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Politica
Berlusconi rivela: nel 2011 Napolitano chiamò Fini, lo voleva premier

"Solo un folle può pensare di rottamare Forza Italia. Forza Italia rimane, ma nascerà una casa aperta. Una grande casa della speranza aperta a tutti, a club, comunità, partiti, movimenti..... Liquida così, Silvio Berlusconi, ricostruzioni di stampa su una possibile «rottamazione» del partito per dare vita a un’altra formazione, intervenendo a Futuro Comune, la prima conferenza nazionale degli amministratori locali di FI. Un appuntamento servito all’ex premier per inscenare un vero e proprio comizio: ha annunciato battaglia sull’Italicum («Sono certo che la legge elettorale subirà dei cambiamenti - ha detto -:Questa legge elettorale subirà cambiamenti. Il sistema dei 100 capilista è ingiusto, ci batteremo per il sistema di preferenze assolutamente libero»).

La nuova formazione "si chiamerà ancora Forza Italia, perché è un nome bellissimo. Oppure l’Altra Italia - ha detto - o come volete voi". Questo il programma: «meno tasse e meno Stato, più aiuti a chi ha bisogno, più sicurezza e più garanzie» rispetto alla magistratura. Ma soprattutto, «non ci devono essere politici di professione». Si tratta, ha detto, di un «progetto pazzo cui ho pensato in queste settimane». E poi ha imprecato: «Sarebbe facile per me andare da qualche altra parte, ma ho un senso di responsabilità che mi frega e sono qui ad affrontare la sinistra ed i Pm. Ed io non avendo più nulla rischio di finire in galera e se questo dovesse accadere... io spero che facciate un minimo di rivoluzione...».

Bordate contro l’Europa «Quando si guarda questa Ue si guarda ad una carenza di leadership da paura, l’Ue si è piegata alla Germania che segue i diktat Usa. Non siamo lontani dalle situazioni che produssero guerre nel 900. Speriamo di trovare nuovi leader europei che da quando sono andati via Blair, Aznar Chirac e il sottoscritto, non ci sono più».

Poi un paragone con Tsipras: «Dopo la speculazione ordinata dalla Bundesbank contro i nostri titoli di Stato dissero che non eravamo più in grado di pagare pensioni e stipendi. Al G20 di Cannes mi ritrovai nella posizione di Tsipras. Mi dissero “siamo qui per aiutarti a non avere il default”. Il primo giorno mi offrirono 50 miliardi di euro, il secondo 100 miliardi euro. La contropartita era la colonizzazione dell’Italia. Io cercai di spiegare che i nostri conti erano perfettamente in ordine, come poi fu ampiamente dimostrato, e me ne andai. Solo Obama disse “Silvio is right”, “Silvio ha ragione”. Tornai in Italia e mi trovai con otto tra i nostri più fedeli amici, parlamentari, che si erano spostati nel gruppo misto e avevano messo in crisi il nostro governo».

Sul fronte giudiziario, Berlusconi ha promesso in regalo «200 milioni di euro a chi riesce a dimostrare che ho dato 2 milioni a De Gregorio». «Sono stato accusato 65 volte da pm sinistra di reati e sono stato sempre assolto. Ora la musica è cambiata nei collegi ci sono solo giudici di sinistra e si vede quello che è successo a Napoli». Si sente «fatto fuori da una sentenza infame (la sentenza Mediaset, ndr) che — sostiene - sarà ribaltata dalla Corte dell’uomo di Strasburgo». E poi quello che considera «l’ultimo affronto»: «Mi hanno tolto il vitalizio. Non per i soldi che ho sempre dato in beneficienza, ma dopo vent’anni di Parlamento e dieci anni quasi di Governo, togliermi anche il vitalizio è stato un vero affronto», dice.

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