il Cavaliere fino ad oggi non aveva chiuso ermeticamente alla proposta buttata li' da Renzi nell'ultimo faccia a faccia tra i due e ufficializzata pubblicamente alla direzione del Pd. Ma il pressing dei suoi, in primis di Denis Verdini, che da tempo mastica agevolmente i vari sistemi elettorali, le posizioni assunte da Alfano e Salvini negli ultimi giorni e i recentissimi report sull'andamento di voto, hanno indotto il leader azzurro a considerare il premio di maggioranza alla lista un vero e poprio trabocchetto per Forza Italia che, se accettasse, rischierebbe di ritrovarsi addirittura come quarto partito, dietro a Pd, Grillo e Lega. Non solo. Il premio assegnato alla lista, ed e' questo il maggior timore del Cavaliere, manderebbe all'aria il progetto di riunificare il centrodestra: Salvini, e' il ragionamento, non avrebbe piu' alcun interesse a coalizzarsi, altrettanto gli altri partitini. Insomma, se da parte di Berlusconi, viene riferito, non c'e' nessuna chiusura all'ipotesi di abbassare le soglie di sbarramento di ingresso - magari prevedendone una unica al 3% - altrettanto non si puo' dire per il premio di maggioranza. Volutamente, viene sottolineato, l'ex premier nell'intervista al Tg5 non e' sceso nei dettagli. Ma le sue parole sono chiare.

E Berlusconi confida nel confronto con Renzi, anche se ad oggi non e' previsto nessun nuovo incontro a breve: finora io e Renzi, e' la riflessione svolta con i fedelissimi, siamo sempre riusciti a trovare un punto di equilibrio, un accordo comune. Ma deve essere chiaro al premier, ha spiegato il Cavaliere ai suoi, che non ci possono essere forzature ne' diktat, si decide insieme. Tanto piu', avrebbe confidato ai suoi, se il vero obiettivo di Renzi e' di andare ad elezioni anticipate. Su questo, il Cavaliere pretende nuove garanzie dal presidente del Consiglio. La stella polare, per Berlusconi, resta la governabilita'. Mentre il premio a un partito otterrebbe un risultato contrario, frazionando ancor di piu' il voto degli italiani. "Ci confrontiamo con Renzi nella ricerca di una legge elettorale che favorisca la governabilita' del Paese, e che, naturalmente, vada bene a tutti e due le parti in causa. Speriamo di riuscirci", afferma al Tg5, aggiungendo: "Siamo convinti che col confronto si possa trovare una soluzione equilibrata che guardi all'interesse del Paese e non a quello dei singoli partiti". Berlusconi poi torna a smentire categoricamente l'intenzione di voler sciogliere Forza Italia, "e' una assurdita'", ma ribadisce la necessita' di "rinnovarla e rafforzarla".

Quanto al progetto a cui sta lavorando, viene spiegato dai fedelissimi, non prevede affatto la creazione di un partito unico sotto il cui simbolo riunire tutti i moderati. E sebbene ai microfoni del Tg5 il Cavaliere dica che la sua strategia "e' la stessa di Renzi, ma nel centrodestra", l'idea finale e' di ricostituire un'alleanza che vada dalla Lega a Fratelli d'Italia, con porte aperte a quanti alfaniani vogliano tornare a Canossa. I problemi, tuttavia, sul cammino azzurro non sono pochi. I malumori interni persistono, tanti i fronti aperti: dall'impasse sulla Consulta al conflitto di interessi, dalla responsabilita' civile dei magistrati - su cui a dire di Berlusconi il governo ha fatto retromarcia - alle alleanze, fino alla fronda interna capitanata da Fitto. Per questo, Berlusconi ha deciso di presenziare alle riunioni dei gruppi del Senato, domani, e della Camera giovedi'. L'imperativo, viene ancora spiegato, e' rinsaldare le truppe. E la strategia prevede una linea piu' dura verso il governo e la politica economica di Renzi, il cui annuncio sull'abbassamento delle tesse sulle imprese e il bonus bebe' - due cavalli di battaglia dei vecchi governi berlusconiani - creano non pochi problemi in termini di consensi ed elettorato. Da qui, il minimizzare le misure della Legge di Stabilita' rivendicandone la primogenitura ("E' un 'revival' delle nostre ricette, condito da un po' di populismo e presentato con grande abilita'"), che va di pari passo con la bocciatura senza appello: "Il governo fa bella figura, ma la fa con i soldi delle famiglie Siamo davvero sulla strada sbagliata", scandisce l'ex premier.

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